Pippo Ansaldi e Corrado Giuliano, responsabili del Comitato Parchi Siracusa. scrivono al sindaco: “Si impegnò sempre nel proteggere i beni culturali, archeologici e paesaggistici della nostra città”
Lettera aperta al sindaco di Siracusa dell’avv. Corrado Giuliano e del dott. Pippo Ansaldi, nella qualità di responsabili del Comitato Parchi, con la quale si chiede l’intitolazione di una via cittadina all’avvocato Giuseppe Panico, scomparso nel 1997. “Tale determinazione – scrivono – costituirebbe un doveroso omaggio alla memoria di un cittadino che ha posto il suo impegno civile e politico e la sua indiscussa e riconosciuta professionalità al servizio delle istituzioni e della collettività”. Ma ecco il profilo che ne tratteggiano.
“Uomo di cultura e di azione, avvocato penalista, attivista e politico, assunse impegni e ruoli di primo piano per il bene della Città e dei Siracusani, vivendo da protagonista la stagione politica del Paese aderendo prima al Partito Repubblicano. La sua formazione si svolse presso il Liceo Classico Tommaso Gargallo di Siracusa e, successivamente, a Catania dove intraprese gli studi universitari. Fin da giovane seguì le sue inclinazioni naturali manifestando particolare interesse per la politica e l’ambiente, i temi sociali, la letteratura e la storia, l’arte, l’archeologia. Laureatosi in giurisprudenza divenne l’avvocato degli umili e dei meno abbienti, vivendo con intensità e senso di responsabilità l’impegno nella professione forense.
“Fu fra i più attivi protagonisti in provincia di Siracusa della campagna referendaria monarchia/repubblica. È stato a lungo consigliere comunale nelle file del PSI e poi PSIUP, partito che ha diretto come segretario e capogruppo consiliare dal 1964 al 1972, anno dello scioglimento. La sua attività è stata contraddistinta da una partecipazione libera, aperta e priva di censure alla trasmissione e al confronto delle idee e si inserisce a pieno titolo nelle più significative espressioni di impegno politico e civile del nostro territorio. Credeva nella dignità della politica e non temeva di trovarsi in posizioni di minoranza, battendosi con coraggio e fermezza contro gli interessi conservatori e particolaristici. Il suo impegno, la sua comprensione e conoscenza della realtà, gli consentirono un approccio più concreto e fondato alla condizione operaia. Fra le sue battaglie, la questione sociale e la tutela del territorio inteso come patrimonio da curare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni.
“Figura trainante dell’opposizione in Consiglio comunale, si è sempre impegnato nel proteggere i beni culturali, archeologici e paesaggistici di Siracusa, denunciando ogni forma di speculazione a tutela diuna bellezza che è insieme valore estetico, eredità culturale, virtù morale.
“Giuseppe Panico mirava a una politica nuova, volta al miglioramento delle condizioni di vita, alla partecipazione attiva della società civile, ad uno sviluppo organico e moderno della città intesa come “ambiente umano”. Nel porre questi temi delicati e complessi ha dato prova di particolare sensibilità e lungimiranza affrontando problematiche di profonda attualità, spesso ancora irrisolte.
“La città, i suoi costumi, anche quelli dei più umili riusciva a renderli, praticandoli, testimonianza delle generazioni che lo avevano preceduto. Irridente del potere e capace di grandi provocazioni civili, Pippo Panico non aveva cautele quando si trovava a contrastare interessi speculativi ed egoistici; godeva di un seguito personale fondato sulla immediatezza del suo sentire aperto e chiaro, era diretto in tutte le sue occasioni di confronto da quello politico ed appassionato a quello delle aule di giustizia, tra i pochissimi che non esitava a sottolineare opportunismi e connivenze del foro siracusano, lo riteneva, da avvocato principe, un proprio dovere la necessità di indicare al giudice che aveva di fronte pigrizie ed esitazioni nel decidere.
“Il suo pensiero è testimoniato anche da decine di articoli e relazioni pubblicati su riviste quali “Corriere di Sicilia”, “La domenica” “La Voce di Siracusa”, “Il cittadino ”, testate allora particolarmente attive sui temi della politica meridionale e provinciale, con particolare riferimento alla pianificazione urbanistica e alle problematiche sociali.
“Grande appassionato di musica, figura tra i componenti più attivi della Associazione Siracusana Amici della Musica (A.S.A.M.), fondata da intellettuali siracusani qualificati per competenze e professionalità in campo musicale.
“Riuscì a costruire un’amplissima rete di relazioni personali, in cui è possibile rintracciare scambi epistolari – riguardanti la struttura del partito, i rapporti tra la sinistra italiana e la situazione meridionale – con tutti i maggiori esponenti del movimento socialista, in particolare Lelio Basso, a cui era legato da un rapporto di stima e idealità condivise.
“Fino alla fine lo ricordiamo con noi nelle nostre battaglie per il Centro Storico e la sua pedonalizzazione come componente del Comitato per la Città della Lega per L’ambiente, pur avanti negli anni, affrontò con noi lunghi ed interminabili dibattiti anche televisivi contro opinioni strette da una visione arretrata della città storica. Pienamente disponibile e carico di energia propositiva e polemica ci consentì di dare il peso della sua autorevolezza alla battaglia che combattevamo. Gli siamo grati per tutte le energie spese in Consiglio Comunale, sulla stampa locale e nazionale, contro l’attentato che distrusse il nostro territorio suburbano costituito dal Piano Regolatore adottato nel ’70 ed approvato solo in parte nel 1976 quando quasi tutto era andato perduto”.

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