Prima della Siracusa greca c’era una città più antica

Dopo 2800 anni in cui sono venute dall’esterno dominazioni (Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Svevi, Normanni, Spagnoli, Sabaudi), nonostante tutto sono rimaste ancora tracce profonde e chiare dei primi abitatori

 

 

La Civetta di Minerva, 30 luglio 2019

Siracusa ha avuto nella storia una sua originalità. Fu fondata dai Corinzi intorno all’anno 734-733 a.C., venne costruita secondo i principi stessi e la mentalità politico-militare della Città-Stato, racchiudendo nelle sue mura templi, palazzi, servizi. Quindi, partendo dall’isola di Ortigia si ampliò sul retroterra e lungo la costa con i vari nomi di “Acradina, Tiche, Neapoli, Epipoli”. Si estendeva per circa 100 km2 (comprendendo le Latomie scavate nella roccia) con difese ad alta ingegneria (il castello Eurialo).

Inizialmente, come colonia, aveva una dipendenza molto forte con la madre patria, rappresentava un centro commerciale influente per tutto il Mediterraneo, un centro strategico importante collocato fra contrastanti interessi di espansione dei Greci e dei Cartaginesi. Per le sue caratteristiche imponenti era in grado di resistere bene agli assedi ed apparve come una “cattedrale” nel deserto.

Pure Cicerone, nel 1° secolo a.C. la descriveva come “la più grande e la più bella di tutte le città greche, vaga a mirarsi da qualsiasi parte vi si acceda e la sua posizione ben munita”. Comunque, dopo la sottomissione alla potenza militare dei Romani, iniziò la crisi politica, subentrò lo sfacelo economico con i grandi latifondi lasciati incolti, con il manifestarsi del flagello della malaria.

La città si riprese più volte sotto le varie dominazioni quando fu saccheggiata dagli arabi e poi quando andarono via altre dominazioni come accadde per il grande terremoto del 1693 che causò 50.000 vittime fra morti e dispersi in tutta la parte orientale della Sicilia, che a quell’epoca non erano pochi.

Con il nascente regno d’Italia subì un altro periodo di declino che fu comune in tutto il sud d’Italia. Nonostante bonifiche, moderne opere di incentivazione industriale, non riusciva a ritrovare la sua antica floridezza e autonomo splendore anche se l’identità socio-culturale dell’essere siracusani esisteva.

Eppure recenti scavi hanno rilevato che tutta la zona prima della colonizzazione dei corinzi era un luogo ove sorgeva un’altra città. Lo testimoniano i ritrovamenti di una costruzione sicula del secolo IX-VIII a.C. in Ortigia, come altri reperti di periodi precedenti (sec. XIV) scoperti, dove ora sorge l’ultima cattedrale, quella d’acciaio.

Così, dopo circa 2800 anni in cui sono venute dall’esterno dominazioni (Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Svevi, Normanni, Spagnoli, Sabaudi, ultimamente capitalisti poi chissà) nonostante tutto sono rimaste ancora tracce profonde e chiare dei primi abitatori. Forse è vero che nessuna potenza non ha potuto cancellare, distruggere, fare fino in fondo deserto attorno ad essa.

Ciò fa capire quanti sono effimeri i sogni e la potenza di nuovi dominatori che pensano di cambiare completamente tutto, ma che lasciano solo una traccia del loro passaggio.

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