Ex Idroscalo De Filippis. Nelle proposte del Comune solo destinazioni d’uso aperte, non “statiche, che dovranno tassativamente prevedere la pubblica fruibilità”

È di tutta evidenza (e facciamo riferimento ai nostri precedenti contributi) che, se l’iniziativa del Ministero che fa leva sui capitali privati (e quindi su interessi meramente privatistici) avesse successo, finirebbe contro un muro il sogno nutrito da molti siracusani di riappropriarsi di una parte di città di gran pregio, strategica nella prospettiva di un’auspicabile, e troppo rinviata, riqualificazione di via Elorina.

Nel 2008, alla vigilia delle elezioni amministrative che ebbero come risultato la vittoria di Roberto Visentin su Roberto De Benedictis, fu il professore Roberto Fai a organizzare una conferenza stampa per porre la questione della smilitarizzazione e rifunzionalizzazione dell’ex idroscalo (divenuto sede del Distaccamento aeronautico nel 2012) una volta venute meno “le esigenze di difesa militare e di trasporto aereo civile originariamente a base della realizzazione dell’idroscalo” (inaugurato il 22 novembre 1925). Una battaglia ripresa nel 2019 dal Comitato cittadino di riqualificazione e decoro urbano di Siracusa con l’obiettivo di restituire l’area alla Città con diretta utilizzazione a beneficio della collettività territoriale.

Dibattiti e incontri molto partecipati hanno testimoniato il grande interesse della cittadinanza sull’argomento, ed è stata utilmente coinvolta la stessa amministrazione comunale che ad aprile 2023 ha formalmente richiesto al Ministero della Difesa di sottoscrivere un accordo dopo che nel 2022, a seguito della visita a Siracusa del sottosegretario Giorgio Mulè, sembrava mancasse davvero poco per raggiungere l’obiettivo. La richiesta del Ministero era di conoscere “l’ipotesi progettuale dell’Amministrazione opportunamente definita, concretamente realizzabile che riguardi il tratto di costa interessato” e l’individuazione di un sito alternativo in permuta dove spostare le infrastrutture funzionali agli interessi della Difesa, sebbene non fosse stato mai chiarito di quale estensione dovesse essere e quali fossero gli immobili da sottoporre a progettazione e rifunzionalizzazione.

Un campanello d’allarme il mancato chiarimento su questo fondamentale tassello; forse l’indizio dell’assenza della reale volontà del Ministero di assecondare le richieste di Siracusa. E a giudicare dal silenzio, lungo un anno, con cui il governo ha accolto la richiesta del primo cittadino di Siracusa (uno sgarbo istituzionale?), e insieme gli ultimi sviluppi della questione con la nuova iniziativa della Difesa Servizi spa, il sospetto parrebbe essere concreto, non basato sul nulla, mero frutto di una distorsione complottista.

D’altra parte in questa stessa direzione va quanto avvenuto a Marsala, per l’altro idroscalo siciliano inserito anch’esso tra i beni da alienare.

Il sottosegretario Mulè, il 17 gennaio del 2022, dopo il ‘sopralluogo’ a Siracusa, lo stesso pomeriggio volava a Marsala. Simili le formule retoriche: “La valorizzazione degli immobili militari è una priorità della Difesa nell’interesse di tutti… Dare una seconda vita alle infrastrutture non più utilizzate, andando incontro alle esigenze territoriali, è una delle sfide che stiamo portando avanti”.

Su per giù le stesse parole usate anche tra il 2010 e il 2012 quando già era stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il sindaco dell’epoca e l’allora Ministro della Difesa Ignazio La Russa per il passaggio delle aree, lasciate poi, anch’esse, di fatto, nel degrado e nell’abbandono.

Situazioni e percorsi diversi da Siracusa ma con identico esito – vaste aree del demanio militare sottratte alla città ma lasciate inutilizzate – e probabilmente stesso futuro: la loro privatizzazione, l’opportunità, che qualche imprenditore privato (giustamente) non si lascerà sfuggire, di sfruttare il valore commerciale e turistico di luoghi in posizione assolutamente privilegiata in cui sarà possibile, a un passo dal mare, laddove l’edificazione è impossibile, modificare, riqualificare e fors’anche demolire edifici preesistenti per farne strutture ricettive di ogni tipologia. Oltre probabilmente all’eventualità di non dover tener conto di altri vincoli edificatori proprio per l’inserimento nella fantomatica rete nazionale degli idrovolanti (ma è impossibile in questa sede approfondire aspetti tecnici).

