Il prof. Salvo Adorno* eletto Presidente Nazionale della Società di Storia Ambientale. Si tratta di un incarico prestigioso che premia l’impegno di studioso e ricercatore che Adorno ha avuto sempre nei confronti di questa nuova branca delle discipline universitarie. Nel congratularci con lui per il prestigioso traguardo raggiunto, che siamo certi volgerà a vantaggio della nostra comunità, lo abbiamo intervistato
Prof. Adorno che cos’è la Storia Ambientale?
È una disciplina sorta da pochi anni ma che ha già numerosi appassionati che la frequentano. Si occupa di studiare e approfondire il rapporto tra le diverse società umane di varie epoche e le dinamiche dei mutamenti ambientali; di fornire una conoscenza degli effetti della crescita demografica e dello sviluppo tecnologico in relazione alla disponibilità delle risorse naturali; di sviluppare la conoscenza della periodizzazione dei mutamenti ambientali avvenuti nelle società antiche e tardo-antiche e dei loro problemi ecologici. Si può dire che al momento ci sono quattro scuole: quella fiorentina, quella genovese, la napoletana e la pisana.
Come nasce l’Associazione, chi ne fa parte?
L’Associazione si chiama SISAM (Società Italiana di Storia Ambientale) e nasce dall’idea di dodici soci fondatori per mettere insieme tutti gli studiosi che fino ad oggi si sono occupati di Storia Ambientale. Si pone un quadruplice obiettivo: la ricerca in campo ambientale, la tutela degli interessi della Storia Ambientale in ambito accademico, la diffusione della materia a tutti i livelli della formazione scolastica (dalle elementari alle superiori) ed infine la costruzione di un rapporto con la società civile che si interessa dei temi ambientali. Ne fanno parte professori universitari, giovani ricercatori e studiosi non necessariamente legati al campo accademico ma che studiano la materia in una prospettiva di impegno civile.
È una nuova disciplina in campo universitario?
L’insegnamento della Storia Ambientale si sta diffondendo un po’ in tutte le università. Quando io ho iniziato ad insegnare la materia a Catania erano tre o quattro le cattedre in tutta Italia, adesso saranno tra 15/20
Lei è stato uno dei precursori, come nasce la sua nomina?
Più che un precursore sono uno tra i primi ad insegnarla a livello accademico, la mia nomina si configura come un atto di fiducia dei colleghi nei miei confronti.
Quanti componenti ha l’Associazione?
Dai 12 soci fondatori iniziali la struttura si sta espandendo e ritengo che presto saremo in molti in quanto tanti giovani stanno dimostrando interesse alla disciplina in considerazione del fatto che lo studio dell’ambiente è passato dall’essere un prodotto di élite ad un interesse di massa in quanto si occupa di temi che oramai coinvolgono un po’ tutta la popolazione e sono oggetto di interesse crescente, gli eventi climatici sempre più frequenti con le implicazioni consequenziali ne sono una testimonianza.
(con la collaborazione straordinaria di Sofia Amoddio)
*Prof. Salvo Adorno. Dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Torino, attualmente è professore ordinario di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania dove insegna Storia dell’Ambiente e Didattica della Storia. Dal 2000 al 2009 è stato presidente della Società Siracusana di Storia Patria. Dal 2009 è membro del direttivo della Associazione Italiana di Storia Urbana (Aisu) Dal 2014 al 2016 è stato membro del direttivo della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco). Dal 2016 è coordinatore della Commissione didattica della Sissco e membro della Commissione nazionale per la didattica della storia, espressione del Coordinamento dei presidenti della Società storiche nazionali e della Giunta storica nazionale. L’interesse scientifico è rivolto alla dimensione urbana e territoriale dei processi storici. Particolare attenzione ha dedicato al rapporto tra amministrazione e sviluppo del territorio e ai nessi tra cultura tecnica e trasformazioni territoriali e produttive. Si è occupato in modo analitico dell’area regionale padana e siciliana. Attualmente lavora sui temi della storia ambientale e dirige con Maurizio Ridolfi e Paolo Gheda un progetto nazionale sul Referendum del 1946.
È autore di numerosi libri e articoli per riviste scientifiche.
Alla passione di studioso e docente unisce quella di politico, attualmente è segretario provinciale del Partito Democratico a Siracusa.

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