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Serata di emozioni al Castello Maniace per la “Cavalleria Rusticana”

E’ andata in scena nella Piazza D’Armi del Castello Maniace in Ortigia la “Cavalleria Rusticana” del regista Massimo Bonelli con l’organizzazione di Mythos Opera Festival.

[Salvo La Delfa] Palcoscenico naturale la Piazza D’Armi del Castello Maniace, in Ortigia, per questa “Cavalleria Rusticana” messa in scena dal regista Massimo Bonelli, con l’organizzazione di Mythos Opera Festival. In una scenografia essenziale (da una parte una croce gigante raffigurante la chiesa e dall’altra parte il tavolo, le sedie e i bicchieri di un’osteria), impreziosita dalle mura federiciane del Castello Maniace e dà una volta celeste pregna di stelle, le umane vicissitudini dell’opera di Pietro Mascagni (tratta dalla novella omonima di Giovanni Verga) hanno tenuto alta l’attenzione di un pubblico attento che più volte ha mostrato il suo interesse attraverso applausi prolungati, anche durante l’esecuzione dell’opera lirica.

Una sera d’estate di emozioni, quindi, per gli spettatori al Castello Maniace che hanno inoltre potuto godere della magia delle improvvise stelle cadenti che con la loro scia hanno più volte illuminato il cielo stellato dietro il palco.

Amori, gelosie, tradimenti, orgoglio, dignità, vendetta, maldicenza sono i temi che gli esseri umani si trovano giornalmente ad affrontare e sono i temi che magistralmente sono riproposti in questa “Cavalleria Rusticana”.

La storia si svolge la mattina di Pasqua, nella piazza di un paesino siciliano. Turiddu, ritornato dal servizio militare, nonostante che corteggi Santuzza, continua ad essere innamorato di Lola che nel frattempo si era sposata con Alfio. Santuzza chiede spiegazioni a Turiddu e per vendicarsi racconta ad Alfio che Lola gli è infedele. Turiddu ed Alfio si sfidano a duello e Turiddu muore.

“Hanno ammazzato cumpare Turriddu”, grida una popolana all’epilogo dell’opera lirica mentre Turiddu, interpretato da un bravo Sebastian Ferrada, all’inizio emoziona con “O Lola ch’ai di latti la cammisa” (O Lola ch’ai di latti la cammisa/Si bianca e russa comu la cirasa,/Quannu t’affacci fai la vucca a risa,/Biato cui ti dà lu primu vasu!/Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,/E nun me mporta si ce muoru accisu…/E s’iddu muoru e vaju mparadisu/Si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu) e con “Viva il vino spumeggiante” (Viva il vino spumeggiante/Nel bicchiere scintillante,/Come il riso dell’amante/Mite infonde il giubilo!/Viva il vino ch’è sincero/Che ci allieta ogni pensiero,/E che annega l’umor nero)

Il coro, composto dalla compagine del Coro Lirico Siciliano diretto dal Mº Francesco Costa, esegue con attenzione tutti i brani ed emerge con “Il cavallo scalpita” cantata da Alfio, interpretato dall’attore Armando Puklavec (Il cavallo scalpita,/I sonagli squillano,/Schiocca la frusta. E va!/Soffi il vento gelido,/Cada l’acqua o nevichi,/A me che cosa fa?) con l’intervento dello stesso coro (O che bel mestiere/Fare il carrettiere/Andar di qua e di là!).

Bravissima Sofía Mitropoulos (Santuzza), in scena per quasi tutta l’opera che incanta nello struggente duetto con la mamma di Turiddu, Sofia (interpretata da Elena Kanakis) con “Voi lo sapete, o mamma” (Voi lo sapete, o mamma,/Prima d’andar soldato,/Turiddu aveva a Lola/Eterna fè giurato./Tornò, la seppe sposa;/E con un nuovo amore/Volle spegner la fiamma/Che gli bruciava il core:/M’amò, l’amai./Quell’invidia d’ogni delizia mia,/Del suo sposo dimentica,/Arse di gelosia…/Me l’ha rapito…/Priva dell’onor mio rimango:/Lola e Turiddu s’amano,/Io piango, io piango!).

Sabrina Messina interpreta ottimamente Lola. Le musiche sono state affidate all’orchestra siracusana “Arturo Toscanini” diretta dal Maestro Michele Netti. Siracusano è anche l’aiuto regia, Massimo Tuccitto e siracusane sono state le comparse, tanti ragazzi dell’associazione culturale “Godot”.

 

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