Aprono proprio oggi i centri estivi per bimbi e ragazzi. Un po’ in ritardo data la possibilità di organizzarli per otto settimane (così si arriverà fino a settembre quando riapriranno le scuole) ma comunque l’opportunità, offerta dal governo con il decreto sostegni “a ristoro” del Covid, per le famiglie non abbienti di ottenere un contributo pari a 45 euro a settimana elevati a 200 nel caso di minori con disabilità.
Il Comune ha pubblicato l’elenco delle organizzazioni accreditate dopo l’esame della commissione preposta: sei, ma tra esse non c’è l’associazione Zuimama di cui nei giorni scorsi abbiamo pubblicato l’appello su Facebook “per il mancato ascolto delle proprie istanze attraverso pec o canali istituzionali”.
Quali i motivi di esclusione per una delle realtà più radicate nel territorio che “da anni promuove i diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze”? Solo il fatto di svolgere le proprie attività presso il Club Pegaso che, posto sul lato destro a salire della strada dell’Auchan, rientra nel territorio del Comune di Melilli e non di Siracusa, come invece l’area a sinistra della strada, e quindi la mancata rispondenza al requisito previsto nel bando della “territorialità”. Nessuna rilevanza, lamenta l’associazione, sarebbe stata data al fatto che 30/40 famiglie residenti a Siracusa abbiano già iniziato un percorso educativo inclusivo con gli operatori della Zuimama a proprie spese e che ora siano escluse da un importante sostegno economico.
Probabilmente la Commissione, nell’indicare tale requisito come indispensabile all’accreditamento, avrà agito sulla scorta di precise disposizioni normative, viene da pensare.
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Niente affatto, secondo la presidente dell’associazione Flavia Cassia. “Abbiamo chiesto informazioni direttamente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri al Dipartimento per le politiche della famiglia.
Questa la risposta: “Gentile dottoressa Cassia, in merito al quesito posto, si precisa che è facoltà dell’Ente comunale non riconoscere tali contributi, essendo una prerogativa del comune beneficiario del finanziamento decidere come utilizzare tali somme, nel rispetto della normativa vigente. Ciò premesso, si evidenzia che nulla osterebbe a che il Comune di Siracusa riconosca un contributo anche al vostro centro, qualora si trovasse un accordo. Si suggerisce pertanto di contattare l’Amministrazione Comunale per approfondimenti”.
Noi riteniamo che ciò che dovrebbe guidare la scelta sia piuttosto il luogo di residenza delle famiglie, le persone e non il luogo disponibile ad accogliere queste attività. È un controsenso. D’altra parte proprio la nostra location è favorevole alle tante famiglie che lavorano in quell’area e il Comune di Priolo non ha avuto difficoltà nell’accreditarci”.
Ma l’interlocuzione della Zuimama con l’Amministrazione non si è limitata a questo: la prima richiesta, già alla notizia di questa opportunità (e ne avevamo anche parlato in una nostra diretta di questa primavera), è stata quella di procedere con la co-programmazione e co-progettazione di questi interventi, nell’ottica di una collaborazione proficua del Comune con le associazioni che in particolare si occupano, con competenza ed esperienza acquisita sul campo, del disagio sociale e delle disabilità.
Ma il Comune si sarebbe chiuso a riccio, forse geloso delle proprie prerogative, eppure, come ricorda la presidente: “L’ente del Terzo settore (Ets) si caratterizza per lo svolgimento di attività di interesse generale che lo rendono omologo per finalità all’ente pubblico: per questo motivo sono previste forme di relazione tra i due soggetti che non presuppongano, come nel caso dei soggetti di mercato, interessi diversi e contrapposti, ma un partenariato per perseguire insieme una finalità condivisa. Co-programmazione e co-progettazione sono modalità concrete con cui enti pubblici e Terzo settore possono operare insieme e questa modalità avrebbe permesso di tenere in considerazione i veri bisogni delle famiglie, di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze. Invece sembra che non ci sia mai il tempo per fare le cose per bene e condividere percorsi che potrebbero solo dare beneficio ai nostri comuni e al miglioramento di benessere della singola persona. Ma voglio essere chiara: a questo punto ciò che conta non è la nostra esclusione bensì la risposta che il Comune di Siracusa darà a queste famiglie che non riescono a farsi una ragione per quanto accaduto”.
