Per salvare il futuro delle api limitare i pesticidi killer

L’insetto trasporta e spande il polline necessario ed indispensabile alla proliferazione dei nostri prodotti commestibili. “Se scompariranno – disse Einstein – scomparirà l’uomo”

 

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

“Quando tra non molto scompariranno le api, scomparirà anche l’uomo”. Ben oltre lo jettatorio, questa frase viene comunemente attribuita nientemeno che ad Albert Einstein. Tanto per gradire. In ogni caso, essa contiene una tragica verità. Perché non c’è chi non sap­pia (e dovremmo saperlo tutti) che l’ape nel mondo è indispensabile al 70% delle colture commestibili, a quelle cioè senza le quali il genere umano sarebbe mediamente condannato alla fame.

È noto che l’ape, cercando il nettare, per quanto involontariamente è l’insetto trasportatore e distributore di quel polline necessario ed indispensabile, oltre che insostituibile, alla proliferazione dei nostri prodotti commestibili. Non solo. Ma come esempio di magistrale operosità, l’ape nell’alveare produce miele, pappa reale, cera, roba di cui l’uomo si appropria per il proprio benessere e per i propri usi.

Quale è ora il problema nella sua tragica realtà? È quello, denunciato dagli apicoltori, di correre subito ai ripari, non solo con le parole e gli sterili proclami, per salvare il futuro delle api. Come? Regolamentando la lotta contro i pesticidi-killer. Sembra facile a dirsi, ma si sa che nella produzione di pesticidi sono impegnati capitali e industrie, e che nelle nostre campagne si fa spesso un uso smodato e indiscriminato di pesticidi-killer. Comunemente li chiamano “lavaggi”, e sono irrorazioni tutto sommato di veleni che, in un certo modo, possono andare a finire per metabolizzazione animale e vegetale nel nostro piatto.

Due giornaliste (Adelina Zarlenga e Monica Pelliccia) hanno condotto una approfondita indagine conoscitiva sull’argomento, pubblicando un libro intitolato “La rivoluzione delle api, come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo” edito da Nutrimenti. Il Conapi (Consorzio Nazionale Apicoltori) si adopera per dare l’allarme sulla importanza delle api per la salvaguardia del mondo. E non c’è ombra di dubbio che in massima parte tutto comincia dall’abuso di pesticidi-killer, spesso dissennatamente adoperati. Sembra addirittura, stando ai “si dice”, che qualche industria di pesticidi ne incoraggia l’approvvigionamento tramite regali a chi ne consuma di più. Ma è tutto da dimostrare.

È chiaro che questo rientra nella logica di mercato (io produco e tu compri) e che alla base della domanda e dell’offerta deve sempre eser­citarsi il buonsenso.

Dunque è ormai accertato che il destino dell’Umanità è strettamente legato a filo doppio a quello delle api da cui dipende il nostro futuro.

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