La seconda volta dell’assessore Maura Fontana

Nuovo incontro all’Urban Center, pochi i partecipanti nonostante i temi: mobilità, collegato ambientale, porti, prg, rischio idrogeologico

 

Siracusa, 12 ottobre 2019

Nuovo incontro dell’assessore Maura Fontana con le associazioni. Ancora una volta pochissimi i partecipanti: qualche defezione rispetto alla volta scorsa e qualche new entry tra cui la rappresentante dell’associazione Amo Fontane Bianche Rossana Knutsson, Enzo Tomasello di Casa Rossa, l’ingegnere Nino Di Guardo. Tecnico del Comune l’architetto Nunzio Navarra su cui, solo, a detta dell’assessore, grava l’ufficio pianificazione. In discussione temi vari, tra cui, immancabile, la mobilità con la assoluta necessità di migliorare i collegamenti con le zone una volta solo balneari e ora sempre più residenziali come Fontane Bianche, i problemi di decoro urbano in ogni sfaccettatura, i trasporti pubblici della città.

L’avvocato Pianese, che ha reiterato la richiesta dell’indizione della Conferenza dei Servizi per il Porto Spero, è stato invitato a rivolgersi direttamente agli uffici: “Ha letto la nota che abbiamo inviato alla sua Società e alla Soprintendenza?” ha chiesto l’architetto Navarra. Negativa la risposta e inutili i tentativi di saperne qualcosa di più: “Faccia una richiesta di accesso agli atti ma potrebbe avere in risposta un diniego perché potrebbe trattarsi di atto endoprocedimentale e quindi riservato!” ci ha risposto celiando Navarra. Probabilmente nient’altro che un sollecito alla Soprintendenza per sapere come procedere dopo la sentenza del CGA che ha annullato di fatto il parere negativo degli uffici, supponiamo.

L’avvocato Pianese, alla domanda del perché non volesse ragionare sul recupero del Marina di Archimede piuttosto che insistere sul primo progetto Spero, ha così risposto: “La conferenza dei servizi è impellente proprio per tornare a discutere della situazione portuale. E noi non possiamo che ripartire dal primo progetto, già definito in ogni sua parte, per cercare quindi una soluzione.

Per quanto riguarda il Marina di Archimede, essendo stato imposto sul Porto Grande il livello di tutela tre, mi chiedo chi possa mai avanzare una qualsiasi proposta d’acquisto se non si può metter su neanche una pietra. Questa è la vera criticità”.

Una posizione che ci appare, anche se confessiamo la nostra diffidenza, meno rigida di quanto ci si aspettava e che rende di fatto urgente la convocazione da parte dell’assessore Fontana, ancor prima della Conferenza dei Servizi, di un tavolo di lavoro tra le parti in gioco per studiare le possibili soluzioni. Un incontro che auspichiamo pubblico perché è giusto, e importante, che la città conosca preventivamente cosa si voglia decidere per il suo futuro.

La revisione del PRG

Ma alla Soprintendenza è pervenuto dal Comune anche un altro importante invito: un incontro per chiarire aspetti relativi al Piano Paesaggistico e al Parco Archeologico. “Bisogna chiarire la disarmonia da noi riscontrata, e sfuggita evidentemente a tutti gli altri, tra i due strumenti di pianificazione laddove accade, per esempio, che livelli di tutela diversi si sovrappongano” ha detto l’architetto Navarra.

“Abbiamo l’obbligo di inviare a Palermo un prg che sia in linea con le prescrizioni del Piano e del Parco – ha evidenziato l’assessore Fontana – Noi ci limitiamo al rispetto delle prescrizioni ma queste devono essere chiare, perfettamente leggibili, non presentare incertezze e consentirci di rispondere ad altri requisiti anch’essi inderogabili”. Punto critico ad esempio le aree a verde: la norma prevede che per ogni abitante siano previsti 15 mq e questo sarebbe impossibile se non potessero essere considerate nel calcolo anche quelle della fascia B di rispetto del Parco Archeologico. Un problema che comunque, per quanto a nostra conoscenza, è in realtà inesistente. Vedremo.

Un tema centrale quello della revisione del prg su cui tutte le forze in campo dovranno vigilare e contribuire affinché non si ripeta quanto accaduto nella notte in cui venne approvato dal Consiglio Comunale il prg del 2004. E qui lasciamo il racconto a Michele Mangiafico che, allora, ventottenne, ha vissuto da consigliere, come ora, quella vicenda.

“Ho un ricordo vivido di quei fatti. E forse, quando li si ricorda, bisognerebbe essere più oggettivi. Io ho votato contro quegli emendamenti restando fino alle otto del mattino successivo. Altra scelta fecero i rappresentanti dell’opposizione che alle due andarono via in segno di un’inutile protesta: loro, alle nove, erano in Procura per presentare un esposto contro il prg. Ancora mi chiedo le vere motivazioni di quella scelta. Avrebbero potuto manifestare anche con me il loro dissenso e fare argine. Anche i cittadini allora furono completamente assenti. Fino all’ultimo, lo ricordo bene, furono presenti nella parte riservata al pubblico solo i presidenti delle cooperative. Eppure si sa quanto anche solo la tacita presenza dei cittadini sensibili e attenti possa condizionare un’aula consiliare”. Parole che suonano da sprone per quando il consiglio comunale si riunirà per approvare il nuovo prg.

