“In zona industriale 24h annue di controlli inquinamento”

“In Lombardia, 8760. Serve continuità”. Corteo a Melilli per salute e sicurezza collettiva. Gli interventi di don Prisutto e del prof. Solarino: “Da noi un lavoratore che ha raggiunto la pensione muore poco dopo”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Alla manifestazione del 24 febbraio a Melilli hanno partecipato decine di associazioni e comitati delle comunità della provincia di Siracusa in particolare di Augusta, Melilli, Priolo, Lentini, Palazzolo Acreide, Siracusa e di una buona rappresentanza di associazioni verdi e movimenti ecologisti di Avola. Un lungo corteo e tanti striscioni che esprimevano le preoccupazioni degli esponenti delle varie organizzazioni e di singole persone della società civile. I dati delle malattie, dei decessi, delle malformazioni li conosciamo tutti, ma finora ben poco si è fatto per il risanamento ambientale, le bonifiche, una graduale riconversione rigenerazione industriale moderna, innovativa, ecocompatibile e competitiva che comporterebbero, tra l’altro, sicuramente maggiore occupazione (come è stato dimostrato con le realizzazioni nella Ruhr ed in particolare ad Essen in Germania, Bilbao in Spagna e Pittsburgh negli Stati Uniti) ma forse, con un po’ di polemica, non interessa questo genere di attività e si preferisce continuare con il tradizionale lavoro insalubre per non perdere qualche adesione o tessera, mettendo a rischio la salute degli stessi lavoratori dell’industria e delle famiglie delle comunità.

La manifestazione ordinata e democratica è partita da Piazzale Don Bosco ed ha raggiunto il Centro della Città ed il Municipio, dove vi era, ad attendere il corteo, il Sindaco di Melilli e componenti dell’ Amministrazione.

Proposta di don Palmiro Prisutto – Ha preso la parola l’organizzatore principale Don Palmiro Prisutto che ha raccontato che molti cittadini della zona industriale che hanno raggiunto l’età pensionabile dopo un po’ si ammalano o muoiono e non possono godersi la pensione. In tal senso ha proposto che sia messa in cantiere una legge per cui venga riconosciuto il lavoro usurante per chi va in pensione in quella zona.

Proposta del prof. Luigi Solarino – Il prof. Luigi Solarino ha evidenziato il fatto che i controlli nelle industrie vengono effettuati per 8 ore una sola volta al quadrimestre (24 ore annue), mentre in altre regioni (vedasi la Lombardia dove è una regola) vengono effettuati (in continuo) per 24 ore al giorno per 365 giorni (pari a 8.760 ore annue). Considerata la gravissima e preoccupante situazione sanitaria in cui versano le popolazioni del quadrilatero industriale siracusano e considerato che i Sindaci sono i massimi rappresentanti della salute dei cittadini, hanno, inoltre, il compito del perseguimento del loro futuro sostenibile e poiché hanno il potere di emettere ordinanze ha chiesto al Sindaco Carta (ma verrà chiesto anche agli altri Sindaci) di pubblicare una disposizione sindacale, appunto un’ordinanza, per il controllo continuo delle emissioni.

Adottare il principio di precauzione – Per le evidenze scientifiche sino ad ora prodotte dalle nocività delle emissioni da raffinerie, impianti petrolchimici, cementifici, inceneritori e discariche, presenti nella zona industriale siracusana, si ritiene opportuno ricordare la necessità del rispetto del principio di precauzione. Tale principio è stato accolto dalla Comunità Europea con l’art. 191 del TF EU e con l’art. 174, par. 2 del trattato CE; è entrato nel nostro corpo giuridico con l’art. 301 del decreto legislativo n° 152 del 2006. Il TAR del Lazio lo ha ammesso con sentenza della Sez. I del 3 giugno 2015 n° 7782 che è poi stata confermata dal Consiglio di Stato con sentenza della Sez. IV del 31 agosto 2016 n° 7782. Il citato articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea afferma che “un prodotto di un processo produttivo non va considerato dannoso solo dopo aver contato i morti o i disastri ambientali da esso provocati, ma, al contrario, va giudicato sicuro solo quando è stato eliminato ogni ragionevole dubbio sulla nocività e pericolosità per la salute e l’ambiente; pertanto ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile debbono essere adottate misure di prevenzione della degradazione ambientale”.

Scriveva Lorenzo Tomatis, medico fondatore della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro): Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma esiste una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l’insorgere del cancro, impedendo l’esposizione alle sostanze che lo provocano. La Prevenzione Primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti – il ricco come il povero – ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie“.

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