SCIOGLIMENTO COMUNE FRANCOFONTE, L’EX SINDACO PUBBLICA UNA NOTA MA PROGRESSO & LEGALITà LA CONTESTA

Ieri sulla propria pagina facebook l’ex sindaco di Francofonte Daniele Lentini si è rivolto con un lungo post ai concittadini con queste parole: “Cari concittadini, con la pubblicazione della relazione Ministeriale ha avuto termine il processo di scioglimento del Comune di Francofonte. A conclusione della sindacatura credo sia giusto ricordare alcune delle cose realizzate per il nostro paese, tenuto conto che, dal mio primo insediamento ad oggi è stato fatto un lavoro di graduale crescita e ripresa del Comune di Francofonte, partendo da una situazione a dir poco disastrosa e sull’orlo del dissesto, su cui non voglio dilungarmi; con pazienza, competenza e volontà sono stati raggiunti i seguenti obiettivi andando, peraltro, oltre i punti del programma elettorale” (segue l’elencazione di quanto fatto). https://www.facebook.com/daniele.lentini.927

Ha poi così concluso: “Tutto questo è stato realizzato grazie all’intera squadra di governo, assessori, consiglieri e dipendenti che, assieme a me, ogni giorno hanno lavorato affinché si potessero raggiungere gli obiettivi prefissati e far risalire Francofonte nel posto che merita. Ricordiamoci dove eravamo dopo decenni di immobilismo. Ho cercato di essere sempre presente con tutti e di non lasciare mai nessuno indietro, senza alcuna differenza di ceto sociale. Durante il periodo Covid ho difeso il paese ed i nostri figli in tutti i modi, mettendo a rischio anche la salute mia e della mia famiglia. Il provvedimento che ha segnato l’epilogo della sindacatura, a mio parere, è stato ingiustificato, mi dispiace immensamente per l’accaduto, ma dobbiamo andare avanti. Diceva qualcuno che la partita finisce quando l’arbitro fischia la fine, se così sarà, sappiate che sono orgoglioso di essere stato il Sindaco di Francofonte e di aver rappresentato tutti voi indistintamente. Vi porto nel mio cuore, un bacio a tutti andiamoavantifrancofontenelcuore”.

Moltissimi, e univoci, i commenti di solidarietà, stima e sostegno. Ma qualche voce dissonante c’è, quella del Comitato Civico Progresso & Legalità, che è arrivata alla nostra redazione. Si tratta di una “interpretazione” personale di quello che viene indicato come “manifesto politico” dell’ex sindaco, di una ricerca degli obiettivi sottesi che Lentini, secondo il Comitato, avrebbe in mente, di una propria lettura analitica perché, nel leggere il post di Lentini, di sicuro non c’è alcun attacco diretto alla Commissione Antimafia, alle Istituzioni. Ma evidentemente per il Comitato sono le sue intenzioni ipotizzabili che contano. E quindi ne diamo conto perché ciascuno possa formulare un proprio personale giudizio.

“Daniele Lentini scrive un post manifesto politico su facebook. Francofonte non ha bisogno di proclami contro l’Antimafia, ma di verità, responsabilità e rispetto dello Stato”

Apprendiamo della diffusione di un manifesto politico con il quale l’ex sindaco di Francofonte intenderebbe contestare l’operato degli organismi istituzionali intervenuti nella procedura che ha condotto all’affidamento del Comune alla Commissione straordinaria.

Qualora il contenuto del manifesto sia effettivamente diretto a delegittimare la Commissione ispettiva, la Commissione straordinaria, la Prefettura o, più in generale, gli strumenti di prevenzione antimafia, ci troveremmo davanti a un atto politico di una gravità eccezionale.

Non si può capovolgere la realtà. La gestione del Comune non è stata affidata alla Commissione straordinaria per una controversia politica ordinaria, per una divergenza amministrativa o per un avvicendamento elettorale. Il provvedimento è stato adottato dallo Stato secondo la procedura prevista dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, al termine degli accertamenti della Commissione d’accesso, della valutazione del Prefetto, della proposta del Ministro dell’interno, della deliberazione del Consiglio dei ministri e del decreto del Presidente della Repubblica.

Gli atti ufficiali parlano della necessità di porre rimedio a una situazione di grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale, di rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l’interesse pubblico e di assicurare il risanamento dell’ente. Dinanzi a parole così nette, chi ha ricoperto la massima responsabilità politica dell’amministrazione dovrebbe avvertire innanzitutto il dovere della misura, del silenzio istituzionale e della riflessione.

