Il prossimo anno Cinquantesimo del “Teatro di Sicilia”

Vi hanno recitato artisti famosi tra cui Salvo Randone, Lydia Alfonsi e Giorgio Albertazzi. Tra gli appassionati gran fermento organizzativo

 

La Civetta di Minerva, novembre 2019

Prosegue ininterrottamente l’attività del “Teatro di Sicilia”, una istituzione portata avanti a partire dal 1970, anno della sua fondazione. Una attività altamente meritoria che, come hanno scritto autorevolmente uomini di cultura come Piero Fillioley e Corrado Piccione, ha segnato un’epoca al suo apparire nella storia culturale e artistica di Siracusa, non solo per la vastissima produzione teatrale, ricca di opere di insigni autori da Pirandello a Cechov, da Rosso di San Secondo a Shekspeare, da Goldoni a Sciascia, da Martoglio a Eschilo, da Sofocle a Euripide, e tanti altri ancora.

Una caratteristica, fondamentale del “Teatro di Sicilia”, è quella riguardante il lavoro di divulgazione dell’evento teatrale nella società, ad ingresso libero in tutto il territorio regionale, riscuotendo sempre unanimi consensi. Ma il “Teatro di Sicilia” ha cominciato a proporre il teatro fra i giovani nelle scuole, tenendo corsi extracurriculari nei licei (ortoepia, recitazione, storia del Teatro), e portando in una continua turnazione a teatro gli studenti di ogni ordine e grado.

Praticamente il “Teatro di Sicilia” si è validamente sostituito a quello che avrebbe dovuto essere l’impegno primario delle istituzioni, assenti nella cura dell’educazione civile oltre che culturale dei cittadini in modo coerente e programmato, nonostante i proclami elettorali.

Il prossimo anno il “Teatro di Sicilia” celebrerà i primi 50 anni di attività, e in questo senso negli ambienti di coloro che amano il Teatro cominciano già a prendere consistenza fermenti organizzativi.

Vastissimo è l’Albo d’Oro collezionato finora dal 1970. Vi figurano i nomi di artisti che hanno fatto la Storia del Teatro italiano ed europeo, a cominciare dal siracusano Salvo Randone (del quale nel Palazzo ignorano la grandezza), e poi Lydia Alfonsi e Giorgio Albertazzi, solo per fare tre nomi per motivi di spazio.

Risuona ancora, metaforicamente, l’eco degli scroscianti applausi davanti al palcoscenico della Nottola in via Gargallo 61, sede del “Teatro di Sicilia”, tributati da migliaia di spettatori in una turnazione quotidiana durante gli anni. E in questa sede meritano la citazione quei giovani che vollero Aldo Formosa alla direzione artistica e organizzativa del “Teatro di Sicilia”: Umberto Lentini, Pietro Mensa, Mario Pistorio, Franco Iemmolo, Virginio Puzzo, Saro Cassia, Antonio Salemi, Nadia Iemmolo, Mirella Parisini, Nunzio Zammitti, Rita Aprile, Nello Giuliano, Silvana Greco, Michele Firenze, ed altri ancora.

Inoltre su quel palcoscenico chiedevano ed ottenevano ospitalità gratuita alcuni spontanei gruppi giovanili, tra cui Paolo Morando e Michelangelo Castello, per recitare i loro spettacoli. E questo come ulteriore politica di divulgazione del Teatro.

Finché c’è stata la Provincia Regionale, il “Teatro di Sicilia” ha spesso ricevuto contributi sia per gli spettacoli teatrali e sia per il “Premio Internazionale Sicilia-Il Paladino” con cadenza annuale, e sporadicamente anche la Camera di Commercio ha elargito un paio di contributi.

Eppure, per il resto che è tantissimo dell’attività quotidiana, si è andati avanti con perseveranza appassionata.

Finché la famiglia Bellassai, e questa è storia che non può essere dimenticata, proprietaria del dammùso della Nottola, a causa del ritardo nei pagamenti dell’affitto del locale, intimò attraverso l’avvocato Spagna lo sfratto.

A quel punto il “Teatro di Sicilia” fu costretto a rinunciare a una propria sede, ma continuò imperterrito a produrre spettacoli sia al Vasquez che in altri locali cittadini e della provincia, ivi compresi, nel periodo estivo, gli stadi sempre affollati di spettatori plaudenti.

Lo storico del Teatro siracusano, Giuseppe Guarraci, ha pubblicato alcuni libri, tra cui, nel maggio 2000, “Quarant’anni di Storie e Personaggi del Teatro siracusano”, in cui fa riferimento agli accadimenti del periodo storico a partire dalla meritoria attività svolta da Gioacchino Lentini che può essere considerato un promotore validissimo, oltre che regista ed autore, dando l’esempio e suscitando entusiasmi.

Recentemente il “Teatro di Sicilia” ha realizzato, su invito dell’Associazione culturale “Il Cerchio” di via Arsenale, uno spettacolo che conteneva una conversazione iniziale tenuta da Aldo Formosa, dal titolo “Il Teatro come e perché”, e poi dalla recitazione tenuta dall’attrice Maria Teresa D’Andrea che ha conseguito un ennesimo successo nella sua carriera ricevendo scroscianti applausi da parte del pubblico per la validità delle sue interpretazioni di diversi personaggi tra cui una emozionante “Elettra” e un monologo tratto da Moliere.

 

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