Le nostre aziende e negozi chiudono, mentre i cinesi prosperano

Molta della merce venduta è un rischio per la salute, a Catania furono sequestrate migliaia di tonnellate di prodotti tossici

 

La Civetta di Minerva, 9 febbraio 2019

Vi è un pensiero dominante, un’ideologia totalizzante, per cui se la crescita rallenta l’economia e l’occupazione diminuiscono. Si tratta di una dottrina pressoché egemonica, una concezione mistica che ha come paradigma assoluto il maggior consumo possibile.

Il filosofo e critico sociale Adin Steinsaltz (La rosa dei tredici petali) sostiene che “il bene è ciò che si mantiene entro i giusti limiti e il male è ciò che infrange e va oltre questi limiti, non importa se questo valicare i confini sia positivo o negativo, restrittivo o eccessivo. Questa necessità di equilibrio è vera per ogni organismo vivente; ciascuna cellula dell’organismo ha una certa forma e uno stabilito grado di crescita; tutte le volte che la sua forma viene alterata e la sua crescita oltrepassa il dovuto, il risultato è la patologia. Così anche in biologia vegetale ed animale. Il male del mondo è proprio dovuto alla rottura dei limiti, cosa che permette l’esistenza di fattori nocivi. Il carattere positivo di una qualità non è determinato dalla sua dimensione, ma dal suo corretto impiego nella singola circostanza. Qualsiasi cosa che non sia nella giusta misura, che sia sproporzionata alla situazione, tende a recare danno”. E i nostri vecchi saggi dicevano spesso: “Attenzione, abbunnanzia può essere peggio ‘ra carestia!

RISCHI ECONOMICI – Molti analisti finanziari ed economisti affermano che se le economie mondiali godessero di un maggiore equilibrio e stabilità, ciò sarebbe un bene per tutti. In effetti, quando la produzione a bassissimo prezzo deriva da carenza di tutele sindacali ed ecologiche, diventa concorrenza sleale competitiva. Non ci si accorge dei danni economici che provengono da tali attività e si perseguitano, invece, i disperati che vengono da zone dove è impossibile vivere per l’aridità (Africa sub sahariana) o per le alluvioni (Bangladesh) o per le continue guerre fomentate da varie potenze (Usa, Russia, Francia, GB) o dal terrorismo o da multinazionali rapaci ed avide che sfruttano a più non posso le risorse dei paesi poveri o inquinano le loro terre, i fiumi ed i mari, rendendo impossibile le coltivazioni o la pesca.

Abbiamo tutti tristemente notato che le aziende e i negozi italiani chiudono, mentre i negozi e i locali gestiti dai cinesi sembrano fiorire e guadagnare in continuazione. Pare che i motivi siano diversi. Sembra, infatti, che qualsiasi cinese che vuole aprire un’attività in Italia e arriva nel Belpaese, viene accolto e aiutato da altri cinesi che lo ospitano, gli trovano alloggi e gli danno persino i soldi per iniziare la loro attività, ma ovviamente tutto ha un prezzo in quanto i soldi prestati vanno restituiti. Il neo imprenditore cinese riesce quasi sempre ad estinguere rapidamente il debito, in quanto riesce ad accumulare un elevato numero di vendite in poco tempo in virtù dei prezzi più bassi rispetto ai prodotti made in italy. Probabilmente con orari di lavoro molto lunghi e paghe basse, la Cina riesce a fare una grande produzione a costi bassissimi, la quale soddisfa a pieno sia i negozi della nazione che quelli degli imprenditori cinesi all’estero.

RISCHI SANITARI – Molti prodotti che provengono da vari paesi possono essere un rischio per la salute. Dentifrici, shampoo, saponi, ma anche creme, lozioni e tinture per i capelli: quello della cosmetica è uno dei settori ai quali prestare più attenzione. Perché il contenuto di tubetti e bottiglie può anche non essere quello che sembra. Innumerevoli possono essere le contraffazioni di noti marchi e prodotti industriali, commercializzate in confezioni pressoché identiche alle originali. I prezzi concorrenziali dei prodotti di importazione riguardano anche prodotti come farmaci ed integratori. I pericoli per la salute possono essere talmente elevati che è bene starne alla larga. Varianti del Viagra, prodotti dimagranti, integratori di vario genere, sostanze dopanti: i casi di farmaci contraffatti sono veramente un elenco lunghissimo. Quali pericoli si corrono in questo caso? Ad esempio la presenza di sostanze tossiche.

