Riqualificazione Porto Piccolo. La rivolta degli anziani. “Senza parcheggi, ci sarà precluso il solarium”

Un aspetto paradossale delle analisi, indagini, statistiche è la loro sostanziale inutilità. Ci si aspetterebbe, ragionevolmente, che gli studi su qualsiasi fenomeno, da quelli demografici a quelli geoclimatici e via discorrendo, fossero poi alla base di una programmazione mirata dei nuovi possibili e auspicabili trend di sviluppo verso cui muovere, di una riflessione su quelle che saranno le esigenze future su cui calibrare strategie politico-economiche. E invece niente. Non servono a niente, non interessano nessuno. Vengono totalmente ignorate, disattese; in alcuni casi, come quello da noi osservato, contrastate con scelte che si direbbe vadano in direzione diametralmente opposta.

Ci si aspetterebbe per esempio che, dopo aver letto i dati sul decremento demografico in atto a Siracusa – dai 126mila abitanti di 30 anni fa agli attuali 116mila – e sull’invecchiamento della popolazione – nel 2023 il rapporto tra nascite (708) e decessi (1.314) dà un saldo negativo di 606 persone; nel medio periodo, saranno circa 3.600 i bambini con meno di 4 anni e 11.000 gli ultraottantenni -, chi ci governa iniziasse a porsi qualche obiettivo. Ipotizziamo, ma le proposte si sprecano: come agevolare i giovani sostenendoli qualora desiderino non andar via da Siracusa e metter su una famiglia con figli e, sull’altro versante, come modellare il nostro sistema sociale e di vita per garantire agli anziani (ormai si dice ‘diversamente giovani’) benessere e serenità.

Per affrontare per esempio l’ageing society, la città andrebbe già ripensata urbanisticamente, resa più vivibile per i meno giovani riorganizzando servizi e infrastrutture in relazione alle loro esigenze: rimuovere barriere architettoniche, aumentare spazi verdi con panchine dove possano passeggiare e riposare, garantire la mobilità per tutti, fino a immaginare quartieri e abitazioni (ma siamo già in un mondo ‘avveniristico’ ben lontano dalla nostra realtà da sud del mondo) che aiutino la loro indipendenza, evitino situazioni di isolamento e favoriscano un’attiva partecipazione a momenti comunitari.

Cosa accade invece a Siracusa? La rivolta dei ‘sempre giovani’ di Porto Lachio.

Splendidi ottantenni, attenti alla propria salute, dinamici e con ancora una gran voglia di vivere, di godere ogni attimo concesso, temono la loro irrilevanza, l’essere di nuovo ‘sfrattati’ da luoghi che – per molti di loro che, per i motivi più vari, non hanno altre possibilità – sono stati da tempo scelti per trascorrere le giornate estive, prendere il sole e fare il bagno.

Prima la spiaggetta (oggi un gioiello esclusivo) che pur se sporca e nel degrado consentiva loro di ‘sentirsi in vacanza’; ora il molo/solarium, frequentatissimo. A metterli in ansia, a farli proprio arrabbiare, il progetto di riqualificazione del Porto Piccolo i cui lavori dovranno essere rendicontati entro il 31 dicembre del 2025.

www.lacivettapress.it/2020/07/29/porto-lachio-come-il-far-west-non-e-a-posto-il-senso-comune-di-giustizia-non-e-a-posto-il-rispetto-della-stessa-costituzione-lc/

Non è ancora chiarissimo quello che vuol fare l’Amministrazione ma quello che abbiamo letto sui giornali non può che preoccuparci – ci dicono alcuni –. Un’ampia piazza sul mare, alberi e panchine dove oggi sostano auto e caravan. Chioschi vicino al molo e, dalla parte opposta, un lungo marciapiede alberato fronte mare (è prevista l’eliminazione del muretto presente, ndr). Si è parlato addirittura di costruire un edificio di servizio sulla diga foranea, con una scala per arrivare a una piattaforma rialzata sul mare, ma a quanto pare la Soprintendenza non l’ha autorizzata, quindi chissà a cos’altro hanno pensato. Insomma, è detto chiaramente che se ne vuole fare un’area pedonale. Ovviamente che ben venga la riqualificazione, ma non si può dimenticare che qui parcheggiamo in molti: chi la mattina va al lavoro o al mare e chi, la sera, in Ortigia. Non si può programmare, progettare, senza tener conto delle esigenze dei cittadini, senza dare alternative”.

Il sospetto nutrito dai più è che l’intera area diverrà funzionale esclusivamente a bar e chioschi gestiti da privati e frequentati da chi ha soldi da spendere; che non ci sia alcuna attenzione, e riguardo, da parte dell’amministrazione Italia, nei confronti degli anziani, tanto più di quelli che non hanno la possibilità economica di frequentare lidi a pagamento e lontani da Siracusa e che, al massimo, potrebbe spendere un paio di euro per il parcheggio, nulla di più.

Istanze, a nostro parere, più che legittime, sacrosante. Inoltre, dopo tanto discutere su questa riqualificazione – su idee progettuali naufragate anni fa e su un progetto modificato per quella che è stata benevolmente presentata come “una svista” dei tecnici/funzionari comunali che hanno presentato d’emblée un progetto del 2014 senza pensare di dover prima aggiornare al tariffario regionale la stima dei costi (6-700mila euro in meno da aggiungere ai 2,5 milioni previsti!) -, i siracusani hanno il diritto di sapere esattamente cosa, alla fine, si intenda davvero realizzare: passerelle in legno, una con solarium lungo l’attuale molo di sottoflutto e l’altra che si sviluppa parallelamente all’asse viario, come previsione di completamento in una fase successiva da definire; il collegamento pedonale con Riviera Dionisio il Grande mediante una piazza con scalinata e rampa per il superamento delle barriere architettoniche; e ancora quali sono le aree stralciate non immediatamente disponibili per poter procedere con il lavori (o forse per non superare il budget disponibile?).

È invece certo che i posti parcheggio saranno drasticamente ridotti – dallo schema di progetto risulta infatti che l’accesso veicolare sarà in genere limitato e nella piazza alberata consentito solo a servizio esclusivo della diportistica, manutenzione, pulizia ed esercenti – e che verranno realizzate quattro piattaforme-solarium non si sa quanto ampie mentre i chioschi (quanti?) verranno realizzati da chi si aggiudicherà la concessione.

Non vorremmo sbagliarci ma anche a noi sembra di intravvedere soprattutto una destinazione ‘serale’ per Riva Porto Lachio: per il popolo della notte l’alternativa glamour ad Ortigia.

SCHEDA

I lavori di riqualificazione del Porto marmoreo (Sbarcadero Santa Lucia e Riva Porto Lachio), finanziati attraverso i Fondi Pac “Infrastrutture e Reti” 2014-2020, ASSE B, sono stati aggiudicati al Consorzio Stabile Da Vinci di Milano, di cui è presidente il modicano Giuseppe Blandino, uno dei  quattro partecipanti (su dieci operatori invitati) della gara negoziata senza bando del Settore Mobilità e Trasporti del Comune di Siracusa.

Il Consorzio Stabile Da Vinci ha offerto il maggior ribasso, l’11,12%, e per l’esecuzione dei lavori ha scelto la Tixe S.r.l. di Siracusa. Il progetto, ideato dall’architetto Ivan Minioto, progettista anche della passerella pedonale con ascensore di villetta Aretusa, è stato modificato: “una nuova progettazione, più asciutta in certi passaggi, in modo da avvicinarsi alla somma finanziata, con un range di tolleranza nell’arco di 100/150mila euro” per “salvare il progetto” si è scritto.

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