Una Sicilia a cavallo tra un’epoca da Gattopardo e l’era moderna
Giovanna Tamà e la sua La perfezione del cerchio per un editore tanto giovane quanto coraggioso, Alfio Grasso di Algra Editore, di Viagrande di Catania. Giovanna vive a Catania. Ha fondato e diretto con grande successo un’agenzia di comunicazione. Ha tenuto laboratori presso la facoltà di scienze della comunicazione presso l’Università di Catania. Ma osserviamo da vicino la sua seconda opera. La perfezione del cerchio. Racconta una Sicilia a cavallo tra un’epoca da Gattopardo e l’era moderna. Una lunga saga familiare in un’epoca risorgimentale prima e quindi decadente. Con un ritmo avvincente Giovanna Tamà ci accompagna in un viaggio e geografico e introspettivo. La Sicilia è un hub verso l’Europa, l’africa e l’Asia. Ridona all’isola il ruolo che ebbe nel secolo scorso. Una vera e propria realtà nel cuore della storia. La Sicilia come ombelico del mondo. Forse come ebbe a dire Michelle Padovani intervistando Leonardo Sciascia, la “Sicilia come metafora.”
Ma chiediamo direttamente all’autrice qualcosa del suo carattere narrativo.
Una scrittura decisamente femminile la tua, racconti di un’umanità percepita come solo una donna riesce a fare. Ogni scrittore dovrebbe rispondere alla madre di tutte le domande. Perché scrivere?
Perché scrivere? Per quietare un bisogno. La mia immaginazione cerca uno sfogo. La scrittura come salasso, per intenderci. Non m’intendo di pittura, né di musica, se non per apprezzarle da esteta entrambe. La scrittura è il modo in cui mi viene meglio esprimermi. Le parole, nella loro semplicità, la molteplicità del linguaggio, la comunicazione come sistema complesso e difficoltoso, tutta roba maledettamente attraente per me. Un libro che non riesce a contaminarmi, per me, è acqua.
Da Borges a Pirandello, da Dostoevskij a Verga, nella Perfezione del cerchio si può scorgere una nuance con la letteratura classica che nella vita siciliana si incarna. Quanto le tue letture hanno inciso sulla tua opera?
Un libro che non riesce a contaminarmi, per me, è acqua fresca, magari mi ha divertita, rinfrescata, distratta, ma sostanzialmente non mi ha traghettata dall’altra parte del fiume.
Certo che le mie letture hanno inciso, alcune più di altre. Senza queste probabilmente non avrei trovato l’ardire di scrivere.
Talora l’aspetto erotico presente nel tuo romanzo assume una certa descrizione mascolina. Una certa crudezza descrittiva magari oggi più facile da trovare nelle giovani donne. Hai forse inteso apparire più aderente ai nuovi linguaggi?
Il romanzo si sviluppa in un arco di tempo più lungo di un secolo, tutto è in movimento, il cambiamento del linguaggio è inevitabile. Quando parla o pensa un personaggio maschile
degli anni settanta lo fa diversamente da un uomo di generazioni precedenti. Ho cercato di entrare nella testa di un adulto che vive un certo evento, la descrizione della sensualità dal punto di vista maschile è cruda, sempre, diciamocelo con sincerità, tranne casi rari. Spero di essere stata convincente come uomo.
Sei soddisfatta della diffusione del romanzo? Hai messo in cantiere qualcosa?
E’ presto per dichiararsi soddisfatta, sono ancora in promozione, ma sono fiduciosa e comunque mi sto divertendo ad andare in giro per le presentazioni. Ho alcuni progetti in testa, intanto accumulo sensazioni, aneddoti, roba varia, osservo, registro e scrivo. So che potrebbero servire in un prossimo futuro.

Commenti recenti