L’ingegnere Di Guardo: “Collegheremo l’edificio a Via Malta demolendo i muri perimetrali e ottenendo, in questo modo, una piazza. L’assessore Valeria Troia: “Vogliamo farne il centro propulsore di un nuovo processo di governance urbana.”
[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 10 marzo 2017
Si è svolto nell’aula Magna dell’Istituto “O.M. Corbino” di Siracusa il primo “cantiere aperto” per la definizione, attraverso un processo di democrazia partecipata, delle attività da svolgere all’interno dell’Urban Center di Siracusa che avrà sede presso la sala Randone in via Malta. L’incontro, organizzato dall’Assessorato Politiche per l’Innovazione del Comune di Siracusa, ha visto una notevole partecipazione da parte di semplici cittadini, innovatori sociali, referenti di associazioni e società civile.
Questo è il primo dei tre cantieri aperti che il Comune di Siracusa sta organizzando per comprendere come l’Urban Center possa diventare nel contesto cittadino il centro propulsore di un nuovo processo di governance urbana”, afferma l’assessore alle politiche scolastiche ed educative, Valeria Troia. “Il secondo incontro si svolgerà venerdì 10 marzo ed avrà come tema le start up e l’impresa mentre il terzo si svolgerà venerdì 17 marzo e sarà incentrato sulla progettazione coinvolgendo i portatori di interessi, come per esempio la facoltà di Architettura e l’ordine degli architetti”.
“Questo incontro serve per condividere idee ed ispirazioni che possono aversi per l’utilizzo della sala Randone”, continua l’assessore. “Attraverso questi incontri Siracusa diventa una città a governance aperta, condividendo con i cittadini la responsabilità delle decisioni che gli amministratori prendono. Sta proprio in questo l’idea alla base dell’innovazione sociale: costruire una società con processi e modelli nuovi per generare una società sostenibile grazie al contributo di cittadini attivi e su cui si deve fare leva per il cambiamento”.
“L’Urban Center nasce nei locali della sala Randone, che era ancora prima una fabbrica Enel”, afferma Pippo Di Guardo, responsabile dell’Ufficio Programmi Complessi del Comune di Siracusa. “Si lavora per piccoli passi. I lavori di ristrutturazione sono stati possibili grazie al recupero di un finanziamento ottenuto partecipando al bando “Piano sostenibile”. Le risorse non sono bastate e si è attinto anche a quelle del bando dei fondi strutturali FESR. L’apertura è prevista per fine marzo, prima decade di aprile. C’è ancora qualcosa da completare, come il verde degli spazi aperti o qualche particolare dei prospetti. Si attendono ulteriori finanziamenti per ultimare il progetto: si vuole collegare l’Urban Center a Via Malta demolendo i muri perimetrali ed ottenendo, in questo modo, una piazza urbana.
La modalità d’uso della struttura sarà flessibile sia per gli spazi sia per le fasce orarie. L’amministrazione controllerà e garantirà il rispetto delle regole. La gestione di partenza sarà di tipo pubblico. Si prevede l’apertura dei fine settimana e dei pomeriggi. L’ufficio dell’innovazione si posizionerà al secondo piano mentre l’ufficio città educative al primo piano palazzina adiacente.
Attualmente si è in fase di montaggio dei mobili. Sono presenti due padiglioni. In un padiglione è stata allocata una sala conferenze di 200 posti con annessa reception e sala riunione, mentre l’altra padiglione sarà utilizzato per le attività delle associazioni. La parte centrale sarà flessibile con pannelli e tavoli che possono essere montati e smontati. La parte perimetrale sarà dedicata alla biblioteca e alle attività della biblioteca. Esistono soppalchi che possono essere utilizzati dalle imprese e dagli start upper. Lo spazio ha un ascensore e, quindi, i soppalchi sono accessibili. E’ previsto un piccolo “baby point” per mamme che allettano Tutto è stato costruito in ottica di open space.
L’incontro è proseguito con l’apertura dei tavoli tematici in cui i partecipanti al cantiere aperto hanno potuto discutere, confrontarsi e presentare delle proposte che sono state consegnate all’Amministrazione. Tutte le idee proposte saranno raccolte e condivise dai partecipanti. Si attendono gli altri due incontri per comprendere meglio se L’Urban Center diventerà sul serio la “Casa della Città”.

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