La storica linea attraversa un territorio di grande valenza paesaggistica, archeologica (di questi giorni la scoperta di antiche tombe di pirati a Portopalo) e naturalistica. Andrebbe riattivata
La Civetta di Minerva, 23 marzo 2019
La tratta ferroviaria Siracusa-Pachino potrebbe puntare al rilancio turistico del sud della provincia di Siracusa. Attualmente la linea è in funzione da Siracusa fino a Noto per poi puntare in direzione Rosolini e infine addentrarsi nel ragusano.
La linea Noto-Pachino nacque nel lontano 1935. Fra gli anni 55-60 la linea era interessata da un discreto traffico merci, di prodotti dell’industria ittica proveniente daMarzamemi e soprattutto dei ricercati vinipachinesi, la cui produzione superava i 300.000 ettolitri annui, la cui richiesta era alta soprattutto da parte dell’industria vinicola francese. La concorrenza sempre più agguerrita del traffico su strada unita alla scarsa volontà dell’azienda ferroviaria di esperire perfino la manutenzione delle linee che abbassava sempre più la velocità commerciale dei treni provocò una drastica diminuzione dell’utenza; per abbassare i costi vennero soppresse alcune stazioni come Falconara Iblea e Noto Marina giungendo in seguito a lasciare in funzione solo Marzamemi e Pachino.
Negli anni avvenne la cosiddetta potatura dei rami secchi e la linea pian piano morì agonizzante al punto che il primo gennaio 1986, per effetto del Decreto Signorile, cessava ogni servizio viaggiatori e merci.Essa venne chiusa ma non smantellata; fino al 1997rimaneva ancora inserita, per memoria, nel fascicolo orario di servizio delle FS. Durante gli ultimi anni di vita della Noto-Pachino si ebbe la creazione dell’Oasi naturale di Vendicari, nel 1984, evento che doveva suscitare un ulteriore impulso all’ammodernamento della linea per poter collegare il capoluogo aretuseo a un ulteriore sito di importanza culturale e paesaggistica. Era il 6 maggio 2002 quando la tratta Noto-Pachino veniva dichiarata dismessa con decreto di autorizzazione del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi emesso ai sensi dell’articolo 2 del DM 138T del 31 ottobre 2000 e in seguito ad istanza di rinuncia alla concessione all’esercizio della linea presentata dall’amministratore delegato di RFI dopo avere acquisito il parere favorevole della Regione Siciliana, del ministero della Difesa, del ministero dell’Economia e delle Finanze.
Negli ultimi anni si è assistito a un vero boom turistico nella Val di Noto e la riscoperta del vecchio borgo marinaro di Marzamemi, per passare anche al suggestivo incontro delle correnti di Portopalo di Capo Passero. Il lembo di spiaggia da Siracusa a Portopalo in estate è interessato sempre da numerose folle di turisti, perché non riportare in vita la vecchia linea ferroviaria, per avere un miglior collegamento con Siracusa? La storica tratta attraversa un territorio di grande valenza paesaggistica, archeologica e naturalistica. L’ubicazione delle stazioni può servire sia le località marine della costa netina che la frequentatissima Riserva dei Pantani di Vendicari e il borgo marinaro di Marzamemi, gli Scavi di Eloro e la Villa Romana del Tellaro sono prossimi al tracciato. Magari si potrebbe fare qualcosa di simile come già fatto in passato per il Treno Barocco, che dal 2008 collega Siracusa a Modica e Ragusa per la rievocazione di quel vecchio treno trainato dalla mitica “Centoporte” che attraversa tutta la Val di Noto. L’opera in sé, oltre ad avere un rilancio per il turismo potrebbe riportare, anche, il trasporto del pomodorino di Pachino IGP, dei vari vitigni dell’ormai pregiato Nero d’Avola DOC, dei prodotti ittici di Portopalo su strada ferrata e registrare un notevole abbattimento sul tempo di distribuzione del prodotto nel territorio locale e nazionale. Ad oggi la sede dei binari si trova in un discreto stato, piena di sterpaglie ma il maggior sforzo è dato dalle vecchie stazioni ferroviarie, ormai in cattivo stato.
Tale opera permetterebbe, in sintesi, il rilancio del settore turistico del Sud-Est della provincia di Siracusa, perché le bellezze del passato sono sparse in tutta la provincia. Notizia di questi giorni la scoperta di vecchie tombe di pirati proprio a Portopalo. Insomma, che la Sicilia vive di turismo è risaputo, allora è arrivato di cambiare marcia e approfittarne!

Commenti recenti