La crisi economica finita o infinita nel convegno di Siracusa Resiliente

L’economista Tonino Perna: “Si riduce il debito pubblico non uscendo dall’euro ma introducendo un’altra moneta locale”.

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva 27 gennaio 2018

“Banche, economia e finanza nel terzo millennio: E’ finita la crisi o è una crisi infinita”. E’ questo il titolo del convegno studi organizzato da Siracusa Resiliente e svoltosi ieri nella sala conferenze della Cisl. Un titolo lungo ed articolato che ha trattato l’argomento dell’economia, ostico a tanti ma sicuramente di impatto notevole nella vita di tutti i cittadini. Gli interventi che si sono succeduti durante il convegno studi hanno spaziato dal ruolo delle banche, al welfare state, alla geopolitica, al ruolo dell’Europa politica e monetaria, al debito pubblico, ad una economia basata sull’ecologia e sulla sostenibilità ambientale e all’opportunità di rimanere nell’euro o di introdurre una nuova moneta.

A confrontarsi sono stati Concetto Rossitto, che ha introdotto il tema, Raffaele Gentile, Alessio Lo Giudice, Stefano Zito, Pippo Zappulla, Giuseppe Patti e Tonino Perna, economista dell’Università di Messina. Ha moderato Tati Sgarlata, portavoce di Siracusa Resiliente.

“Manca una politica finanziaria in Europa e quindi una politica sul lavoro”, ha esordito Pippo Zappulla, che ha posto il tema del cambiamento dell’economia dalla produzione materiale di beni alla “finanziazione”. “Sono seriamente preoccupato sugli effetti di questa crisi che è iniziata dieci anni fa ed è stata la peggiore del dopoguerra”.

Stefano Zito, invece, ha parlato dei fondi europei che la Sicilia non riesce a spendere e della necessità di riordinare il sistema di credito della regione Sicilia. “Abbiamo chiesto come M5S di fare un referendum per decidere se rimanere nell’euro”.

Giuseppe Patti ha invece centrato il suo intervento sulle disuguaglianze presenti nel pianeta ed anche in Italia dove il 20% degli italiani detiene il 66% della ricchezza nazionale. Per Patti, che ha citato l’enciclica del Papa “Laudato sii”, è necessario avviare politiche verdi in grado di accelerare economie più sostenibili per il territorio, ricostruendo le comunità locali dal basso, dai cittadini, citando come esempi i mercati del contadino e gli orti sociali.

Alessio Lo Giudice ha invece sottolineato la necessità che l’economia ritorni ad essere orientata dalla politica, affermando che le quattro crisi che si stanno affrontando (economica, ecologica, sociale e morale) possono essere superate con proposte attuabili solo se la politica riprende la guida e il ruolo centrale che le compete. Lo Giudice propone, quindi, il ripristino del welfare state che aveva permesso all’Italia anche tramite la concertazione di progredire negli anni del boom economico. “Le politiche sociali devono passare da competenza esclusiva degli Stati europei a competenza dell’Unione Europea. Questo passaggio è ostacolato dalle “elite” politiche che perderebbero in questo modo potere e dalla resistenza degli Stati del nord Europa”.

Tonino Perna, riprendendo il documento introdotto da Concetto Rossitto, ha sottolineato come sia necessario non solo individuare i problemi ma trovare delle soluzioni. Ha evidenziato come sia strettamente necessario diminuire il debito italiano che causa un pagamento di interessi di 60/70 miliardi che potrebbero essere utilizzati per finanziare alcuni settori economici e quindi per stimolare la crescita. La soluzione per Tonino Perna non è uscire dall’euro ma affiancare all’euro un’altra moneta che possa servire per gli scambi interni alla nazione, secondo il modello del “Lek” in Albania e del “Sardex” in Sardegna. Per far ciò è necessario creare un clima di fiducia fra i cittadini. L’introduzione di una ulteriore moneta è possibile e nessuna norma europea lo vieta. “La spesa militare deve essere ridotta”, sostiene l’economista dell’Università di Messina”, sottrarre per esempio qualche miliardo dal finanziamento degli F35 e/o dall’organizzazione dell’apparato militare potrebbe essere utile per dare slancio all’economia soprattutto del Meridione che è stata rallentata più di quella del settentrione dalla riduzione della spesa pubblica”. Tonino Perna ha poi posto l’attenzione sul ruolo delle banche che prestano con sempre più difficoltà i soldi ai cittadini, prediligendo invece la raccolta di fondi dai cittadini per investirli nella finanza.

Un approfondimento del convegno studi sarà effettuato da Concetto Rossitto nel prossimo numero cartaceo de “La Civetta di Minerva” mentre la registrazione audio/video sarà caricata nel sito web del giornale.

 

 

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