Scrive Difesa Servizi spa nell’avviso esplorativo per la concessione dei sei idroscali messi a bando che verrà riconosciuto un punteggio maggiore nel caso in cui la proposta presentata riguardi più di un idroscalo, eventualmente tutt’e sei per farne “una rete che consenta il collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e ricreative”.
A leggere sembrerebbe si tratti di spazi di cui la cittadinanza potrà liberamente fruire, ma sono solo parole visto che, approfondendo, si legge che l’iniziativa è comunque finalizzata, mediante l’impiego di capitali privati, ad attività economiche che “prioritariamente, dovranno essere in linea con la vocazione commerciale dell’area considerata” e insieme, dato il prescritto “uso duale militare-civile”, che la gestione economica-commerciale dell’area, oltre ad essere rivolta all’utenza civile (sic!), “dovrà necessariamente prevedere forme di utilizzo/agevolazioni in favore delle Forze Armate di riferimento e più in generale del personale dell’Amministrazione Difesa (agevolazioni, scontistiche, posti riservati, servizi dedicati, ecc…..)”. Una sacca di privilegio che nulla sembra aver a che fare con l’eventuale salvaguardia delle residue funzioni ‘militari’. Un concetto ribadito anche in alcune risposte fornite da Difesa Servizi in cui si afferma che “in linea generale non è previsto un uso militare ‘propriamente detto’… (e ancora) l’uso militare, qualora presente, è limitato a manufatti o porzioni del compendio che permangono alla Forza Armata di riferimento, che saranno maggiormente dettagliati in fase di sopralluogo, in armonia con la gestione economica proposta”.
Infatti, per lo stesso De Filippis una parte, quella dove insiste la palazzina alloggio dei militari (delimitata dalla linea blu nell’immagine), non farà parte della concessione e si precisa che “la valorizzazione dell’aliquota di sedime individuata, dovrà essere subordinata all’esecuzione, senza oneri per la Difesa, delle necessarie opere di enucleazione rispetto alla porzione e agli immobili che permarranno alla Difesa” anche in questo caso “da individuare con precisione – in armonia con la gestione economica proposta – in occasione del sopralluogo obbligatorio attraverso un’interlocuzione tra Operatore Economico, Difesa Servizi S.p.A. e Forza Armata”.
Molto viene in genere demandato a una fase successiva dell’iter: “Qualora il soggetto proponente superi la fase di selezione nel cluster idroscali e venga qualificato come soggetto promotore, può negoziare la Convenzione al fine di non essere incluso nella rete di idroscali?” viene chiesto. “Si conferma che tale eventualità potrà essere oggetto di negoziazione nell’ambito della Convenzione” si risponde.
Quindi l’operatore economico potrà ottenere la concessione cinquantennale, modificare l’area in direzione della massima ricettività turistica possibile e fregarsene dell’obiettivo iniziale: creare la ‘rete nazionale degli idrovolanti”. La finalità è chiara.
E infatti, a un successivo quesito (e chissà se si parla proprio di Siracusa) – “Sull’area sono presenti diversi manufatti. Nel caso in cui si facesse un intervento, sarebbe astrattamente possibile presentare un progetto di demolizione/ricostruzione, anche al fine di modificare la distribuzione della volumetria? –, si risponde che “La demolizione/ricostruzione dei manufatti presenti in un complesso immobiliare in valorizzazione è subordinata agli eventuali vincoli presenti sugli immobili e all’ottenimento delle autorizzazioni previste dalle normative vigenti in termini di edilizia privata.
È invece contemplata la ristrutturazione (anche di tipo pesante) e riqualificazione con cambio di distribuzione ed uso degli ambienti interni sempre previo ottenimento delle autorizzazioni di cui sopra”.
E a una domanda posta proprio con riferimento al De Filippis: “La scheda riporta destinazione d’uso futura: idroscalo/ turistico-ricettiva / culturale. Bisognerà chiedere una variazione della destinazione d’uso e la conseguente nuova agibilità al comune o gli immobili hanno già tale destinazione d’uso?
Anche perché il PRG riporta una destinazione di demanio militare e una variazione dello stesso richiederebbe anni” (si preoccupa il richiedente), arriva la risposta giustamente rassicurante di un Ministero amico (e solidale): “Anche se per i sedimi militari la normativa consente di adottare, in determinati casi, deroghe ovvero procedure semplificate, non si può escludere a priori che possa essere necessario chiedere una variazione della destinazione d’uso e conseguentemente una nuova agibilità. A tale scopo, il Ministero della Difesa potrà avviare apposite intese con le Amministrazioni locali. Tale valutazione, tuttavia, potrà essere svolta con maggior dettaglio solo allorquando sarà nota a Difesa Servizi (e alla Forza Armata di riferimento) la proposta di valorizzazione complessiva riguardante il sito”.
Se poi non si dovessero avere i requisiti richiesti per poter partecipare (cioè il gestire o avere gestito nell’ultimo triennio almeno una struttura avente, per finalità e tipologia, le medesime caratteristiche di quella richiesta per l’immobile per cui si presenta manifestazione di interesse), si precisa che certamente “qualora nella proposta si dovessero prevedere, eventualmente (sic!), altre destinazioni (es: turistico ricettivo, culturale, ecc) oltre a quella di idroscalo, l’operatore economico dovrà comunque dimostrare di possedere i requisiti anche per tali ulteriori destinazioni” ma che la via per superare il problema è già tracciata, e si chiama avvalimento: “Come riportato nel medesimo paragrafo 6 dell’Avviso pubblico, il soggetto concorrente, singolo o consorziato o raggruppato, potrà soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti richiesti cumulativamente ovvero anche avvalendosi di altro soggetto ai sensi dell’articolo 104 del D.lgs. n. 36 del 2023”. Rien ne va plus!
(seconda parte)

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