IL CASO AUGUSTA: UNA PERIMETRAZIONE DA RIVEDERE

Giuseppe Schermi: “incomprensibile” contrapporre “ancora una volta” sviluppo industriale e sviluppo culturale e ambientale del territorio

 

E se un “peccato d’origine” in qualche modo getta un’ombra sul futuro delle zes, c’è poi l’esperienza di Augusta a dar forza al pessimismo. Anche qui nella scelta delle aree sembra si sia fatta non poca confusione, come in parte già indicato nel precedente contributo.

A mettere il dito nella piaga, il consigliere comunale di Diem25 (movimento politico transnazionale europeo lanciato da Yanis Varoufakis, noto Ministro delle Finanze nel primo Governo Tsipras) Giuseppe Schermi. È stata la sua opposizione a indurre la sindaca di Agusta Cettina Di Pietro a chiedere formalmente una revisione della perimetrazione.

“Nella zes sono stati inseriti 500 ettari, su un totale di 700, tra aree soggette a vincoli ambientali ed aree già caratterizzate per le bonifiche in area SIN (Sito d’Interesse Nazionale). Apparentemente in palese contrasto con le stesse linee guida regionali, rientrerebbero in queste aree destinate a nuovi insediamenti industriali: aree umide ZSC (Zona Speciale di Conservazione) quali vasta parte delle Saline di Augusta, l’idroscalo e il terreno agricolo retrostante. Così come a Siracusa le vaste aree ad agrumeti”.

Ma va detto subito che comunque, sul possibile inserimento proprio delle aree SIN nelle ZES, si è aperto un confronto che vede schierati a favore di questa possibilità molti nostri rappresentanti: dall’onorevole Cafeo, al sindacalista Alosi, allo stesso sindaco Italia. Una problematica da affrontare in maniera seria e rigorosa visto che addirittura si contesta l’esclusione di aree soggette a vincoli di natura ambientale tutelate dal Piano Paesaggistico.

Critico Schermi anche su altri aspetti inseriti poi in un atto di indirizzo per il sindaco di Pietro da parte della II Commissione Consiliare Sviluppo Economico (da cui il consigliere si è comunque dimesso in polemica con la presidente): l’inserimento nel Piano Strategico, in contrasto con le linee guida, di aree a titolarità privata, con infrastrutture ancora da realizzare, nonché in presenza di vincoli; e la scelta di promuovere a Melilli ed Augusta le attività di estrazione e di fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche escludendo invece il settore primario.

Saranno forse solo gli ambientalisti a schierarsi con Schermi che ha giudicato “incomprensibile” contrapporre “ancora una volta” sviluppo industriale e sviluppo culturale e ambientale del territorio.

“Occorrerebbe piuttosto vincolare i benefici delle Zes ai nuovi investimenti per le bonifiche affinché i tanti impianti industriali abbandonati vengano bonificati e riconvertiti alle energie rinnovabili con conseguente sviluppo sostenibile del nostro territorio”. Due i punti della proposta del suo schieramento politico: la destinazione degli incentivi Zes ai soli investimenti in economia circolare e di riconversione energetica con fonti rinnovabili, con priorità alle bonifiche ambientali nelle aree Sin e la ridelimitazione delle aree per inserire solo aree dismesse e piazzali abbandonati, onde evitare l’ulteriore consumo di suolo agricolo e l’esclusione dalla Zes delle aree protette Siv/Zps.

A noi sembra che il suo sia un sogno.

 

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