S’imposero in Italia con indimenticabili successi, esibendosi con i Pooh e Riccardo Cocciante, più volte in Rai, lavorarono con Morandi, Arbore, Baudo. Incisero “E la luna ammézu ‘o mari”, “Comu l’unna”. Vennero spesso alla Nottola
La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018
C’erano una volta “I Cavernicoli”. Impossibile dimenticarli. Nati il 20 dicembre 1967 a Cefalù al club, naturalmente, “La Caverna”. In principio erano in parecchi. Poi, strada facendo (e ne avrebbero fatto tanta di strada), il gruppo si concretizzò in Antonio Augello, Nico Marino, Pio Pollicino, Leandro Parlavecchio. E cominciarono a sfornare i primi spettacoli con un crescente successo: “Questo pazzo, pezzo, pizzo, pozzo, puzzo mondo”, “Il polpo di Stato”, “Sodoma e Camorra“, “Il sesso unico”, “Sette noci”, “Cabaredia”…
Incidono “E la luna ammézu ‘o mari” che diventa la loro allegra sigla, e consegnano alla popolarità “Comu l’unna” di uno sconosciuto Vincenzo Curreri. Vengono complimentati per il loro umorismo, ma anche per la loro bravura musicale, da Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Otello Profazio, che allora erano gli antesignani del “folk”. Diventano in breve i beniamini del grande pubblico.
Nel 1970 comincia il loro sodalizio con Siracusa. Era stata la poetessa Sofia Iannello, a Cefalù per un convegno letterario, a scoprire “I Cavernicoli” e tornando a Siracusa me li aveva segnalati. Così li contattai e li feci venire alla Nottola di via Gargallo dove agiva il mio “Teatro di Sicilia”. Simpatizzammo subito, il loro spettacolo entusiasmò la gente, e si creò con noi una sorta di gemellaggio.
Lì feci tornare spesso alla Nottola, con i loro nuovi spettacoli, e li portai anche nei vari Circoli cittadini. Poi li chiamarono a Milano, inseriti negli show dei Pooh, di Christian, di Cocciante. Un loro disco spopolò ad “Alto gradimento” di Arbore e Boncompagni, cominciarono ad esibirsi nei più importanti teatri, dal Manzoni di Milano al Sistina di Roma.
Così arrivò la chiamata della RAI-TV in un programma di Gianni Morandi, mentre Antonio Augello, per motivi di lavoro, non regge le continue trasferte e deve lasciare il gruppo sostituito da Gigi Nobile. Arrivano anche i riconoscimenti. A Siracusa c’è Armando Greco che conferisce loro il ”Premio Capodieci”, mentre io al Vasquez consegno loro il “Premio Internazionale Sicilia Il Paladino”. Ricevono poi l’Etna d’oro, la Fonit-Cetra li impegna nella registrazione di “Cavernicolissimevolmente”, Renzo Arbore li vuole a “L’altra domenica”, Corrado li inserisce a “Domenica in” cui fa seguito Pippo Baudo quando assume il timone della popolarissima trasmissione. E li chiamano anche a Tele-Montecarlo.
Ma Gigi Nobile, vigile urbano nella vita, non ce la fa a seguirli, e lascia il posto a Mario Marino fratello di Nico. Nel 1981 Michele Guardì li vuole a Raiuno a puntate, li chiamano a “Sereno variabile” di RAITRE, nel 1982 RAIUNO affida loro la conduzione di “Onda verde” per 5 anni. Naturalmente poi Maurizio Costanzo non se li poteva fare sfuggire. Sono in “Mondovisione” con Nino Frassica, e in cinema girano “Mario e il mago“. Nel 2001 recitano con Ficarra e Picone. E in mezzo una miriade di serate dappertutto.
La morte prematura di Pio Pollicino e quella successiva di Nico Marino chiudono amaramente l’epopea dei “Cavernicoli”, le cui gesta sono ancora rintracciabili su Internet. Prima, però, vollero venire a Siracusa per festeggiare assieme a noi i 40 anni della loro attività, cementando così la nostra amicizia artistica e l’affetto fraterno. E fu una “standing ovation”.

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