CONCORSO VV.UU. MELILLI, PROVE ORALI BIS. SOLO 3 RICONFERMATI. Tutti gli altri respinti. E arrivano anche i carabinieri

E il gran giorno è infine arrivato. A Melilli, in una saletta presidiata da un folto numero di vigili urbani nella loro nuova, fiammante, divisa (‘troppi’ secondo le nostre fonti, ‘una provocazione!’), il 23 e 24 scorsi si sono svolte le prove ‘suppletive’ del concorso dell’aprile 2024.

Su 35 ‘richiamati’ 17 sono stati ‘esaminati’ giorno 23, altri 5 giorno 24. E sui 22 esaminati solo 3 hanno raggiunto la fatidica soglia del 21, voto utile ad attestarne l’idoneità. Incredibile a dirsi, proprio gli stessi che già, con il medesimo voto, erano stati giudicati idonei.

E noi non abbiamo capito perché questi tre candidati siano stati chiamati dalla Commissione a sostenere di nuovo l’esame, con quale motivazione. Né comprendiamo perché si sono presentati. E se fossero stati bocciati? Paradossalmente due di loro, per posizione in graduatoria, già rientrano tra i 14 da assumere a Siracusa per scorrimento. Speravano di ottenere un punteggio più alto? e per cosa? Perché, dopo tanta fatica per raggiungere il traguardo, avendolo raggiunto, hanno invece rimesso tutto in gioco? Sarebbe stata sconveniente una prova bis con risultati negativi per tutti? È evidente che un ragionamento logico non può che portare a determinate conclusioni, aberranti per noi.

Che poi tutti gli altri 19 siano stati bocciati è stata davvero una gran fortuna, altrimenti le ricadute sulla graduatoria avrebbero provocato un disastro! Se una parte di loro avesse raggiunto la sufficienza, sommando il punteggio dei titoli, si sarebbe senz’altro verificato il sorpasso su qualcuno degli assunti tra Melilli e Francofonte; i 14 con il posto già assicurato a Siracusa avrebbero visto crollare le loro certezze. La graduatoria avrebbe dovuto essere riscritta, per la terza volta. Una tregenda.

Ma no! Nulla di tutto questo. È andato tutto per il meglio: gli esaminandi hanno disciplinatamente collaborato al punto che solo in 7 sono stati valutati diversamente rispetto al primo orale e in ogni caso, essendo sotto il minimo, al più alcuni avranno potuto provare un moto di soddisfazione personale per la migliore prestazione, nient’altro.

Anche la visita dei Carabinieri alla Commissione è stata un soffio di vento. A chiedere il loro intervento un candidato a cui il presidente di commissione, Daniel Amato, aveva negato la possibilità di rilasciare una dichiarazione a verbale.

Al maresciallo Lucio Cosimo, della stazione locale, l’avv. Amato ha spiegato che: “in ragione della natura della fase concorsuale ed in particolare del non intervenuto scrutinio del candidato, scrutinio che si stava svolgendo nella seduta non pubblica, la Commissione non consentiva il contraddittorio sia per ragioni intrinseche al procedimento sia per salvaguardare l’imparzialità, la neutralità e la serenità di giudizio del seggio concorsuale. Le facoltà partecipative del candidato – ha chiarito – non sono precluse in alcun modo, essendo esplicabili secondo quanto previsto dalla Legge sul procedimento amministrativo e nell’ambito dei rimedi consentiti dall’ordinamento, fatta salva l’integrità della procedura concorsuale”.

Una posizione che risulta a termini di legge perché non c’è “una norma specifica che obblighi in tal senso una commissione d’esame sebbene il rifiutarsi potrebbe apparire in contrasto con i principi di trasparenza, correttezza e diritto di difesa, soprattutto se la dichiarazione è rilevante per la tutela dei diritti del candidato”. La decisione finale spetta quindi alla commissione “che deve bilanciare la richiesta del candidato con la necessità di garantire il corretto andamento della procedura concorsuale”.

Detto questo, al netto delle personali valutazioni di alcuni candidati sull’esito della propria prova, secondo alcuni non oggettivo, e sull’essere stati interrogati su 5 domande e non su 4 come accaduto nelle sessioni del novembre scorso, crediamo di poter aggiungere solo una postilla: mai commissione fu più affollata. Una Commissione ‘perfetta’.

Hanno assistito all’orale bis – verifica essenziale per “salvaguardare imparzialità, neutralità e serenità di giudizio” dell’intero iter concorsuale – non solo i membri della Commissione presenti durante le precedenti prove d’esame (quando erano tutti): il Presidente Daniel Amato, la dott.ssa Silvia Gitto e il dott. Giovanni Cocco e, come segretario verbalizzante, il funzionario Gaetano Albanese, ma anche il segretario generale, il componente supplente, altri tre funzionari/dipendenti in qualità di testimoni. Un plotone più che una commissione.

Oppure una subliminale risposta ai ricorsi presentati al Tar: avete protestato perché la Commissione era incompleta? Bene. Oggi siamo tutti… ma, vedete?, il risultato non cambia.

Noi eravamo stati facili profeti.

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