La Princiotta sulla Civetta la dica chiara o stia zitta

Quindici secondi. Non è durata più di tanto la telefonata ricevuta tre mesi fa: “Pronto, è la Civetta?”, “Sì, sono il direttore”, “Sono Rosario Piccione, vi interessa una mia intervista sulla Princiotta?”, “No, non ci interessa”

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Quindici secondi. Non è durata più di tanto la telefonata ricevuta tre mesi fa: “Pronto, è la Civetta?”, “Sì, sono il direttore”, “Sono Rosario Piccione, vi interessa una mia intervista sulla Princiotta?”, “No, non ci interessa”. Chiuso. Quei quindici secondi sono la fotografia del nostro rapporto giornalistico con le disavventure della consigliera comunale e con quelle del suo pentito e ripentito. Una valutazione che manteniamo ancora oggi.

Ma se questo è il nostro rapporto con la Princiotta, non altrettanto è il suo nei nostri confronti. Trascinando nella polvere uno dei nostri collaboratori, Ciccio Magnano, per una conversazione privata da lui avuta con una donna, la Princiotta ha affermato: “Il suo linguaggio la dice lunga sul personaggio e sul giornale che gli concede spazio”.  Un’affermazione allusivamente offensiva nei confronti del giornale che dirigo che non trova giustificazione nella collaborazione giornalistica di Magnano (non ha mai scritto sulla Civetta un solo articolo sulla presunta Giovanna d’Arco siracusana, se si esclude un’intervista a Giancarlo Garozzo nella quale era il sindaco a esprimere giudizi su di lei) né ha riscontro alcuno con quanto noi stessi abbiamo pubblicato.

L’unica attenzione che abbiamo riservato alla signora è qualche articolo di satira, e lo facciamo anche in questo numero del giornale. Ma la satira bisogna accettarla, non si può inalberare il cartello “Je suis Charlie Ebdo” quando sferza gli altri e andare su tutte le furie se colpisce noi. Insomma, se la Princiotta ha qualcosa da dire sulla Civetta non la dica “lunga” (un termine che non significa nulla) ma la dica chiara. Sia diretta com’è stata per tanti altri. E se non ha nulla da dire stia zitta.

Di una cosa la disilludo: Ciccio Magnano era, è e sarà nostro apprezzato collaboratore. Noi non guardiamo alle sue conversazioni private (che, sia detto, non condividiamo per nulla) ma alla qualità dei suoi articoli che sono sempre stati documentati, efficaci e coraggiosi.

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