Foto Franca Centaro

Aspettative rispettate per “Le rane” di Ficarra e Picone

Convincente prima della commedia “Le rane” con il duo comico siciliano al Teatro Greco di Siracusa. Applausi e sorrisi per tutta la rappresentazione.

[Salvo La Delfa] Ha rispettato le aspettative la prima della commedia “Le rane” andata in scena ieri sera per il cinquantatreesimo ciclo di spettacoli classici del Teatro Greco di Siracusa.

Di fronte ad un teatro pieno di spettatori, i comici Salvo Ficarra e Valentino Picone non si sono risparmiati ed hanno impressionato per la capacità di tenere alto il livello di attenzione del pubblico anche nella seconda parte della commedia, la più articolata, in cui Eschilo ed Euripide si contendono il primato di miglior tragediografo. Quindi, azzeccata la scelta del regista Giorgio Barberio Corsetti di coinvolgere in questa avventura i due comici siciliani che, come dichiarato nelle premesse, hanno rispettato l’autore Aristofane, “recitandolo alla maniera di Ficarra e Picone”.

Nell’atmosfera calda e rarefatta di questo iniziale periodo estivo, nel palcoscenico naturale del Colle Temenite, incorniciato da un cielo limpido e stellato e impreziosito da una mezza luna luminosa, si è assistito ad un’ora e quaranta minuti di spettacolo in cui Salvo Ficarra e Valentino Picone, sempre in scena, hanno proposto battute, episodi divertenti, meccanismi comici e gag, accompagnati da momenti di riso e sorriso e da continui applausi.

Due sono le parti in cui l’opera di Aristofane, messa in scena per la prima volta ad Atene nel 405 A.C., può essere suddivisa. Una prima parte, che narra le peripezie del viaggio di Dioniso, dio del teatro, e del suo servo Xantia, che decidono di raggiungere l’Ade, l’oltretomba. Durante questo viaggio Dioniso e Xantia incontrano Eracle (interpretato da Roberto Salemi) che li indirizza verso la palude dell’Acheronte dove Caronte (Giovanni Prosperi) con la sua barca accompagna Dioniso sull’altra riva mentre Xantia è costretto a raggiungerla a piedi. Durante la traversata della Dioniso e Caronte incontrano rane gracidanti (con coro dei SeiOttavi) che si zittiscono quando Dioniso imita il loro verso. Alla fine del viaggio Dioniso e Xantia incontrano un gruppo di anime ed Eaco (Francesco Russo) che, scambiando Dioniso per Eracle, inizia ad insultarlo. Dioniso spaventato scambia i suoi abiti con il servo Xantia, ma alla fine l’equivoco si chiarisce. Nella seconda parte si assiste al litigio di Euripide (Gabriele Benedetti) con Eschilo (Roberto Rustioni), ognuno dei quali si autoproclama miglior tragediografo di tutti i tempi. Inizia una gara, con citazioni di versi delle loro tragedie, con una bilancia che “valuta” la migliore recitazione, con il miglior consiglio per salvare Atene, in cui Dioniso diventa giudice e decide di riportare in vita Eschilo che invita Plutone (Dario Rubatti) a designare miglior tragediografo Sofocle in maniera tale che Euripide non lo possa mai diventare. A completare il cast degli attori Dario Iubatti, Francesca Ciocchetti, Valeria Almerighi.

Eccellente l’interpretazione dei SeiOttavi, il coro di rane nella palude infernale mentre Gabriele Portoghese, il corifeo, insieme agli allievi Accademia d’Arte del Dramma Antico hanno animato i cori dei sacri iniziati ai Misteri Eleusini, dei Dannati e dei Marionettisti. Aristofane dà proprio al coro il compito di cantare i temi riguardanti la situazione e il destino di Atene.

Per riportare in vita il mondo di Eschilo, il regista Giorgio Barberio Corsetti fa uso di marionette (la più grande rappresenta Plutone) che ripropongono le opere del famoso scultore italiano Gianni Dessi, mentre il mondo di Euripide è rappresentato con immagini degli attori riprese in diretta che sono mostrate su un “led wall”, uno schermo a blocchi.

L’omaggio ad Ezda Pound è stato ottemperato mostrando il video dell’intervista di Pierpaolo Pasolini al poeta americano, accusato di tradimento dal suo Paese per il suo appoggio al regime fascista. Pasolini e Pound sono due figure rivoluzionarie, antitetiche, che si riconciliano. “Pax tibi pax Mundi”: sono proprio queste le ultime parole del filmato (pronunciate dall’intellettuale americano) e della rappresentazione della commedia greca andata in scena al Teatro Greco.

La direzione artistica è di Roberto Andò, la traduzione di Olimpia Imperio, le musiche dei SeiOttavi, le scene di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, le riprese Video di Igor Renzetti e le luci di Marco Giusti.

Si replica fino al 09 luglio.

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