Sull’argomento interessanti anche le considerazioni di Navarra. “In realtà nessuno ha mai letto con attenzione il nostro prg. Nessuno sa degli interventi pubblici qualificanti che erano previsti: per esempio il parco delle mura dionigiane. Ma il problema è che tutti questi progetti non sono andati in porto per la mancanza di risorse da utilizzare. Ecco perché ritengo che la pianificazione dello strumento urbanistico, per essere concreta, dovrebbe preliminarmente fare i conti con i fondi disponibili. Di quel prg sono rimasti solo gli interventi dei privati”. Devastanti, aggiungiamo. I condomini orizzontali, l’edilizia “sociale” per i più abbienti.

Il collegato ambientale

Un argomento caro al coordinamento politico Casa Rossa Siracusa. “Ad ottobre 2016 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato un bando denominato “Programma Sperimentale Nazionale di Mobilità Sostenibile Casa-Scuola e Casa-Lavoro”, per finanziare i progetti dei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti – ha detto Enzo Tomasello -. E il Comune di Siracusa ha presentato, nei termini previsti dal regolamento, un progetto complesso con la previsione di una pista ciclabile, da realizzarsi nella zona alta della città, particolarmente trafficata; dell’acquisto di nuovi bus elettrici, per incrementare il servizio ad oggi carente; dello sviluppo del Carpooling per favorire l’uso condiviso di automobili private tra persone che compiono lo stesso percorso grazie al rilascio di buoni e incentivi, anche realizzando una “app mobile” per prenotare il percorso; dell’incremento del progetto “Piedibus”, previsto finora solo per pochissimi istituti scolastici siracusani (le carovane di bambini “passeggeri” che, indossando apposite pettorine ad alta visibilità, vanno a scuola insieme accompagnati da due adulti); e infine, dell’implementazione dei progetti di info-mobilità tramite l’acquisto di appositi dispositivi, le “paline informative”, da installarsi alle varie fermate dei bus elettrici per tracciarne i percorsi, indicando agli utenti i tempi di attesa. In tal senso, era stato previsto l’avvio delle due già installate in città (Corso Gelone e Piazza Archimede), mai entrate in funzione.

Un ottimo progetto, anche perché corredato da uno studio di previsione per una sensibile diminuzione dei fattori inquinanti, che si è aggiudicato il bando ottenendo risorse per un milione di euro, con il cofinanziamento del comune di altri 700mila euro a cui si dovrebbe aggiungere un altro milione che si potrebbero ottenere secondo quanto previsto dall’Accordo di Programma Quadro per i Comuni con problematiche ambientali. Bene – ha continuato Tomasello – da tempo, anche in maniera formale, con una richiesta a cui non è stato dato alcun riscontro, cerchiamo di sapere qualcosa sulla proroga ottenuta dal Comune in merito alla rendicontazione obbligatoria della prima tranche di spesa, pena la restituzione del finanziamento, già fissata per il 31 luglio 2018 e di cui non si conosce la nuova data e sui tempi e le modalità di realizzazione di questi progetti”.

La risposta, data dal consigliere Mangiafico, è che si starebbe provvedendo ai progetti esecutivi. La speranza è che arrivino in tempo per non perdere i finanziamenti.

Il rischio idrogeologico

L’argomento, delicatissimo, è stato affrontato dall’ingegnere Nino Di Guardo, un’eccellenza nel settore. A quanto risulta è allo studio la realizzazione di due aree parcheggi all’ingresso sud della città in osservanza al PUMS (piano urbano della mobilità sostenibile) approvato dal consiglio comunale.

Uno accanto all’ex bunker zona Pantanelli, un altro limitrofo alla via Columba dopo la stazione ferroviaria di rimessaggio. Secondo l’assessore Fontana verrebbero realizzati alle quote già in essere per non ostacolare il regolare deflusso delle acque. Proprio quello che, a quanto pare, non sta avvenendo per il parcheggio di fronte all’ex Carrefour. Una struttura che, a causa della particolare natura dei luoghi, terreni alluvionali come ben ci ricorda il nome Pantanelli, ha nel tempo avuto non pochi problemi essendosi verificati cedimenti differenziali a livello delle fondazioni specialmente alle gabbie degli ascensori che sono sprofondate di 50-60 cm.

“In tutta l’area – ha chiarito l’ingegnere – si verificano quei fenomeni di risorgenza che caratterizzano per esempio la fonte Ciane, fenomeni per altro noti sin dall’antichità e affrontati con intelligenza dai nostri progenitori. Ecco perché il canale di scolo del centro commerciale, invece di avere dei fori lateralmente, li ha sul fondo: per permettere alle acque di risorgiva di essere drenate. L’intera zona, così come d’altra parte indicato nel PAI di cui necessariamente il prg deve tener conto, presenta un complesso e difficile sistema idrogeologico per il quale qualsiasi intervento edilizio dovrebbe opportunamente fondarsi sul principio di “invarianza idraulica”, di immodificabilità del sistema idrico. In questo senso il parcheggio che si sta realizzando, previsto con un innalzamento del piano fino a livello stradale con un riempimento di 3-4 mt, sottraendo aree di espansione per i periodici fenomeni di allagamento, potrebbe creare uno sbarramento e quale effetto dare maggiore velocità alle acque nei pochi passaggi ancora disponibili nel deflusso verso il mare. Rischiamo un effetto Genova”.

 

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