RICORDANDO CONCETTO GILÈ PER LA MORTE DI UN CARO COMPAGNO DI STRADA

 

Carissimo Concetto Gilè, penso di averTi conosciuto da sempre, con la Tua presenza in tutte le occasioni nelle quali si trattava della città, delle sue carenze ed insieme delle sue urgenze. Negli anni sessanta imparai a conoscerTi in quel gruppo di amici ed intellettuali che si scontrarono, vincendo la battaglia, per la conservazione del centro storico. Battaglie contro la speculazione delle aree, dove la città che contava non aveva altra idea del centro storico che quella di radere al suolo la Tua Giudecca, la Tua Graziella, il quartiere Maniace, per farne una ‘città moderna’. Battaglie solo apparentemente dimenticate caro Concetto. E’ ovvio oggi apprezzare Ortigia, l’hanno perfino resa merce, e questo in questi ultimi anni non finiva di indignarTi. Mi fermavi per strada, esigevi che mi fermassi per constatare scempi, dimostrazioni di incultura civile, aggressioni all’anima della Tua Ortigia e della Tua città.

Quante iniziative Ti hanno visto in prima fila senza isterie ma con determinazione ferma, convinta, che la strada per la città civile che Tu avevi in testa e che si è fatta spirito della Tua militanza, altra non può essere che quella dell’attento rispetto dei suoi fragili equilibri di pietra e di risorse umane, di intelligenza conservativa e di sviluppo qualitativo. Il Tuo venir meno così d’improvviso lascia un grande vuoto, indebolisce quello zoccolo duro di determinazione critica e di azione delle quali abbiamo indispensabile bisogno. Ti sono passati sindaci, assessori, deputati, senatori, Presidenti etc etc, per ciascuno hai tenuto una cordiale lontananza, una considerazione asciutta e fiera, le loro iniziative e passioni brevi, ancorate alle loro cariche effimere, erano per Te ad alto rischio di evaporazione, non Ti illudevi. Non ti erano necessari riconoscimenti, Ti bastava la serenità della Tua azione e testimonianza.

Appartieni ora a quel pantheon di una generazione alla quale dobbiamo la sopravvivenza di un pensiero forte e costante (durato per tutta la Tua vita) di impegno, la sopravvivenza di una idea, alla fine vincente, per i destini della nostra comunità, la valorizzazione culturale della città, il riscatto della Sua centralità nel percorso dell’Occidente, uniche vere e concrete economie, per le quali non Ti stancavi in questi ultimi anni di lamentare il rischio di irreversibile compromissione.

Corrado Giuliano

Concetto Gilè, il grande Concetto Gilè, non è più con noi. Le strade ed i secolari vicoli e percorsi di Ortigia oggi sono più deserti, non più vivificati dal suo passo attento, dal suo sorriso caldo e dalla voce vibrante, capace anche di critica emozionata e insieme struggente per lo sconfinato amore che riservava alla sua città, di cui potente sentiva la responsabilità nel preservare la bellezza degli squarci e la bontà antica di una comunità e combatterne l’incuria. Chi ci tramanderà adesso la leggiadria e mitica “spittizza” dei “picciotti de’ catini” tra Piazza Archimede e Corso Matteotti, figli dei luoghi e di loro orgogliosi? Ne avrà raggiunto adesso qualcuno, me lo immagino ad avvolgere nel suo forte contagioso ed inconfondibile abbraccio, il fratello Mario, altro grande personaggio di Ortigia e della città, che lui amava tanto e che l’ha preceduto di qualche anno. Si commuoveva facilmente perchè molto sentiva ed aveva la forza di disvelarlo, espressione nobile, colta e popolare insieme, di modi e sentire gentili, affinati nei secoli. Veramente se ne è andato un pezzo di anima della città, ed anche dell’INDA che l’ha visto per anni come glorioso protagonista. Ortigia tutta oggi è dolente e ne piange la scomparsa con l’amata sua fantastica famiglia ed i tanti amici e conoscenti.

Giovanni Randazzo

Mi dispiace tantissimo, soprattutto per la figlia Serena. Ho conosciuto Concetto negli anni della mia esperienza giovanile politica (io nel PCI e lui nel PSI), ne ho seguito, successivamente, le iniziative culturali e ci siamo ritrovati, da ultimo, in Storia Patria. A dicembre avevamo partecipato all’ultimo incontro promosso da questa associazione, aveva con sé il libro da lui scritto, che mostrava con comprensibile compiacimento e mi raccontava della sua passione per la scrittura. Parlammo (soprattutto lui) dei suoi figli, di cui era orgoglioso e innamorato. Una grande perdita per la famiglia e per quanti lo hanno conosciuto. Un abbraccio a Serena.

Ezio Guglielmo

Con Concetto Gilè scompare una figura significativa della storia dell’Inda. Come Assessore alla Cultura della Città di Siracusa esprimo vicinanza e cordoglio alla famiglia Gilè. In oltre quaranta anni di lavoro e di impegno appassionato, Concetto ha rappresentato un tassello della storia antica e nobile dell’Inda. Con lui perdiamo un “militante del Teatro Antico” e un pezzo significativo di memoria storica dell’Inda e della Città.

Fabio Granata

Ciao Concetto. Cosa dovrei dirti? Grazie, intanto grazie. Per l’affetto che mi hai sempre mostrato, per il garbo, per gli aneddoti sulla mia isola, Ortigia. Grazie per avermi “fatto vedere” la passione per l’Inda, per questa creatura che hai sentito tua, da siracusano. Da vero siracusano. Grazie per quelle splendide creature, Carlo e Serena, alle quali hai trasmesso passione. Li abbraccio, non posso fare altro in questo momento. Così come abbraccio anche il tuo Denis, che non ho mai conosciuto. Un abbraccio anche a te e, soprattutto, un sorriso. Di quelli tuoi.

Prospero Dente

Ci siamo visti per l’ultima volta alcune settimane fa, alla libreria Mascali. Abbiamo parlato della nostra Ortigia come si parla della donna amata. Addio Concetto, con te scompare forse l’ultimo personaggio del nostro scoglio

Liddo Schiavo

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