Nessuno nega il diritto di difendersi, di contestare gli atti nelle sedi giurisdizionali competenti o di rappresentare pubblicamente le proprie ragioni. In uno Stato di diritto ogni provvedimento può essere impugnato e ogni cittadino ha diritto a far valere le proprie tesi. Ma una cosa è difendersi attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Altra cosa è trasformare la difesa personale e politica in un attacco generalizzato alle istituzioni chiamate a tutelare la legalità.

La Commissione ispettiva non è una fazione politica.

Il Prefetto non è un avversario elettorale.

La Commissione straordinaria non è un’amministrazione concorrente.

Sono articolazioni dello Stato, intervenute nell’ambito di una procedura stabilita dalla legge per proteggere gli enti locali dal pericolo di condizionamenti criminali e per ricondurne l’attività ai principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento.

Presentare questi organismi come nemici della comunità significa alimentare una narrazione pericolosa: quella secondo cui lo Stato che controlla, verifica e interviene sarebbe il problema, mentre chi ha amministrato l’ente colpito dal provvedimento potrebbe ergersi a vittima e impartire lezioni di legalità.

È un rovesciamento inaccettabile.

Francofonte non ha bisogno di una guerra contro le istituzioni. Ha bisogno che le istituzioni siano sostenute, che gli atti siano resi comprensibili ai cittadini e che sia consentito alla Commissione straordinaria di svolgere il proprio difficile compito senza intimidazioni politiche, campagne di delegittimazione o pressioni ambientali.

Attaccare gli strumenti di prevenzione antimafia, soprattutto in un territorio che necessita di una presenza forte e credibile dello Stato, non rappresenta un gesto di coraggio. Rischia invece di diventare un atto di superbia politica e istituzionale, tanto più grave quando proviene da chi era alla guida dell’amministrazione sottoposta agli accertamenti.

La lotta alla mafia non può essere celebrata soltanto durante le commemorazioni, nei convegni o nei discorsi ufficiali. Deve essere sostenuta soprattutto quando lo Stato esercita i propri poteri di controllo e assume decisioni difficili. Per questo rivolgiamo un appello alla società civile, alle associazioni, alle scuole, alle organizzazioni sindacali, alle forze politiche e a tutti i cittadini liberi: si alzi una voce comune a difesa delle istituzioni democratiche. Non per condannare preventivamente le persone. Non per sostituirsi ai giudici. Non per negare a nessuno il diritto di difendersi.

Ma per isolare politicamente ogni tentativo di minare la credibilità degli organismi dello Stato attraverso proclami inopportuni, ricostruzioni autoassolutorie o attacchi smisurati. La legalità non appartiene a una parte politica. Non è una bandiera da esibire quando conviene e da ripiegare quando i controlli riguardano la propria amministrazione.

La legalità richiede rispetto delle istituzioni, conoscenza degli atti e assunzione di responsabilità. Chi ritiene ingiusto il provvedimento percorra le vie previste dall’ordinamento. Produca documenti, presenti ricorsi e risponda nel merito alle circostanze riportate nelle relazioni ufficiali. Ma nessuno trasformi l’Antimafia nel bersaglio di una campagna politica.

Perché indebolire la fiducia nella Prefettura, nella Commissione ispettiva e nella Commissione straordinaria significa indebolire la presenza dello Stato proprio nel momento in cui Francofonte ha maggiormente bisogno di sentirla forte, autorevole e vicina ai cittadini onesti.

Guarda caso il giorno della vigilia della festa patronale della Madonna della Neve del 5 Agosto 2026, quasi a lanciare un monito non tanto subliminale alla comunità di riconoscere e attribuire i meriti del presunto progresso urbano all’ex Sindaco Daniele Lentini in un momento dove loro come famiglia già hanno un ruolo importante in ragione del fatto che il fratello  è il Rettore della grotta della Madonna della Neve in contrada Passaneto a Francofonte, meta di pellegrinaggi durante la festa, e che non è un bene ecclesiastico né pubblico ma udite udite di proprietà privata della famiglia Lentini e graziosamente concessa al culto. Guardiamo anche queste cose per avere idee su uomini, cose, relazioni, simboli. Senza attacchi, senza deduzioni perché nessuno vuole accusare ciò che può essere normale ma sicuramente è strano e bizzarro. 

L’amarezza di un politico la si può intuire e umanamente rispettare, la voglia di rivalutare immagine e storia pure ma nelle sedi opportune e con adeguati ragionamenti; non si possono accettare nel 2026 pubblici proclami parlando di partite da giocare e criticando un esito che non è elettorale o politico ma frutto dell’accertamento dello Stato (non per forza giusto, ma che si deve accettare)”.

 

 

 

Da leggere

SIRACUSA VIGOR LAMEZIA 3 – 0. Un risultato che ridà fiducia alla squadra e alla tifoseria

Eravamo tutti molto curiosi della reazione che avrebbero avuto gli azzurri dopo il primo e …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti