Già condannato con rito abbreviato dal Gup di Messina Monica Marino a 4,4 anni di reclusione

Sotto processo a Siracusa Davide Venezia, “il bancomat” dell’avv. Calafiore e dell’imprenditrice Rita Frontino

 

È finito in manette Davide Venezia, 34 anni, residente in via Marconi, a Floridia, con l’accusa di bancarotta fraudolenta della società “P&G Corporate Srl”, di cui è stato amministratore per qualche tempo, come prestanome dell’avvocato Giuseppe Calafiore e della di lui compagna, Concetta Rita Frontino.

Proprio le lettere (P come Piero e G come Giuseppe) sarebbero gli inequivocabili segnali che i fondatori della società a responsabilità limitata siano stati gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore i quali, impegnati su tantissimi altri fronti, avevano delegato Davide Venezia, definito “il bancomat” dell’avvocato Calafiore e dell’imprenditrice Concetta Rita Frontino, come amministratore della P&G Corporate Srl.

Nell’inchiesta, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma, sono coinvolti anche gli stessi avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, l’imprenditore romano Fabrizio Centofanti, Diego Calafiore, fratello dell’avvocato Giuseppe. Ma l’unica misura cautelare degli arresti domiciliari è stata chiesta dalla Procura di Roma contro Davide Venezia, proprio a causa della sua qualità di amministratore della fallita società di consulenza “P&G Corporate Srl”.

Venezia è attualmente sotto processo a Siracusa, assieme all’imprenditrice Concetta Rita Frontino, a Rosa Gibilisco e ad Alfredo Sapienza dinanzi al Tribunale collegiale presieduto da Salvatore Cavallaro, con a latere Antonella Coniglio e Liborio Mazziotta: l’accusa è di reati fiscali e di bancarotta fraudolenta. E ha pure un procedimento assegnato al giudice monocratico Franco Scollo per rispondere di truffa ai danni delle imprese che hanno costruito il Centro commerciale Fiera del Sud di Viale Epipoli.

Per i reati che gli venivano contestati nel procedimento denominato “Sistema Siracusa”, Davide Venezia è stato già giudicato con rito abbreviato dal Gup del Tribunale di Messina, Monica Marino, ed è stato condannato alla pena di quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti