Gli assistenti volontari civici a Siracusa, una nave di Teseo, questo è il titolo delle giornate di studi che il prestigioso istituto di ricerca svedese Dora Venter ha organizzato per ricostruire gli accadimenti avvenuti nella ridente località balneare, già regina del Mediterraneo, subito dopo l’introduzione di queste figure. Un po’ bagnini, un po’ vigili urbani, un po’ assistenti sociali, un po’ guru, amici dei bambini, degli animali e degli anziani, un po’ spazzini, un po’ consulenti tributari, un po’ pirati, un po’ ribelli, ma con un cuore così, gli assistenti volontari civici di servizio a Siracusa. Una volta che i primi assistenti volontari civici avevano cominciato a esercitare il loro magistero sulla cittadinanza vogliosa di schiumare davanti ai baracchini con gli alcolici, non c’è voluto molto al siracusano medio per mangiare la foglia. Incaricati di vegliare sugli assembramenti e di ricondurre sulla giusta via i frequentatori della virulenta movida aretusea, è bastato poco perché i primi assistenti volontari civici accettassero di controllare le moto parcheggiate e le auto in doppia fila con la promessa di un euro a fine serata e mezza birra nazionale. Di lì in poi è stato un crescendo, ecco i primi assistenti a cui venivano affidati i bambini da parte di genitori ansiosi di dedicarsi allo spritz in santa pace. Ed eccoli in attesa dei panini con la carne di cavallo al posto della solita folla di giovinastri, onde giustappunto evitarne l’assembramento. “Meglio che ci va uno solo a fare la fila”, si sarà detto qualcuno, forse un ministro. La consegna delle chiavi della città è stata molto più breve di quanto si potesse pensare. Oggi gli assistenti volontari civici hanno sostituito quasi del tutto i siracusani. Sgranocchiano noccioline al bar, bighellonano vicino alla Fontana Aretusa, vanno a mare all’Arenella, tifano tutti per la stessa squadra, indossano jeans strappati da novecento euro e si dedicano a tutte quelle operazioni che prima erano di pertinenza esclusiva dei siracusani doc. Fanno la fila al posto loro alla posta, alla Voglia Matta, al Cubano, si lamentano del sindaco, trangugiano litri e litri di cocktail annacquati e tirano fuori i pantaloncini a pinocchietto. Sono diventati talmente tanti e indistinguibili da coloro che avrebbero dovuto sorvegliare che il governo centrale ha già pensato di istituire un corpo di assistenti volontari civici per gli assistenti volontari civici.
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