In “Sentimi”, di Tea Ranno, uno Spoon River di accento siculo

L’autrice di “Le ore della contentezza” in tour di presentazione in Sicilia e nel continente

 

La Civetta di Minerva 25 maggio 2018

Lungo, intenso e impegnativo il calendario della presentazione di “Sentimi”, il nuovo romanzo di Tea Ranno. Dopo le precedenti tappe siciliane di aprile, poi Roma e altre città della penisola, la scrittrice melillese si ripresenta al pubblico siciliano con un vero e proprio tour de force di 8 giorni pieni, da Catania a Barcellona Pozzo di Gotto, passando da Siracusa (5 incontri) e Palazzolo.

Oltre a “Sentimi”, una sorta di Spoon River dall’accento siciliano ma dal contenuto universale, antico e attuale, Tea Ranno ha anche presentato presso la Scuola del Sacro Cuore a Siracusa “Le Ore della Contentezza” libro per bambini illustrato da Lorenzo Santinelli, edito da Armando Curcio (del libro non si dice altro se non che ci sono personaggi speciali. Al primo posto, tra gli argomenti, c’è sicuramente l’amicizia Tutto il resto bisogna scoprirlo leggendolo).

Dal risvolto di copertina: Durante una notte surreale, e nello stesso tempo fin troppo reale, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall’oblio. Sono storie dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: in tutte, l’umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale tutta femminile, viene annullata nella dicotomia maschile della donna “santa o buttana”. Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all’autrice: c’è anche un’altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile del tradimento. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina. E per questo le donne del paese, le stesse donne che si raccontano, faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.

Cunto per dare voce a chi ha la bocca cucita, a chi non ha le parole per dire ciò che patisce, a chi ha troppa paura per parlare, a chi, parlando, mette a repentaglio la vita sua. Io le sento. Spero che, per mezzo mio, pure voi le possiate sentire (Tea Ranno)

Sì noi le abbiamo sentite, assistendo all’incontro organizzato dalla Fildis di Siracusa nella splendida cornice del Museo del papiro, l’ampio ed elegante salone messo a disposizione dal Maestro Corrado Basile non bastava a contenere quasi 200 persone, per ascoltare la “cuntatrice” melillese. Molto apprezzata l’organizzazione di Simona Lo Iacono che si è avvalsa delle allieve dell’Accademia dell’INDA curate da Michele Dell’Utri con la voce straordinaria di Giulia Valentini.

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