E Tusa rispose: “La nomina della Panvini non mi compete”

L’assessore si defila sulla regolarità di alcuni personaggi nel Consiglio dei Beni Culturali, specie sull’ex soprintendente di Siracusa. Ma la Sicilia è questa, Ponzio Pilato non ha nulla da insegnarci

 

La Civetta di Minerva, 9 febbraio 2019

Benedetto Consiglio! Gli gira tutto attorno. Eppure, o forse proprio per questo, sebbene sia uno degli ingranaggi essenziale della macchina sforna parchi, è stato in camera iperbarica per otto anni.

Nato nel lontano 1977 con una composizione decisamente pletorica, 53 membri (58 per l’assessore Tusa che lo definisce “un piccolo parlamento”), morto nel 2009, viene riesumato a fine legislatura, nell’agosto 2017, dall’allora governatore Rosario Crocetta, grazioso omaggio di nomine fiduciarie alla nuova giunta Musumeci. La palingenesi, grazie a una precedente modifica, ci riconsegna una struttura ora decisamente più snella, di soli 15 membri, ma fortemente criticata per la sua forte impronta politica piuttosto che di organo tecnico consultivo, come il quasi gemello Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del MiBAC. Cinque politici doc, nove scelti dall’assessore su nomi di esperti proposti da diversi ordini professionali o di docenti selezionati dalle Università di Palermo Catania Messina, un esperto designato dalla Conferenza Episcopale Siciliana (!).

“Mentre prima erano i vari istituti e associazioni a indicare i propri rappresentanti, così come era il personale stesso delle Soprintendenze a esprimere i propri per ciascuna sezione tecnico-scientifica, nel rispetto, cioè, dei diversi specialismi, non è stata prevista la presenza di personalità eminenti del mondo della cultura, nel rispetto dell’equilibrio di genere, così come nel Consiglio nazionale, per cui manca un esperto paesaggista in una Regione che ha appena annullato di fatto i piani paesaggistici, o uno storico dell’arte che si pronunci sull’organizzazione di musei e gallerie, da appena un anno inquadrati nei nuovi poli museali” ha scritto la storica dell’arte Silvia Mazza.

E si è poi interrogata sull’opportunità di alcune scelte non rispondenti a criteri di peculiari competenze alla luce dei molteplici importanti compiti cui il Consiglio è chiamato, sollevando dubbi sulla regolarità di alcune nomine, in particolare quella dell’ex soprintendente di Siracusa Rosalba Panvini, docente a contratto presso l’Università di Catania e non ordinario così come richiesto dalla norma, e quella dello studioso Giuliano Volpe, componente designato di un organo ancora non insediato dal ministro Bonisoli: il Consiglio Superiore del MiBAC.

Sui titoli e la compatibilità della dottoressa Panvini, nel giugno dello scorso anno, anche i deputati regionali del M5S avevano presentato un’interrogazione parlamentare nella quale chiedevano, da una parte, se la qualifica di “docente a contratto” fosse sufficiente ad integrare i requisiti prescritti per ricoprire l’incarico “stanti le peculiarità che distinguono tale figura da quella dei docenti universitari di ruolo sotto il profilo, tra l’altro, delle modalità di affidamento dell’insegnamento e della conformazione e durata del rapporto di lavoro che la lega all’Università”, dall’altra se non si ritenesse opportuno verificare la regolarità della sua nomina come Commissario Straordinario presso il Libero Consorzio comunale di Caltanissetta e come componente del Consiglio regionale “alla luce della disciplina rilevante in tema di incompatibilità, inconferibilità e limiti al cumulo di incarichi conferiti dall’Amministrazione regionale”.

Interessante la risposta, pervenuta ad agosto, a firma dell’assessore Sebastiano Tusa. All’assessore piace la ricostruzione storica, e si dilunga sulla composizione del Consiglio, sull’intenzione di riformarlo, sui compiti cui è chiamato… sulle “magnifiche sorti e progressive”, sul futuro quindi, su quel che sarà, sul suo personale impegno. La risposta vera, quella alle domande poste, si esaurisce in poche laconiche inutili osservazioni: “Il tema sollevato dall’onorevole Zito …rientra tra le determinazioni dell’assessore protempore che ha operato la proposta. La questione esula dalle competenze dello scrivente… e non riveste carattere di attualità in quanto, al momento, si è in attesa che il disegno di legge di iniziativa parlamentare… concluda il proprio iter legislativo verso l’approvazione”. Questo ad agosto 2018, e ci avviamo verso il primo compleanno senza che nulla sia accaduto. È questa la Sicilia, e a noi Ponzio Pilato non ha niente da insegnare.

 

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