L’assessore Rita Gentile risponde a Zuimama: “Le regole sono una garanzia per tutti. Servono collaborazione e condivisione”
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Abbiamo rivolto le domande poste dall’associazione Zuimama all’assessore Rita Gentile alla quale unanimemente si riconosce competenza e attenzione per le problematiche sociali e che ha seguito le procedure di attivazione dei campi estivi.
Assessore, si contesta la scelta sul “principio della territorialità”. Si poteva far diversamente?
Il Decreto Legge del 25/05/2021 n°73 all’art. 63 prevede un finanziamento per tutti i comuni del territorio nazionale finalizzato al sostegno della famiglia, attraverso varie azioni fra cui i centri estivi. Questa opportunità, rivolta alle famiglie siracusane residenti, ha permesso l’avvio di un procedimento amministrativo teso ad individuare tutti quegli Enti che, presentando fra i vari requisiti anche la territorialità della sede, dimostravano esperienza e competenza nel settore educativo.
Il parametro della territorialità, già riportato nel bando dello scorso anno per i centri estivi, che peraltro aveva portato all’esclusione di un ente che operava in altro comune, non è mai stato attenzionato prima della pubblicazione del bando quale problema, né l’Associazione che oggi lamenta l’esclusione lo ha contestato lo scorso anno, avendo partecipato in cordata con altro Ente, quale requisito limitativo alla partecipazione.
Ciò detto si comprende che non c’è stata alcuna volontà da parte dell’Amministrazione di danneggiare alcun Ente ma piuttosto va rilevato con tutta evidenza che l’Associazione esclusa non ha tenuto in alcun conto, nella scelta della sede operativa, dell’elemento della territorialità, ponendosi il problema tardivamente e manifestando un’evidente difficoltà nella comprensione della natura del procedimento amministrativo che non segue logiche di buon senso o personalistiche ma applica rigidamente la regola a tutela di tutti.
Co-programmazione e Co-progettazione, perché non sono state preventivamente attivate?
La co-programmazione e la co-progettazione sono sicuramente una preziosa metodologia di lavoro prevista dal codice del Terzo settore in quanto permettono agli enti di tale tipologia e all’Ente pubblico di avviare tavoli di confronto ed elaborare successive progettualità su un piano di condivisione. Con tutta evidenza questa modalità operativa necessita, per poter essere applicata di una progettualità finanziata o in procinto di essere finanziata, che motiva e sostiene l’avvio del confronto. A tal proposito, forse si dimentica che quest’anno non si è avuta alcuna notizia del finanziamento dei Centri estivi sino al 27 Maggio quando, venutane a conoscenza, l’ho diffusa immediatamente alle associazioni del settore che da tempo mi chiedevano notizie.
Si comprenderà che tale tardiva decisione del governo si è ripercossa a catena sugli uffici locali che a loro volta, operando costantemente in emergenza, faticano ad abbracciare nuovi provvedimenti che richiedono tempi ristretti. Tuttavia, grazie alla disponibilità del personale delle Politiche Scolastiche, si è approvata la delibera di giunta in data 24 giugno e il relativo avviso è stato pubblicato in data 28 giugno con scadenza 8 luglio, prevedendo la convocazione della commissione in data 9 luglio.
Perché non si è accolta la richiesta dell’associazione La Bacchetta Magica di poter fruire come luogo operativo del parco Robinson limitando così l’accreditamento solo per 14 bimbi?
