Solo milleottocento i tifosi del Siracusa allo stadio

Sempre presenti qualunque sia il risultato delle partite. Il De Simone si riempie solo nelle gare con le squadre più odiate o amate: nel derby col Catania erano 5.157

 

La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017

Chi non ricorda lo sketch comico dei “Fichi d’India”, dove Massimiliano Cavallari interpretava la bambina che importunava Bruno Arena nelle vesti di autista? La frase citata da Massimiliano era: «Tu da me che cosa vuoi?». Sembra appropriata visto i soli 1873 spettatori presenti allo stadio siracusano nell’ultima partita disputata in casa, e cioè Siracusa-Catanzaro.

Dopo mesi che il Siracusa giocava in orari improponibili per i più, che si lamentavano di un calendario che non teneva conto dei giorni feriali, si disputa finalmente una partita casalinga in un orario serale e più agibile a molti tifosi. Eppure i numeri raggiunti durante il mach serale di sabato sono stati ancora insoddisfacenti. Su internet il Siracusa possiede migliaia e migliaia di sostenitori pronti a gioire o inveire in caso di vittoria o sconfitta della squadra, ma questo gran numero di tifosi dov’era durante la partita contro il Catanzaro? I giocatori del Siracusa, giornata dopo giornata, hanno il sostegno dei soliti 1800 tifosi fissi, e va solo a loro il merito di essere sempre presenti qualunque sia il risultato. Ormai è facile  individuarli, quasi ne riconosci i volti, memorizzi i loro posti. Solo e sempre loro sostengono per tutti i novanta minuti i propri beniamini.

Anche il presidente, Gaetano Cutrufo sembra un po’ amareggiato: È stata una bellissima serata, peccato che sia stata per pochi. Non so da quanto tempo un siracusano non segnava una doppietta per il Siracusa. Tutti bravi, ma voglio prendere proprio Tino Parisi come paradigma di questa squadra: freschezza, talento e amore per il Siracusa. Siamo quarti. Restiamo nei piani alti. Con merito e con il bel gioco. Bravi, bravissimi tutti”.

Ma il calcio, soprattutto a Siracusa, non è per tutti, come l’amore per la maglia non è per tutti. Eppure in partite in cui il match si disputa  con le squadre più odiate o amate, lo stadio si riempie. Sono stati registrati infatti allo stadio aretuseo un massimo di 5.157 tifosi (capienza odierna massima del Nicola De Simone), raggiunti in occasione del classico derby col Catania dello scorso 14 ottobre. E contando quindi i 1873 di sabato scorso, mancano all’appello 3284 tifosi, quegli stessi tifosi che hanno invocato per mesi il cambio di orario.

Quindi sarebbe lecito se la squadra chiedesse ad alta voce: “Tu tifoso da me che cosa vuoi?”. Il Siracusa gioca in quarta posizione con ben 26 punti in classifica; quarta dopo squadre che hanno avuto un passato glorioso nelle vette più alte della storia calcistica. Questo a quanto pare però non basta per attirare a sé l’attenzione, per far innamorare come una volta il pubblico siracusano della propria squadra cittadina. Il cittadino dimentica che il Siracusa Calcio appartiene anche a lui, è un’entità legata indissolubilmente alla città, portandone beneficio e momenti di pura evasione.

La nuova classifica media-spettatori, dopo le prime 16 giornate di campionato, vede infatti il Catania che rimane al primo posto per distacco, secondo il Lecce, terzo il Vicenza, quarto il Pisa, quinto il Livorno, deludono finora Siena, Triestina e Cosenza, considerate grande piazze di calcio in serie C, ma che hanno pochi spettatori allo stadio. Ecco, nello specifico, la classifica media-spettatori del girone C, quello che interessa maggiormente a noi siracusani:

GIRONE C
1° Catania: 10.383 spettatori
2° Lecce: 8.664
3° Catanzaro: 5.086
4° Trapani: 3.804
5° Reggina: 2.992
6° Siracusa: 2.508
7° Matera: 2.027
8° Monopoli: 2.017
9° Cosenza: 1.831
10° Fidelis Andria: 1.796
11° Casertana: 1.556
12° Francavilla: 1.248
13° Sicula Leonzio: 1.095
14° Bisceglie: 861
15° Rende: 818
16° Juve Stabia: 793
17° Paganese: 738
18° Akragas: 500
19° Fondi: 174

E quindi balza all’occhio che, se escludiamo Catania, che rappresenta ovviamente una realtà ben più vasta della nostra, le altre piazze che ci precedono invece sono aree geografiche per lo più speculari alla nostra. E allora perché mai i tifosi di fede azzurra, dopo anni di calcio dilettantistico, dimostrano di snobbare ancora la compagine che li rappresenta nello sport più popolare del Belpaese?

