Il romanzo “Il Rosa” di Sonia Ternullo presentato al salone del Circolo Unione di Augusta

Bianco è il sale e nero chi lo lavora”, un modo dire che ad Augusta era molto comune quando le saline erano in piena attività, ma che a distanza di anni è rimasto nella memoria collettiva della città e di chi la abita, umano o meno che sia. Un modo di dire che sa di fatica e di dolore, ma anche di speranza.

Ingredienti, questi, che possono ritrovarsi nel romanzo “Il Rosa”, presentato giovedì 3 aprile presso il salone del Circolo Unione di Augusta e che rappresenta il debutto letterario di Sonia Ternullo, docente di materie letterarie che, nel fare i conti con la propria passione per la letteratura, ha messo da parte i panni di lettrice entusiasta per calarsi in pieno nel ruolo di autrice. Dialogando con la docente Stefania Luciano, la scrittrice ha raccontato al numeroso pubblico intervenuto un’esperienza letteraria che è anche esperienza di vita.

Ambientato proprio nelle saline di Augusta, il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice siciliana “Algra”, per la quale Ternullo aveva già rilasciato alcuni racconti nel contesto delle antologie “Voci sul filo” e “Inganni e verità”. Il Rosa” ha due protagoniste inattese, le sorelle Rosangela e Rosaluce, due fenicotteri, colte nel momento in cui tornano, dopo un periodo trascorso in Sardegna, nelle saline “Regina” di Augusta, loro luogo di nascita ma anche origine del malessere di Rosangela, il vero motore della vicenda.

Il romanzo nasce da una esperienza scolastica – spiega Sonia Ternullo – qualche anno fa, infatti, mi trovavo ad accompagnare una classe alle saline di Augusta per ammirare i fenicotteri e proprio lì mi è venuta l’idea di scrivere una storia che affrontasse il tema dell’anoressia e che avesse come protagonisti questi animali”. La vicenda raccontata nel romanzo è complessa e intensa, e vede come protagonista Rosangela che a differenza degli altri fenicotteri della sua comunità non è rosa, ma bianca, come accade a quei fenicotteri che non si nutrono dei crostacei che conferiscono loro il caratteristico colore.

Rosangela soffre di un disturbo alimentare, perché è convinta che i genitori l’abbiano abbandonata, per causa sua.

Di grande rilievo nel romanzo è il rapporto tra la protagonista e la sorella Rosaluce, che la protegge nascondendo l’amara verità a proposito della sorte dei genitori, ma che dietro le sue insistenze e la voglia di sapere, rivela che il destino dei genitori è dipeso dalla malvagità di alcuni bracconieri e non da una sua colpa. La storia mette in evidenza anche altri temi tipici della nostra società come il bullismo, “Rosangela per via del suo colore è vittima della derisione di alcune fenicottere molto belle” – spiega Ternullo – e l’amicizia “che Rosangela stringerà con due fenicotteri maschi che la prendono le sue difese”. La perdita della sorella Rosaluce sarà un forte dolore per la sorella, ma consentirà di rivelare il senso di solidarietà della comunità dei fenicotteri delle saline di Augusta e aprirà alla protagonista la possibilità di trovare la propria strada nella vita, portandola in Emilia Romagna dove può imparare come poter aiutare chi soffre, “per me era fondamentale far capire che realizzare la propria vocazione significa anche trovare il senso della propria vita”, conferma l’autrice.

C’è anche una storia d’amore nel romanzo, che finirà con il legare la protagonista al fenicottero Rosolino, dopo che alterne vicende li porteranno ad allontanarsi per tornare a cercarsi. Per quanto abbia al centro dei personaggi animali, il tono con cui è scritto il romanzo non è favolistico, ma rispecchia un approccio realistico “scrivo di fenicotteri, ma di fatto è come se fossero persone”.

Nel racconto tratti dei temi legati alla realtà contemporanea e lo fai attraverso animali umanizzati, è stata una scelta per rendere più semplice l’approccio a queste problematiche?

A me sono sempre piaciuti i racconti di Luis Sepulveda che, attraverso gli animali, trattava di argomenti che riguardavano gli umani. Scegliere questi protagonisti è stato anche un modo per avvicinarmi di più ai ragazzi delle scuole, anche se in molti mi confermano che il libro sia in realtà per tutti.”

Come sei arrivata alla scrittura del romanzo, è stato il frutto di un lavoro lungo?

Avevo già scritto dei racconti, mai pubblicati con una casa editrice, ma condivisi con i miei studenti, uno di questi aveva come protagonisti dei gatti ed era ambientano nel periodo del covid. Il secondo, invece, era ambientato a Punta Izzo e voleva essere uno scritto di denuncia con protagonista la sirena Lighea di Tomasi di Lampedusa. È stato un modo per capire se la mia scrittura fosse apprezzata ed ho trovato opinioni favorevoli da parte di chi ha letto. Solo dopo ho avuto modo di confrontarmi con la sa editrice e di arrivare alla pubblicazione del romanzo”.

Hai già in mente altre presentazioni future?

Stiamo prendendo dei contatti per alcune presentazioni in particolare a Catania, ma anche altrove. Il libro si presta ad essere presentato nelle scuole, magari in vista del prossimo anno scolastico avremo questa opportunità”

Stai già lavorando ad nuovo romanzo?

Sto lavorando ad un nuovo romanzo di genere noir, una delle mi passioni letterarie, insieme al genere favolistico. Sarà ambientato in un contesto mediterraneo, caldo e a me familiare”.

Come è avvenuta la costruzione dei personaggi del romanzo?

È avvenuta piano piano, man mano che la stesura del racconto andava avanti, traendo spunto dai caratteri umani”.

Cosa puoi dirci a proposito della copertina?

È stata creata dalla casa editrice, ma io ho proposto lo stile e il soggetto del disegno, ovvero il cuore che emerge dall’acqua”.

Il Rosa” è una storia di grande umanità, di ricerca, di gioie e di fatiche, proprio come quelle di chi “nero” lavorava sotto il sole cocente quell’oro bianco chiamato sale.

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