Questo interrogativo riconduce al problema della documentazione carente presentata dagli Enti, tant’è che la commissione ha avuta la necessità di riunirsi tre volte e richiedere ripetutamente, attraverso il soccorso istruttorio, l’integrazione ai documenti presentati per poter arrivare ad accreditare tutti coloro che ne avevano fatto richiesta, salvo uno, che come già largamente sopra esposto, è stato escluso. Tutto questo ha portato allo slittamento del servizio dalla data presunta del 12 luglio al 26 luglio. In merito al parco Robison, penso che chiunque chieda un bene pubblico per svolgervi delle attività deve produrre le necessarie autorizzazioni, nonché dimostrare che il sito vanti dei servizi idonei per l’espletamento di tale attività. Tutto questo, per ciò che mi è stato riferito, mancava. Dalle difficoltà incontrate ho compreso che gli Enti, specie quelli che abitualmente operano con uno spirito volontaristico, faticano a comprendere quanto viene loro richiesto e per questo necessitano di essere supportati. Ma questo richiede tempo e personale e soprattutto un po’ di sana autocritica da parte di tutti.
L’ultima domanda. Come mai l’entità della prestazione che verrà data all’Ente non è stata specificata né in delibera né nell’avviso? Ciò non determina una oggettiva difficoltà nella scelta delle associazioni di partecipare o meno al bando? Sono così costrette a presentare una serie di certificazioni che alla fine potrebbero rivelarsi inutili per un compenso che potrebbe risultare inadeguato.
Grazie per questa domanda che ci riconduce al problema “tempo” e alla scelta, che rivendico, di ottimizzare la tempistica del procedimento a beneficio di un celere inizio del servizio. Si rammenta che il Decreto Legge che finanzia i centri estivi, come detto, è stato pubblicato in data 25 maggio e l’articolo 63 rimandava, a una data non definita, la ripartizione delle somme ai vari comuni. Quindi fino al 24 giugno, data della pubblicazione della ripartizione, i Comuni non hanno avuto alcuna notizia dell’entità della somma. In quella stessa data abbiamo pubblicato la delibera che autorizzava gli uffici ad avviare il bando rimandando inevitabilmente l’entità delle somme previste per la gestione del servizio a una delibera successiva, emanata in data 9/07/2021, nella quale si andavano a fissare le somme settimanali per singolo inserimento e i criteri per l’accesso delle famiglie al servizio. A questo proposito va detto che nessun Ente è obbligato, pur avendolo richiesto, ad essere considerato fra gli Enti accreditati, qualora le condizioni economiche non gli appaiono congruenti ma capisco l’obiezione. Al momento comunque non sono pervenute notizie in tal senso.
Mi lasci però concludere con alcune considerazioni personali. Questa nuova esperienza dei centri estivi è stata molto faticosa e mi ha fatto comprendere, con maggiore evidenza, le difficoltà degli Enti, che hanno fatto richiesta di accreditamento, che mal si coniugano con le difficoltà dell’Ente locale che a sua volta non può prescindere da regole e da tempi. Ho il convincimento che bisogna molto lavorare e molto dialogare per ridurre un divario che porta gli Enti no profit, sovente in perfetta buona fede, a semplificare procedure e prassi e gli enti pubblici a rincorrere procedimenti complessi che necessitano di essere chiarificati e quando si rende possibile, semplificati.
In considerazione delle sfide che ci attendono, dove l’Ente pubblico e l’Ente del Terzo settore hanno ruolo, non possiamo che lavorare per ridurre al massimo questa forma di incomunicabilità dove ognuno pare, a volte, parlare una lingua diversa. Ritengo che solo la conoscenza, il comprendere e condividere la natura dei problemi ci potrà aiutare a mettere in atto strategie condivise che permettano il perseguimento di obiettivi comuni nell’interesse di tutti. Per arrivare a questo abbiamo una lunga strada da percorrere.

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