Note vibranti dell’Hangar Team, di Legambiente e Italia Nostra. La Marina Militare si è giustificata: “Bisognava prevenire crolli di rami e incendi”
La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017
Ha colto tutti di sorpresa l’intervento di radicale “potatura” cui sono stati sottoposti, nei giorni scorsi, gli alberi di eucalipto che da decenni erano parte del parco dell’Hangar di Augusta. Nessuno si aspettava un intervento così radicale sulla vegetazione di quello che è uno dei pochissimi spazi verdi di cui la città potrebbe godere. Già, perché quando si parla di Augusta il condizionale è sempre d’obbligo, soprattutto quando di mezzo ci sono monumenti, siti storici, spazi pubblici.
La denuncia è venuta con forza dall’”Hangar Team”, associazione che da anni si occupa della conservazione e della valorizzazione di uno dei luoghi cui gli augustani sono più legati e su cui ripongono speranze di rilancio. Per mano del professor Ilario Saccomanno, che ne è il presidente, l’Hangar Team ha presentato “un esposto presso la Stazione dei Carabinieri di Augusta con la descrizione dei fatti, comunicando che i lavori erano in corso e che si svolgevano in un’area facente parte del complesso monumentale dell’Aeroscalo, riconosciuto dal Decreto n. 3028 del 2014 come opera di interesse culturale e pertanto tutelata ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, come si apprende da un comunicato diramato dall’associazione.
“L’Hangar Team era stata allertata da privati cittadini – spiega Saccomanno nel comunicato – i quali riferivano che all’interno del Parco, nella zona già in concessione al Comune di Augusta, si notava da qualche giorno un movimento di mezzi pesanti. Recatici sul posto abbiamo effettivamente constatato, dall’esterno della recinzione, la presenza di operai intenti al taglio degli alberi ricadenti nell’area alla quale attualmente è assolutamente interdetto l’accesso per motivi di sicurezza, in virtù di un’ordinanza del Sindaco”.
La descrizione che Saccomanno fa di ciò che resta dei luoghi che hanno subito questo scempio è ammantata di tristezza. “Quasi tutti gli alberi di eucalipto della zona est del parco – racconta il professore – un centinaio circa, erano stati per così dire “potati”, lasciando un tronco residuo di appena mezzo metro circa. Uno spettacolo desolante che comunica un senso di angoscia e che lascia basiti soprattutto coloro che hanno avuto una qualunque esperienza di vita nell’unico polmone verde della città”.
Il giudizio che l’associazione pronuncia sulla vicenda non ammette repliche. “Questo disastro è certamente una diretta conseguenza del ritorno dell’Hangar nella condizione di abbandono – chiarisce Saccomanno – in cui è stato fatto ripiombare negli ultimi anni da tutti gli enti che hanno competenza o interesse in quell’area, il Comune, la Marina Militare e soprattutto l’Agenzia del Demanio di Catania, la cui dirigenza, per quanto ci riguarda, ha dato prova di inefficienza e inadeguatezza in tema di custodia e valorizzazione dei beni culturali”.
Nel breve volgere di poche ore diversi interventi si sono susseguiti da parte di cittadini ed esponenti delle forze politiche locali, tutti volti a condannare l’accaduto. Non si è fatto attendere nemmeno un secondo esposto, rivolto all’autorità giudiziaria, da parte della sede locale di Italia Nostra presieduta dalla Professoressa Jessica Di Venuta.
“La cosa che ci disturba – confida alla “Civetta” Enzo Parisi, esponente di Legambiente ad Augusta – è il danneggiamento subito da un’area che rappresenta il polmone verde della città, una zona protetta dal piano paesaggistico regionale, cosa che renderebbe impossibili interventi di modifica morfologica della zona senza le autorizzazioni degli enti competenti, quali la Sovrintendenza o il Demanio. Legambiente condivide la posizione di Hangar team e Italia Nostra. Interventi di questo tipo, comunque, non sono una novità nell’area. Già nel 2015 vennero potati gli alberi di eucalipto presenti nella zona del parco più vicina al mare. In quel caso si trattò di interventi meno radicali.”
E’ finalmente nella giornata di mercoledì, che questa vicenda kafkiana trova forse un movente plausibile. Con un comunicato rilasciato sul proprio profilo facebook dal Sindaco di Augusta, Avv. Di Pietro, si apprende che le ragioni delle potature sono legate alla necessità di prevenire crolli di rami ed incendi. Queste motivazioni sono state acquisite dalla prima cittadina a seguito di una richiesta di chiarimenti indirizzata sia al Demanio che alla Marina Militare. Pare inoltre che il Demanio dello Stato, “proprietario” della struttura, ne fosse a conoscenza e che sia stata proprio la Marina Militare ad autorizzare l’intervento. Al momento di mandare in stampa il presente articolo diversi interrogativi restano però aperti. Non è ancora chiaro se davvero fosse strettamente necessario un intervento così radicale, né quale dovesse esserne l’estensione complessiva e, infine, non è chiaro quali fossero le ragioni per cui siano stati autorizzati i lavori pur in presenza di una interdizione pronunciata dal Comune.

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