Dopo il contestato abbattimento dei 24 bovini alla diossina, non si conoscono i dati su aria, acqua, suolo nel sito di pascolo. Non è chiaro quali iniziative ha attivato il Comune di Augusta per garantire la sicurezza nella zona
La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017
Brucia ancora come una ferita l’inutile sacrificio dei 24 bovini “colpevoli” di contenere nel loro latte pericolose quantità di diossine e policlorobifenili, “macellati e inceneriti” nonostante l’appello di Enzo Parisi (Legambiente) e Luigi Solarino (Decontaminazione Sicilia) affinché “le povere mucche, innocenti quanto gli agnelli che vogliamo siano risparmiati (si era alla vigilia di Pasqua e dovunque si vedeva la foto di Berlusconi teneramente abbracciato a batuffoli bianchi, ndr) fossero condotte in aree sorvegliate dove finire in pace i loro giorni”.
Secondo alcuni esponenti nazionali e regionali dell’Enpa e di altre associazioni animaliste l’ordinanza di abbattimento è stata “riprovevole, in quanto non ha tenuto in considerazione la dignità e il diritto alla vita dei bovini che sono risultati involontariamente contaminati né si è considerato che nel futuro la stessa azienda, con nuovi capi di bestiame, possa imbattersi in un’altra situazione simile a causa del degrado ambientale gravante su una città com’è Augusta, posta a ridosso del polo industriale; la proposta di abbattimento dei capi bovini è stata avviata dall’ASP a garanzia dell’incolumità pubblica e della salute dei cittadini come se i bovini fossero affetti da malattie virali pericolose e trasmissibili per gli animali e per l’uomo”. Una disposizione per giunta irrituale nei tempi perché, fissando in 20 giorni dall’emissione dell’ordinanza stessa la soppressione degli animali, ha impedito la partecipazione degli enti interessati entro i 30 giorni previsti dalla legge che garantisce il coinvolgimento diretto dei cittadini ad alcune decisioni di interesse comune.
“Le operazioni di abbattimento si sono svolte in data 19/04/2017, esattamente 12 giorni dopo l’emissione dell’ordinanza e un giorno prima che il raggruppamento spontaneo di associazioni animaliste, ambientaliste e liberi cittadini, formulasse concreta richiesta di sospensione dei termini della stessa ordinanza”.
Ma ancor di più è ritenuto preoccupante il silenzio di tutti quelli che, per il ruolo assegnato loro, e per le responsabilità che ne derivano, dovrebbero intervenire con atti certi per dare una reale risposta, una definitiva soluzione, al problema dei terreni inquinati su cui i bovini hanno pascolato, terreni che sono stati scelti quale sito per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Augusta per la quale, a quanto pare, si è già dato inizio ai lavori, evidentemente superando i problemi che hanno accompagnato l’iter di esproprio di questi terreni: disponibili i finanziamenti per l’opera già dal luglio 2014 (oltre quattro milioni di euro) e aggiudicata la gara d’appalto nel settembre, nel dicembre il Comune aveva dato comunicazione ai proprietari che dal gennaio 2015 sarebbero iniziate le procedure di esproprio. I privati avevano però presentato ricorso, ricorso accolto dal Tar di Catania nel marzo 2016 che ha ritenuto improcedibile l’esproprio e anche condannato l’amministrazione alle spese legali.
Comunque, tornando ad oggi, nel nostro articolo del 5 aprile scorso avevamo dato notizia del fatto che tutto risultava assolutamente fermo: l’Asp, per quanto di sua competenza, già dal 2015, anno dell’accertamento dei fatti, aveva vietato sull’area qualsiasi attività di pascolo; l’Arpa è rimasta inattiva perché, nonostante alcune dichiarazioni dell’assessore all’ambiente di Augusta Danilo Pulvirenti, “nessuna segnalazione è giunta ai nostri uffici”, né alcun controllo è stato previsto presso altri allevamenti della zona. Eppure, nei pressi dei prati contaminati, alcune fotografie su facebook hanno continuato a immortalare gruppi di bovini al pascolo.
Proprio da tale inerzia, di tutti, è scaturito il nuovo comunicato delle associazioni animaliste e di difesa dell’ambiente che lamentano di non conoscere le iniziative prese dall’Amministrazione Comunale “a tutela della salute pubblica, per la verifica dello stato ambientale del sito”, nonostante la nota del 20 aprile – “tuttora priva di riscontro” – con la quale le stesse chiedevano chiarimenti.
Cosa ne è, si chiedono le associazioni, “dell’attività di caratterizzazione, sia pur preliminare, di campionamento dei suoli del sito interessato dalla erigenda opera pubblica (la caserma dei vigili del fuoco), per la verifica dello stato di contaminazione degli stessi? Sono state inviate le necessarie e opportune comunicazioni agli Enti preposti “per l’avvio di attività di controllo/verifica della qualità dell’ambiente (suolo, acqua e aria) sul sito?”

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