Potremmo trovare mille motivazioni, dal costo della vita alle TV che danno calcio a tutte le ore usufruibile comodamente dai divani di casa o ancheperché noalla disaffezione del cittadino medio provocata dall’ambiente becero e militaresco che negli anni si è andato consolidando all’interno delle nostre arene moderne. Ma il forte sospetto che ci viene è che ancora una volta siamo davanti ad un fenomeno che sottolinea l’atavica e storica indolenza dei siracusani medi che sono portati a volere tutto ma a dare nulla in cambio. E questa non è una summa di pensiero che viene solo a chi vi scrive, ma rappresenta ormai stabilmente il pensiero generale della tifoseria più fedele e sempre presente allo stadio.

E vorremmo riportare a tal proposito il pensiero di due di loro, raccolti in tribuna. Il primo è quello di Martina Visicale, una dei fotografi ufficiali adibiti a seguire la squadra aretusea, che si stranisce appunto dal fenomeno di assenteismo dallo stadio. E poi, di seguito, abbiamo il parere di uno di quegli storci tifosi che seguono il Siracusa da sempre e indifferentemente dalla serie in cui gioca e dalla posizione di classifica che occupa. Si tratta di Giuseppe Scandurra, un  fedelissimo della tribuna Siringo. Ecco le loro testimonianze:
«Amate la vostra città, amate e seguite la squadra, pensate a chi è lontano e non può seguirla fisicamente e voi che invece potete non lo fate… Io non abito più a Siracusa ma sono siracusana da 22 anni e quei 10 minuti di macchina quando gioca il MIO SIRACUSA me li faccio con passione, amore e ansia di arrivare ed entrare in quello stadio per vedere lottare i MIEI LEONI! Poi vedo quei tanti posti vuoti e mi chiedo: “Perché i Siracusani non sono tutti qua? Perché preferiscono stare a casa invece di passare una giornata diversa e tifare tutti insieme la squadra della loro città?” Non voglio trovare delle risposte ma vorrei vedere, con i fatti, quei tanti posti vuoti riempiti ad ogni partita! Il Siracusa è nostro, amiamolo e seguiamolo”.
Ed ecco l’opinione di Giuseppe Scandurra: «Cosa ne penso io? Ecco la mia riflessione:
Le considerazioni di Martina Visicale sono state dettate da un cuore immenso, colorato di azzurro, che si trova nel petto di una giovanissima tifosa, nonché ora bravissima fotografa a bordo campo, che abita e risiede a Floridia, la quale sin da bambina ha manifestato un amore viscerale e appassionato per il Siracusa calcio frequentando il De Simone; stessa passione che manifestano anche i suoi genitori, i quali con Martina non mancano mai ad una partita interna ed esterna degli azzurri, presenti sempre e ovunque sobbarcandosi sovente lunghe e pesanti trasferte pur di seguire le gesta degli azzurri.
Un amore viscerale per la squadra che non ha limiti
. Vittoria o sconfitta, gli occhi e il sorriso di Martina fanno sempre trasparire positività, passione e amore vero per la propria squadra del cuore. Un esempio per tutti, specie per quei pseudo tifosi che dicono di essere tifosi della propria squadra del cuore, di amarla e poi – invece – la tradiscono! E chi non ama il Siracusa e non ne vive le emozioni in campo, come le vive lei e le viviamo noi, non può comprendere il senso di questo sentimento e di questa passione. E allora sai che c’è? Che non li vogliamo allo stadio gli occasionali che vengono solo per poter criticare alla prima occasione. Vogliono l’attaccante, il centrocampista, la serie B.. ecc.ecc. ma non danno nulla in campo. Che continuino pure a starsi a casa a vedere la Juve, il Milan o l’Inter. Portano solo rogna

Lo sfogo, seppur amaro, di questo tifoso, rappresenta lo stato d’animo dei fedelissimi alla causa azzurra. Che hanno solo una preoccupazione: Ma non è che a lungo andare questa desolazione che si percepisce allo stadio faccia passare la voglia e l’entusiasmo alla famiglia Cutrufo? Che con tanti sacrifici e con un impegno serio e deciso ci hanno riportato nel calcio che conta?

E tutti gli amanti di quella maglia azzurra, che negli anni ’70 e ’80 arrivava a trascinare sino a 10/12 mila tifosi calorosi sugli spalti del De Simone, ovviamente si augurano che ciò non accada mai. Ed è anche il nostro augurio.

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