Il presidente Annunziata dica quali sono i piani sul GNL

Garantendo la sicurezza per le popolazioni della zona industriale. Il silenzio genera allarmi, Augusta non vuole trovarsi poi dinanzi a scelte non condivise

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Continuiamo a pubblicare notizie sull’uso del GNL quale combustibile per il trasporto, con particolare riferimento al traffico navale per due motivi, più volte sottolineati su questo giornale: perché la sostituzione dei combustibili attualmente in uso sulle navi aggravano la condizione di inquinamento globale, in particolare nei porti, e perché, come abbondantemente documentato, è una decisione assunta e codificata a livello mondiale, europeo e nazionale che riguarderà anche il nostro porto. Con questo costante monitoraggio si vuole ribadire la necessità di conoscere, per tempo, le scelte che intendono prendere i decisori politici, amministrativi e gli operatori economici, comunque intesi, per assicurare, con modalità adeguate, l’organizzazione di questo servizio nel nostro porto evitando campagne isteriche e demagogiche inevitabili se non si daranno le necessarie informazioni su come, a tutela della sicurezza delle popolazioni, si intende affrontare il problema.

Da pochi mesi, infatti, lungo le coste italiane stanno emergendo nuovi progetti per la realizzazione di terminal portuali dedicati alla ricezione, stoccaggio e successiva distribuzione via terra e via mare di gas naturale liquefatto. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato annunciato nei giorni scorsi: un investimento di circa 120 milioni di euro a Porto Marghera dove si prevede la  costruzione di un terminal di ricezione e rispedizione di Gnl da 32.000 metri cubi, destinato all’importazione di gas naturale allo stato liquido. La struttura sarà dotata di un accosto in grado di accogliere navi gasiere con capacità compresa tra 7.500 e 30.000 metri cubi, e fino a 65.000 metri cubi in condizioni meteo normali, che scaricheranno il GNL nei nuovi depositi. Sul fronte della distribuzione, il terminal sarà dotato di un accosto per bettoline di taglia indicativa attorno ai 1.000 metri cubi, di 5 corsie di carico per autobotti di GNL e, in un secondo momento, anche di un raccordo ferroviario per la spedizione del gas liquido via treno.

La società concessionaria in sua nota indica le modalità con cui verrà gestito il boil off gas (BOG), ovvero i vapori che si formano all’interno dei serbatori contenenti il gas liquefatto, e che vanno eliminati per evitare un eccessivo aumento della pressione: il terminal sarà dotato di una stazione di compressione per il trasferimento del BOG alla rete gas nazionale, di un package di riliquefazione del BOG e di serbatoi di stoccaggio in pressione, per l’accumulo del BOG in eccesso rispetto alla capacità di riliquefazione.

L’allaccio alla rete nazionale sarà realizzato solo per esigenze di sicurezza e ambientali, ovvero per lo smaltimento del BOG, poiché presso il nuovo terminal di Porto Marghera non è previsto nessun processo di rigassificazione del GNL, che verrà solo stoccato e poi rispedito verso altre destinazioni, sempre in forma liquida.

Con la costruzione, prevista nei prossimi anni delle prime navi da crociera (Costa, Aida, MSC) alimentate a gas e anche dei primi ferry dual fuel, si moltiplicano le iniziative tese a dotare i porti italiani di strutture per lo stoccaggio e il rifornimento di GNL alle navi tramite bettolina. Sempre in questi giorni anche il porto di Napoli ha annunciato l’emissione di una richiesta di manifestazione d’interesse, entro il 2017, per la realizzazione di un deposito costiero che faccia servizio di rifornimento di Gnl alle navi che scaleranno il porto partenopeo.

Come è noto ai nostri lettori, tutto questo interesse per il gas naturale liquefatto scaturisce da alcune normative internazionali che entreranno in vigore dal 2020 e per effetto delle quali le navi dovranno utilizzare carburanti a basso tenore di zolfo (appunto il Gnl o il gasolio, che però è molto costoso), o in alternativa installare a bordo dei depuratori di fumo (scrubber). Oltre a questa scadenza, la direttiva europea DAFI, recepita in Italia con il Decreto legislativo 257/2016, impone che entro il 2025 nei porti venga  realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il Gnl per consentire la navigazione di navi alimentate a gas.

La recente approvazione del Quadro strategico nazionale (Disposizioni specifiche per la fornitura di gas naturale per il trasporto) da parte del Ministero dello sviluppo economico ha fornito un quadro regolatorio chiaro ed ha stimolato le iniziative nel settore .

La Presidente di Assocostieri, in un convegno organizzato da Confcommercio e dedicato alla portualità, ha affermato: “La nostra associazione ha già manifestato a diverse Autorità di Sistema Portuale la propria disponibilità ad assisterle (in nuovi progetti,ndr), anche tramite la partecipazione all’Organismo di Partenariato della risorsa Mare. Inoltre, la conferenza di coordinamento delle Autorità (portuali ndr), il regolamento sulle concessioni demaniali, il completamento dei dragaggi sono tasselli indispensabili per un’attuazione effettiva ed efficace della riforma dei porti”; nel medesimo convegno è stata presentata una relazione del Ministero dello sviluppo economico (a cura della Direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche) nella quale erano elencati i progetti per nuovi terminali Gnl, già presentati, per l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Così si è appreso che per il porto di Oristano ci sono ben tre infrastrutture proposte di cui una ha già ottenuto l’autorizzazione del Mise (prevede la realizzazione di un deposito da 9.000 mc di capacità; sempre in Sardegna nel porto di Cagliari è in corso di valutazione da parte dell’Autorità portuale un piccolo impianto per la rigassificazione e un deposito di gas naturale liquefatto con capacità di stoccaggio pari a 22.000 mc.

Oltre ai due progetti di Oristano, ai movimenti in corso a Livorno, si ha notizia di diverse iniziative su cui sta lavorando l’Eni ed Edison per un nuovo terminal GNL a Ravenna.

Nessuna notizia su Augusta oltre a quelle assunte in conferenza svolta tempo fa presso la Marina Militare; sarebbe il caso che il nuovo presidente dell’ADSP facesse sapere se sono in corso valutazioni di fattibilità e, soprattutto, quali saranno le modalità organizzative per garantire sicurezza per le popolazioni in una zona industriale così intasata come la nostra, senza aspettare l’ultimo momento e dare il destro a preoccupazioni allarmistiche, peraltro giustificate, in un territorio che ha subito nel passato, anche recente, una gestione delle problematiche della sicurezza e della prevenzione, quantomeno superficiali ed approssimate. 

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