Succede, bisognava aspettarselo. Ma tanti giurano che si vede e si legge anche di peggio. Molto di peggio. Siracusa, città vocata al turismo di massa (per volontà istituzionale?) più licenzioso, disinvolto e spudorato possibile. Dove regole e controlli non esistono. Anzi, dove il “fai da te” più sfrontato e senza vergogna è pure incoraggiato e favorito. Di sicuro non osteggiato e nemmeno combattuto. Tra rimbalzi di responsabilità da un’istituzione all’altra, tra giustificazioni e rassicurazioni ipocrite, da alcuni anni (troppi oramai) si assiste ad una proliferazioni di aperture di ristoranti, bar, pub, gelaterie.
In Ortigia una porta sì e una no ci trovi un esercizio di ristorazione. E che ci fa se con tavoli e sedie di plastica, con marciapiedi, strade e persino sagrati delle chiese usati come locali all’aperto, con i carrellati dell’immondizia tra un tavolo e l’altro, l’auto dei residenti che ti suona il clacson (maleducato) perché non può passare, se il cameriere a stento parla l’italiano. Ma questa ormai è roba … vecchia e risaputa, più volte denunciata, ci si è ormai quasi rassegnati.
(foto dal web, a scopo semplificativo)
Ciò che invece presentiamo oggi è una vera novità, una chicca per i lettori, una perla di Sarausan turistic language. Abbiamo infatti scoperto un Menu bilingue con descrizione pietanze in italiano affiancato dalla traduzione in inglese veramente stupefacente, da scompisciarsi dalle risate. È risaputo che le pietanze, specie quelle tipiche e locali, non vanno tradotte ma vanno presentate nella loro denominazione originale (spaghetti alla carbonara, pasta alla carrettiera, pasta alla Norma rimangono così come sono senza traduzione alcuna). Ma questo solerte ristoratore si è voluto superare e offrire al turista (malcapitato) una descrizione la più accurata possibile dove Pasta alla Siracusana diventa Syracusan Pasta e …. Udite, udite … Pasta alla Norma diventa “Rule Pasta”, cioè Pasta alla Regola (norma). Ora, un ristoratore, specie se improvvisato, specie se non ha frequentato l’alberghiero o uno stage come si deve, può anche non sapere che la pasta alla Norma è, secondo alcune ricerche, dedicata alla famosa opera del compositore catanese Vincenzo Bellini (La Norma); oppure secondo altre narrazioni chiamata così perché offerta ed inventata proprio il giorno in cui l’opera debuttò. Non è obbligatorio essere così “eruditi” e con le scuole alte, passi per i camerieri e i cuochi improvvisati ma santiddio per la traduzione non ci si può affidare a Google transaltor in modo così impudente. Norma è un nome di persona, femminile e si scrive con la N maiuscola. Non è il sostantivo “norma” che significa regola, disposizione, prassi giuridica ecc. ecc. che in inglese traduci Rule! Che figure ci facciamo con gli avventori? L’immagine, la grande reputazione di cui la Città si fregia (e noi cittadini ci papariamo) per la presenza di Siracusa quasi quindicinale nelle varie puntate tv di Linea Blu, Linea Verde e Linea Gialla va così tristemente vanificata.
Pasta alla Norma è Pasta alla Norma in italiano, in inglese, in tedesco, in giapponese e in tailandese. Al limite usate il dialetto che vi viene più semplice: Pasta che mulinciani.
E che cavolo!, Anzi: And What the Hell!
(il Menu citato non è collegato al ristorante in foto)

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