Johanes, una figura misteriosa ed anche emblematica di Ortigia. Nato Giovanni Giudice da famiglia ortigiana, di antiche origini ebraiche, a quarant’anni rimase vedovo e si imbarcò per un viaggio alla ricerca di sé stesso. Negli Stati Uniti dove venne accolto da una comunità di ebrei ortodossi e si convertì. Questa sua identità stratificata gli ha permesso di entrare nelle ‘cose di Ortigia’ con una visione molto particolare, storica e poetica, che dava testimonianza alla presenza di una delle comunità più popolose nel medioevo, quella ebraica. Tra le memorie ortigiane aveva deciso di combattere per quella della sua comunità di fede per i luoghi ebraici ancora presenti in Ortigia. Ed era divenuto per i viaggiatori ebrei a Siracusa un punto di riferimento.
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Rientrato in Ortigia ha dovuto affrontare per anni un compagno di vita pesante: una forma di tumore molto grave. L’ho conosciuto in libreria, un cliente insolito, silenzioso e chiacchierone allo stesso tempo. Riuscivo a capire ciò che diceva in un sussurro, non potendo utilizzare le corde vocali. Ne è nata una conversazione lunga giorni e poi anni, inframezzata da libri e dalle poesie che a volta ci donava. Viveva in modo molto semplice e spartano ma con una smodata passione per i libri. Le sue poesie testimoniano il grande amore per la vita e per il suo Dio, cui si affidava in ogni circostanza. E questo ci ricordava ogni volta che sostava in libreria con il suo sorriso ironico e lo sguardo di sbieco: che la Vita canta, ride di Sé, celebra sè stessa in ogni istante, al di là della nostra capacità di comprenderla.
Marilia Di Giovanni, libraia in Ortigia

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