Dotate di percorsi di camminamento per carrozzine, pedane, servizi igienici e soccorso medico. Una spiaggia senza barriere architettoniche darebbe la possibilità, a chi non può, di godere in maniera semplice delle bellezze della natura
La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017
Come tutti sappiamo le persone con disabilità in questo nostro paese vengono lasciate a se stesse. Per il disabile la vita quotidiana è un percorso pieno di ostacoli, dovuti alla mancate eliminazione delle barriere architettoniche
“Noi disabili – è scritta in una nota dell’organizzazione “Abili ai raggi di sole” – crediamo che per farci sentire abbiamo bisogno di fare dei passi ben precisi. Quali? Semplice, sostenerci a vicenda per far emergere tutte le problematiche quotidiane a cui siamo costantemente sottoposti. Per noi, con la parola “disabili” si intende non solo la persona in se stessa disabile ma tutta la famiglia che è sempre al fianco del più debole. Il nostro piccolo passo di oggi è un desiderio che coviamo già da tempo … Richiediamo un intervento mirato che dia delle direttive specifiche affinché si debba realizzare spiagge a norma per tutte le persone con disabilità in ogni Regione e, di conseguenza, nei comuni che abbiano la dote naturale di possedere una zona balneare come patrimonio pubblico paesaggistico.
“La nostra proposta è che, oltre ai percorsi di camminamento sulla spiaggia per le carrozzine, ci dovrà essere anche l’inserimento delle pedane, che diano la possibilità al disabile di usufruire, così com’è per tutti gli esseri viventi, di un semplice “bagno a mare”, oltre che servizi igienici e di pubblica utilità a norma.
“Altro punto importantissimo della nostra proposta è quello di inserire assolutamente un presidio di primo soccorso medico, avente le attrezzature basilari”.
“Abili ai Raggi di Sole”, nello specifico, chiede alle istituzioni, alle regioni, ai comuni un’ apertura di stabilimenti che interessino tutta la stagione estiva balneare dalle 9 alle 19 tutti i giorni. Creare una spiaggia senza barriere architettoniche darebbe la possibilità, a chi non può, di godere in maniera semplice delle bellezze della natura, riscoprendo l’importanza della cura dell’altro a prescindere se sia disabile o normodotato.
“La vita deve essere un bene prezioso e come tale – chiude la nota – deve essere tutelata ed aiutata nel suo percorso naturale e noi disabili chiediamo il diritto alla vita”.

Commenti recenti