Annullate tutte le gite scolastiche in Città, a rischio pure le Rappresentazioni Classiche?
In questo momento (giovedì 5 marzo, mentre andiamo in stampa) le guide turistiche italiane stanno protestando a Roma davanti al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel DDL Franceschini (pacchetto di misure a sostegno del settore turistico) non è stata affatto considerata la figura professionale della guida turistica. L’ANGT (Ass.ne Naz.le Guide Turistiche) considera infatti tale provvedimento “nefasto per il futuro della professione”. Per Paola Migliosi, presidente Confguide “anche le guide e gli accompagnatori turistici che non lavorano e non lavoreranno in tutto il territorio nazionale devono essere considerati tra i destinatari di misure eccezionali di sostegno economico».
Insomma le conseguenze di questa emergenza appaiono davvero disastrose. Per conoscere più specificatamente le ricadute (negative) sul nostro territorio abbiamo ascoltato Carlo Castello, componente del Direttivo Nazionale.
Quali ripercussioni sta subendo la vostra categoria a causa del Coronavirus?
La stagione di marzo e aprile è del tutto annullata. Le scuole, che sono per noi i principali clienti in tutto il periodo primaverile, hanno cancellato le gite scolastiche, tutte. In pratica tutti coloro che vivono di questo lavoro fino a giugno (e non si sa ancora quanto durerà) non hanno nessuna giornata lavorativa. A cascata ne risente tutta la filiera turistica: dai bus agli alberghi, dai ristoranti agli esercizi commerciali.
È ipotizzabile quantificare economicamente il danno?
Nessuno al momento può quantificare con precisione. La situazione è in continua evoluzione ma si tratta sicuramente di parecchi milioni di euro.
Ci puoi fare un quadro dei Paesi che stanno annullando i viaggi?
Variano a secondo delle leggi e dei provvedimenti che i Paesi di origine man mano stanno adottando nei confronti dell’Italia. Americani e Russi annullati al 100%. Anche se c’è ancora qualche Nazione che permette ai propri cittadini di uscire, poi al rientro devono stare in quarantena e per questo motivo preferiscono non partire. Da Israele non si parte, dalla Turchia neanche. Ma se si sceglie la via dell’isolamento, chiudendo musei, teatri, monumenti e locali pubblici certo non invogliamo i turisti a venire da noi.
Le defezioni riguardano più il Nord o si avvertono anche a Siracusa?
Per quanto riguarda Siracusa per marzo e aprile le disdette arrivano al 80%. Le gite scolastiche, come già detto, tutte cancellate al 100%. Praticamente le guide da marzo a non si sa ancora quando si ritrovano d’improvviso senza lavoro e senza reddito. La nostra punta di diamante a livello turistico è rappresentata dalle rappresentazioni classiche che, a questo punto, vedo molto a rischio. In alternativa speriamo in uno slittamento delle date ma se dovessero saltare pure quelle la nostra economia subirà una mazzata da cui sarà difficile riprendersi.
La crisi è grave, a nostro avviso molto più grave sarà quella economica rispetto a quella sanitaria. La gestione dell’emergenza, almeno all’inizio, forse non è stata la più felice, ma le polemiche e gli attacchi politici che si sono susseguiti in maniera demagogica, strumentale e irresponsabile hanno causata danni incalcolabili. In qualsiasi Paese in queste occasioni si mettono da parte le differenze politiche, ci si rimbocca le maniche e tutti insieme si collabora per affrontare il dramma. I nostri leader politici (per modo di dire) rilasciano interviste alla stampa estere per denigrare il governo, enfatizzare i punti critici, e consigliare addirittura di non venire in Italia. Atteggiamenti sciagurati e criminosi, che hanno sicuramente favorito le prese di posizioni restrittive dei Paesi esteri nei nostri confronti. C’è una foto tratta da un servizio delle CNN che descrive molto bene tutti i Paesi che stanno boicottando l’Italia. La situazione è triste. C’è da augurarsi che oltre a tempestivi ed efficaci provvedimenti del Governo, il buon senso prevalga sulla paura. Che ci si convinca che la vita continua e, rispettando gli accorgimenti igienici e la prudenza, si può e si deve andare avanti a livello, economico, sociale e culturale.

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