Questi prodotti, spesso, sono realizzati in laboratori clandestini, dove l’assenza di controlli è la regola, oppure sono prodotti provenienti dal contrabbando internazionale e poi vengono utilizzati in improvvisati saloni di parrucchieri, estetiste o sedicenti centri medici. Oltre ad essere a volte illegali, utilizzano anche apparecchiature elettriche o medicali non autorizzate dall’Unione Europea in quanto non conformi alle normative di sicurezza; possono contenere gli ftalati, cioè sostanze chimiche che hanno la proprietà di ammorbidire la plastica. Per via di questo effetto, vengono utilizzati all’interno di quei prodotti che, per necessità, devono essere morbidi e flessibili, come ad esempio i giocattoli per i bambini. Gli ftalati sono sostanze estremamente pericolose per la salute, soprattutto quella dei più piccoli. Evidenze scientifiche hanno dimostrato la loro dannosità a livello del fegato e dei reni, con problemi anche a carico dell’apparato riproduttivo. Nel 2008 il Ministero della Salute ritirò dal mercato 30mila dinosauri di plastica con quantità significative di ftalati ed olio di creosoto. Notizia di qualche mese fa è il sequestro avvenuto a Catania di circa 16mila tonnellate di prodotti illegali; fra essi, pessime imitazioni di pupazzetti e bambole di marche ben più note, estremamente infiammabili e trattati con vernici di contenuto non specificato. È difficile difendersi dai giocattoli pericolosi visto che il commercio di giocattoli contraffatti rappresenta circa il 7% del totale di “falsi” circolanti per il mondo. Proprio per questo è necessario prestare grande attenzione nell’acquisto di questi prodotti.

CONTROLLI – Nel 2009 è stata promulgata una legge per proteggere il “made in Italy” dal Parlamento italiano (Reguzzoni/Versace) per permettere l’etichettatura obbligatoria sui prodotti tessili, dell’abbigliamento, dell’arredo casa, delle calzature e della pelletteria e numerose sono le convenzioni internazionali concernenti il lavoro, sottoscritte da almeno centocinquanta Paesi, che però spesso non vengono rispettate. L’importazione dei prodotti, da qualunque parte del mondo provenga, se sono nocivi alla salute e derivati da lavoro che, in alcuni paesi, è anche minorile, diventa profondamente immorale ed è anche molto dannosa alla nostra economia, soprattutto nel contesto dell’attuale crisi.  Solamente subordinando i rapporti commerciali al rispetto delle convenzioni internazionali potremo anche difendere i nostri interessi economici.

L’Unione Europea ha adottato la normativa “Reach”, che si occupa della regolamentazione e dell’importazione delle sostanze chimiche all’interno dei beni di consumo. La normativa è estremamente importante nell’ottica dei controlli, poiché prevede sia la registrazione che la successiva autorizzazione all’uso di circa il 30% delle sostanze chimiche circolanti nel territorio europeo. A livello italiano, i controlli sono affidati innanzitutto alle autorità doganali, per il controllo dei flussi di prodotti in entrata nel nostro Paese. Sul territorio, agiscono mediante controlli i Nuclei Antisofisticazioni dell’Arma dei Carabinieri (NAS), ed anche le autorità sanitarie vigilano sugli esercizi commerciali. Il problema principale è però rappresentato da tutti quei canali di vendita ambulanti o sottobanco che tendono a sfuggire ai controlli di sicurezza.

Lo scrittore John Updike affermava: “Sono sempre più facilmente disgustato dal fatto che stiamo vivendo in questa società impegnata a farci spendere più di quanto abbiamo, o più di quanto dovremmo, per cose di cui non abbiamo realmente bisogno o che vogliamo, e che inoltre ci sta uccidendo lentamente mentre ci riempie tutte le discariche.”

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