Enorme fu la notorietà della Fonte Aretusa sin dalla preistoria

Tra la marineria del Mediterraneo. Ricordo di Luigi Mauceri  per la dotta monografia pubblicata a Torino nel 1939

 

La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017

Nel 1996 l’editore Maura Morrone pubblica in ristam­pa anastatica, per i tipi di Flaccavento, una monografia storico-letteraria di Luigi Mauceri, edi­ta nel dicembre 1939 a Torino dalla Tipo­grafia de “La Stam­pa”. Ha ragione Morrone quando in prefazione afferma con orgoglio che fa opera di divulgazio­ne culturale di un testo del quale po­chissimi siracusani conoscono l’esisten­za.

Luigi Mauceri, nato a Siracusa il 27 settembre 1850 e morto a Roma il 18 aprile 1940, è stato uomo di multiforme ingegno: ha coltiva­to una naturale pre­disposizione al sape­re con assidui studi, ed ha lasciato una mole di scritti di lo­devole qualità e quantità. Da “Relazione sulla Necropoli del Fusco”, da “Topografia e tempio di Imera” (Accademia dei Lincei, Roma, 1908) a “Sul risanamento della città di Siracusa” (Torino 1891),  da “Ferrovia Siracusa-Vizzini” (1902) a “Siracusa nel suo avvenire: proposte intorno allo studio del Piano regolatore” (1910), da “Finanziamento delle opere pubbliche del dopoguerra” (Tip. Senato, Roma, 1918) a “Sui problemi di irrigazione e bonifica dell’Agro Siracusano  (1883), solo per citare alcu­ni titoli.

Oggi, emblemati­camente, onoriamo il ricordo di Luigi Mauceri facendo ri­ferimento allo studio sulla Fonte Aretusa, che vide la luce a Torino nel 1939. In apertura Mauceri scrive una dedica illuminante: “Alla memoria di mio fratello Achille che aprendo per pri­mo i pozzi artesiani sulla falda acquifera dell’Aretusa, si rese benemerito della agricoltura siracu­sana”. La monogra­fia inizia con dotte e appro­fondite notazioni storiche a partire dal 1000 a.C. quan­do gli “arditi navi­gatori egei e proto­greci si spingevano sulle spiagge del mar Jonio dove­vano sentire forte predilezione per quei luoghi abitati da tribù sicule”. Le quali, dedican­dosi alla coltivazio­ne dei campi e alla pastorizia, trovava­no possibilità di vita vicino alle fonti di Ortigia, Calarini, Milichia e Ciane. Enorme divenne pertanto la notorie­tà di Ortigia e della Fonte Aretusa tra la marineria del Mediterraneo sin dalla preistoria, ancor prima dell’arrivo dei greci colonizzatori.

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