INCREDIBILE E TENERA STORIA D’AMORE EMERSA DALLA POLVERE DEL TEMPO

 

“La Civetta di Minerva” intervista per voi Aldo Agostino Dugo, già direttore di un istituto bancario, presidente dell’Associazione Plemmyrion e consigliere dell’AMP (area marina protetta), qui in veste di autore di “Lettere d’amore dal Panama” (Carthago edizioni, Catania), che avrebbe dovuto essere presentato domenica 15 marzo ma rinviato a nuova data per l’emergenza Covid 19.

“È una storia che mi è letteralmente esplosa tra le mani”, ci racconta Dugo – appassionato lettore che però non avrebbe mai immaginato di diventare scrittore –, un signore d’altri tempi, dal garbo raro, che a tratti si commuove ricordando la struggente storia d’amore dei suoi genitori, i protagonisti del libro. “Tutto nasce da un sogno”, una sorta di messaggio che confermerebbe la “corrispondenza d’amorosi sensi” tra noi e chi ci ha lasciato: una toletta tarlata diventa una capsula del tempo, il legno dov’è incassato il marmo del ripiano diviene lo scrigno che nasconde un certificato di matrimonio e un fascio di lettere, un epistolario dei primi del ‘900.

Come nelle storie più intriganti, parte da qui l’indagine dell’autore, che risale fino al 1860 per chiarire i misteri della storia della propria famiglia. Le nozze datano 21 ottobre 1926, eppure una lettera straziante del padre di Dugo, datata dicembre 1927, lamenta la separazione dalla donna amata. Perché? Ecco la scoperta sorprendente e commovente insieme: il matrimonio segreto dei genitori – ventenne lui, quindicenne appena lei –, celebrato civilmente, alla presenza dei soli testimoni, le fedi tolte pochi minuti dopo, una separazione forzata di due anni, che dà vita a questo scambio di lettere belle e struggenti.

A cosa si riferisce il titolo?

“La copertina di Francesca Nobile raffigura un panama, il tipico cappello di paglia usato da Roosevelt, che d’estate sostituiva quello di feltro. C’è poi una farfalla che infila una letterina nel nastro del cappello: questo fu l’escamotage di mio padre per comunicare con mia madre. Il panama apparteneva al cognato; i due frequentavano lo stesso circolo ricreativo e il fratello di mia madre, pur non tollerando mio padre, inconsapevolmente ne divenne il postino, dato che mia madre sapeva dei bigliettini, piccoli come francobolli, nascosti nel panama”.

Storie che profumano d’antico, di un romanticismo che oggi sembra smarrito, ora che una relazione d’amore si consuma in fretta e non si nutre della passione dell’attesa, della distanza che piaga il cuore ma rende il desiderio legame profondo e indissolubile, della scrittura come filo d’inchiostro labile eppure indelebile tra i corrispondenti.

Dugo per un certo periodo è stato incerto se consegnare o meno al pubblico sentimenti così privati e personali, ma poi ha trovato conforto in “padre Dante”, come ama chiamarlo – Aldo Dugo è tra l’altro un appassionato culture della “Commedia” – che ha squadernato nelle sue opere anche gli intimi pensieri e afflati del cuore, e si è deciso a pubblicare la storia: il romanzo ha incontrato l’entusiastica adesione di Gaspare Edgardo Liggeri, presidente della Carthago edizioni, anche perché a detta dell’editore potrebbe essere un buon soggetto cinematografico.

La storia del matrimonio segreto dei Dugo si intreccia non solo con quella degli altri componenti delle due famiglie (rocambolesca e a tratti manzoniana la vicenda di una zia monaca che lascia il convento dopo dodici anni, diventa una dirigente del PCI e sposa uno zio di Dugo), ma anche con quella di Siracusa – il fascismo, la costruzione della Siracusa-Vizzini, il dopoguerra, le vicende del molino poi pastificio Conigliaro, lo sviluppo socioeconomico della città… –

“Credo di aver compreso il messaggio di mio padre. Per essere eroi nella vita non occorre essere persone importanti o compiere chissà quali imprese: eroe è anche una persona comune, che con le sue scelte e le sue lotte si fa uomo e trasmette dei valori veri ai figli. Mio padre ha fatto follie per amore di mia madre e poi sono rimasti insieme per 68 anni; nonostante sacrifici e privazioni si sono sempre amati, mi ha fatto studiare e diventare quello che sono: è stato un uomo comune, ma per me di dimensioni omeriche”.

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