Ma qual era invece la proposta presentata nel 2022 dall’amministrazione comunale al Ministero della Difesa? Intanto, fondamentali, i presupposti tra cui il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività; la conformità alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela dei beni culturali e paesaggistici; un limitato consumo del suolo; il rispetto dei vincoli idro-geologici, sismici e forestali nonché degli altri vincoli esistenti; il risparmio, l’efficientamento e il recupero energetico nella realizzazione e nella successiva vita dell’opera nonché la valutazione del ciclo di vita e della manutenibilità delle opere.

Diverse poi le alternative progettuali alla proposta del Comitato cittadino. In estrema sintesi: il giardino sul mare di immediata realizzabilità, dovendo solo aprire alla città l’area di circa mq. 14.000 preesistente prospiciente al mare, da completare con passeggiata a mare, solarium stabili per elioterapia, impiantistica per il tempo libero e altro, per realizzare un parco urbano.

Verso nord dell’ex Idroscalo, su circa 6.900 mq, un centro di accoglienza e preparazione sportiva superiore, con l’ammodernamento dei fabbricati recuperabili e demolizioni mirate per aumentare le superfici libere da destinare alla pubblica fruizione; una struttura polifunzionale, ad esempio da utilizzare come residenza universitaria per i fuori sede. Per biglietteria ed info point del vicinissimo Ginnasio romano, il piccolo fabbricato sulla strada.

Hub, urban center, aree di co-working e di studio, sale espositive e multimediali, palestra, punti di accoglienza turistica andrebbero invece a formare su un’area di 19.500 mq a confine con l’ex Spero il parco culturale.

E ancora quella pista ciclo-pedonale lungo la battigia, lunga circa 1.400 metri, per collegare e rendere visitabile il tratto di costa tra l’area del Distaccamento dell’Aeronautica, la foce dell’Anapo e la retrostante riserva, di cui si favoleggia da decenni.

O, se si vuole, in alternativa alle proposte precedenti, un nuovo ed ampio polo museale, complementare al Paolo Orsi. “Nel sito del distaccamento le aree prima indicate per essere destinate a centro di accoglienza e preparazione sportiva superiore e parco culturale hanno complessivamente una superficie di circa 26.400 mq, quindi, seppur di forma grossolanamente a “elle”, compatibile sul piano dimensionale con una nuova costruzione museale. In questo caso parte degli spazi direttamente prospicienti via Elorina potrebbero essere utilizzati quali parcheggi pertinenziali riservati ai visitatori oppure ai dipendenti del museo, o ancora, è ipotizzabile una loro parziale destinazione a terminal di un servizio di navette pubbliche che colleghi la struttura museale con i principali siti turistico-culturali e con le aree a parcheggio periferiche” scrive l’arch. Vincenzo Miconi, responsabile del procedimento.

Infine, l’ultimo obiettivo: il recupero urbanistico e sociale dell’area dell’ex macello, estesa per circa 2.400 mq e situata tra via dell’Idroscalo e via del Macello. Un’area fortemente degradata per la quale prevedere l’esproprio e la demolizione dei fabbricati fatiscenti per realizzare un’appendice con idonea sistemazione a verde e direttamente collegata all’area dell’ex Idroscalo lasciando solo le murature perimetrali del macello trasformato in una corte urbana da destinare ad incontri ed attività pubbliche.

Nel riordino complessivo dell’area viene previsto anche una parziale delocalizzazione del cantiere navale Di Benedetto per avere un collegamento diretto tra l’area dell’ex Idroscalo e la viabilità pubblica di Largo Arezzo della Targia.

https://www.lacivettapress.it/2024/08/08/novita-sullidroscalo-di-via-elorina-siracusa-faccia-sentire-una-sola-voce/  di Roberto Fai

(terza parte)

https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-dalla-difesa-il-bando-per-la-sua-riqualificazione-valorizzazione-sfruttamento-economico/    (prima parte)

https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/idroscali-dalle-generiche-finalita-turistiche-culturali-sportive-e-ricreative-al-libera-tutti-e-tutto/   (seconda parte)

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