EX LIDO POLIZIA, ANCORA ABUSI ALL’ARENELLA?

La denuncia di lavori non si sa quanto regolari arriva ancora una volta da Giorgio Nanì La Terra.
“I lavori in corso all’Arenella, per eliminare (e ricostruire?) la piattaforma dell’ex lido Polizia all’Arenella, procedono senza alcun cartello di cantiere e senza la presenza di un responsabile, di un direttore dei lavori. Sono presenti solo due operai e ciò che sta accedendo potrebbe configurare un disastro ambientale”.
L’area di proprietà demaniale è stata oggetto di segnalazioni per la sua pericolosità per anni; finalmente interdetta al passaggio e alla sosta e transennata 5 anni fa ha continuato ad essere motivo di preoccupazione data l’inutilità dei divieti in genere non rispettati da molti. Un anno e mezzo fa l’allora assessore alla tutela, valorizzazione e recupero ambientale del Comune, Giuseppe Raimondo, era riuscito a intercettare fondi regionali con l’obiettivo di demolire il manufatto e restituire l’area, liberata dal cemento alla libera fruizione. Un’informazione smentita proprio in queste ore perché l’assessore in carica avrebbe affermato che le risorse oggi impiegate sarebbero tratte da un fondo per le emergenze della Protezione Civile da utilizzare entro 30 giorni, notizia questa che potrebbe essere la risposta alla domanda che si è posto Giorgio Nanì La Terra.
Quell’oscena cementificazione avrebbe dovuto essere eliminata e invece l’intenzione è di ricostruire la piattaforma per realizzarvi una sorta di belvedere. Ma la prima domanda da porsi è intanto se quel manufatto avesse o meno i permessi per essere realizzato e se oggi quei permessi ci siano. E sappiamo che nel caso fosse abusivo non potrebbe in ogni caso essere ricostruito.

Per questo motivo la settimana scorsa ho presentato una richiesta di accesso agli atti. Pensavo ci sarebbe stato tempo dal momento che l’amministrazione, a mezzo stampa, aveva anche fatto sapere che i lavori sarebbero iniziati a ottobre. Sembra invece che ci sia stata un’accelerazione, in pieno centro estate, a stagione turistica ormai iniziata. Come mai?”
Ma è ancora più grave quanto denunciato da Nanì La Terra: “Quello che sta avvenendo è pazzesco. Le acque cristalline del nostro litorale, di cui ci facciamo vanto, come si vede dal video sono diventate torbide e dense a causa dell’argilla che l’escavatore ha grattato dal costone insieme al cemento per poi passarci sopra e appiattire tutto. Metri e metri cubi di cemento misto ad argilla che il mare, con il suo moto ondoso, continuerà a trascinare con sé, inquinando tutto. L’argilla si depositerà e si indurirà cambiando irrimediabilmente i fondali da cui dipenda proprio la varietà di colori del nostro mare”.
Uno scempio! In un’area con massimo livello di tutela paesaggistica e di rilevanza anche storico culturale “per la presenza di cavi di ferro che arrivano fino in Libia, parliamo di archeologia bellica” osserva Nanì La Terra.
Sembra che in queste ore si stia muovendo il Nictas, il Nucleo Investigativo Circondariale Tutela Ambientale e Sanitaria della Procura. L’auspicio è che si faccia immediatamente chiarezza su ogni aspetto, a partire dalla legittimità delle opere e dalla loro autorizzazione, per appurare ogni eventuale responsabilità

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