L’associazione “Buon Samaritano” di Augusta

Quando si accede ai locali del “Buon Samaritano”, colpisce la grande cura con cui gli stessi sono gestiti dai volontari. Gli arredi semplici e funzionali sono valorizzati dalla grande attenzione che tutti rivolgono alla cura di ogni dettaglio, segno di una passione forte verso un’attività di volontariato che in realtà è anche altro. Nata poco meno di sedici anni fa ad Augusta, l’associazione si occupa di affrontare alcune delle necessità primarie che posso affliggere le componenti più fragili della comunità augustana e non solo, fornendo cibo, alimenti e assistenza economica.

Incontriamo la presidentessa dell’associazione Edit Zinno e il segretario Sebastiano Saraceno nelle stanze che l’associazione vive da anni, collocati all’interno di una struttura appartenente all’”Opera Pia Parisi – Zuppello”, già in passato sede di una nota scuola e oggi parzialmente condivisa con gli Scout. Quello che in condizioni ordinarie si potrebbe immaginare come un luogo brulicante di vita e attenzioni appare, invece, piuttosto silenzioso. Si inizia, così, a parlare di covid.

“Da un punto di vista economico, quello della pandemia non è stato per noi un periodo difficile – spiega Saraceno – infatti, abbiamo potuto finanziare le attività della mensa, fornendo oltre ai pasti anche aiuto alle famiglie con bambini piccoli, grazie al 5 per mille e alle quote dei soci ordinari e sostenitori. A queste risorse sono aggiunti nel 2021 i contributi di Sonatrach e di Buzzi. Grazie a quanto raccolto, abbiamo distribuito a famiglie bisognose, individuate come tali attraverso l’isee, anche dei buoni spesa mensili.  Lo scorso anno abbiamo dato i buoni a 20 famiglie per sei mesi. Tutto, tra l’altro, puntualmente rendicontato ai nostri finanziatori”.

Non tutto però sembra essere così facile, come chiarisce la presidentessa Zinno: “abbiamo fermato alcune attività a causa di spese non previste legate all’adeguamento alle normative covid, per i materiali e le attrezzature sanitarie, e per la sanificazione dei locali che svolgiamo a carico nostro”.

Malgrado l’impatto inevitabile della pandemia, l’attività del Buon Samaritano non si è fermata, pur riducendosi come racconta il segretario Saraceno, infatti, “il covid ha inciso sul numero dei fruitori, siamo stati costretti a chiudere la mensa e a preparare dei pasti da asporto. Questa scelta ha fatto sì che gli ospiti siano passati dai 32 che ogni giorno venivano a pranzare presso la struttura, ai circa 20 che usufruiscono del sacchetto quotidiano. Per svolgere al meglio l’attività di asporto e per garantire l’adeguata conservazione dei cibi, siamo stati costretti ad utilizzare piatti specifici che hanno un costo elevato, così abbiamo dovuto ridurre il numero di pasti da poter preparare”.

Come spiega la presiedente Zinno, le ragioni di tale riduzione nel numero di utenti ha radici ulteriori.

“Le persone sono diminuite – chiarisce – perché per loro la povertà non è solo economica ma anche sociale, molti utenti venivano qui per mangiare in compagnia. Questo luogo, per molti di loro, era diventato anche uno spazio di ritrovo e quindi alcuni non si sono più rivolti a noi. Mangiare insieme non è un fattore solo economico, l’aspetto più importante e quello legato a motivazioni sociali, molti sono soli e cercano in noi compagnia”.

L’attività del Buon Samaritano è delicata e complessa e viene portata vanti da “194 soci tra ordinari, sostenitori e volontari – spiega Saraceno – che si alternano in turni nei vari servizi, sono molti i pensionati, ci sono anche ragazzi che al momento, però, sono pochi. Vogliamo farci conoscere anche per cercare di coinvolgere i più giovani nelle nostre attività. Il lavoro è quotidiano ed è impegnativo soprattutto da un punto di vista burocratico, siamo tenuti a tenere tutto in ordine, dal momento che riceviamo anche i controlli dei Nas. Per questo motivo formiamo i volontari in maniera adeguata, per far conseguire loro l’attestato necessario allo svolgimento dell’attività”.

E, come spiega Zinno: “noi chiediamo a chi vuole dare una mano di donare cibo e di donare il proprio tempo, le nostre quote sono sufficienti per andare avanti, per noi il costo principale è l’organizzazione e non il cibo”.

Ma per quanto ricca di entusiasmo e capacità una realtà non può certamente contare solo sulle proprie forze, infatti il “Buon Samaritano” intrattiene rapporti proficui con altre realtà associative della città.

“Abbiamo contatti frequenti con la Misericordia, che ci ha contattati quando ha avuto del cibo da regalare, tutto quello che entra è ovviamente controllato. Riceviamo anche donazioni di privati, lo scorso Natale, ad esempio, le scuole di Augusta hanno realizzato una raccolta alimentare, il cui esito è stato molto ricco, tanto da consentirci di regalare cibi di vario tipo ad altre associazioni. Augusta risponde quando bussi e ti proponi”.

“Quando ci siamo rivolti a imprenditori locali, ristoranti, panifici, supermercati per farci aiutare – aggiunge Zinno – chiedendo merce e mai soldi, abbiamo trovato piena disponibilità. Tutti hanno detto di sì e la cosa è stata molto gratificante”.

La disamina degli obiettivi che l’associazione si prefigge di affrontare è affidata alle parole della presidentessa Zinno, secondo la quale sarebbe importante “riprendere come prima con l’apertura della mensa in presenza, vorremmo anche aiutare in altro modo, rispondendo ad altri problemi qualora avessimo ulteriori risorse. Nel prossimo giugno vorremmo organizzare la giornata del Buon Samaritano con una cena sociale in piazza Duomo, per far conoscere meglio l’associazione, cosa facciamo e come lo facciamo”.

 

 

 

 

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