L’ex assessore ai LL.PP. di Floridia, Claudia Faraci: “La gestione è affidata alla Chiesa del Carmine”, “Per l’area circostante c’è un progetto che prevede anche un parco didattico, bisogna trovare il finanziamento”. L’ing. Di Guardo: “Sotto c’è molta acqua”
La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017
Dopo l’inaugurazione in pompa magna, sulla chiesa del Giardinello di Floridia sembrano essersi spenti i riflettori. Per sapere come stanno le cose, abbiamo intervistato l’ex assessore ai lavori pubblici, Claudia Faraci, e l’ingegnere Antonino Di Guardo.
Ingegnere Faraci, mi consta che relativamente alla chiesa del Giardinello è stata presentata una denuncia, sia in seno al Consiglio Comunale che in Procura, per materiale di risulta seppellito in loco durante i lavori di restauro.
E’ vero, ma il magistrato ha accolto la richiesta di archiviazione, perché i materiali residui depositati risalgono agli anni ’70 e sono materiali inerti, resti delle demolizioni delle case del centro storico di Floridia. All’epoca, pur essendo il parco proprietà privata ma aperto, la maggior parte delle imprese che lavoravano nei dintorni, demolendo e ricostruendo, hanno riposizionato nell’area mattoni di tufo.
Oggi la chiesa e il parco antistante sono fruibili?
Ad oggi lo sono, anche se in misura limitata, perché è stata approvata una convenzione con la curia per la gestione della chiesa, che resta proprietà del comune, pur se affidata come rettorato alla chiesa del Carmine, che si sta attivando per l’apertura dell’area almeno nel fine settimana. Inoltre gruppi turistici che volessero effettuare una visita possono richiederne l’apertura al comune o al parroco della chiesa del Carmine. Dalla primavera l’apertura dell’area dovrebbe trovare una regolamentazione definitiva con orari stabiliti, per cui sarà visitabile senza doverne fare richiesta.
La chiesa è consacrata?
Si, ma lo era anche prima dei lavori di restauro. Anche quando il sito non era agibile, comunque si svolgeva la processione che si concludeva con la messa celebrata nell’area antistante la chiesa. E l’aver perpetuato questo rito ha consentito che il luogo rimanesse consacrato.
Per quanto riguarda invece il parco del Giardinello, quali sono le prospettive di riqualificazione?
Da una decina di anni l’area, come già detto, è di proprietà del comune, e l’obiettivo dell’attuale amministrazione è stato quello di progettare un parco, anche per poter accedere a finanziamenti europei, al fine di trasformarlo in zona fruibile ai cittadini. L’Urban Center di Floridia (di cui la Faraci è una delle promotrici) si è occupato anche di questo con diversi progetti e con un concorso nazionale per giovani architetti e ingegneri per proposte di destinazione del parco. Il vincitore ha ricevuto un premio in denaro e il progetto è stato acquisito dal comune di Floridia, in attesa di un finanziamento per poterlo realizzare.
Cosa prevede il progetto?
Innanzitutto la salvaguardia totale delle caratteristiche naturalistiche e ambientali per evitare di deturpare, come spesso accade dalle nostre parti, l’area. Si vuole recuperare l’essenza del parco e delle acque sottostanti, perché la chiesa sorge su una vecchia sorgente e non è la sola. Queste sorgenti camminano sotto tutta l’area e affiorano formando delle polle. E’ per questo motivo che si è pensato di farne un parco didattico per far conoscere ai giovani le caratteristiche idrogeologiche del territorio e i fenomeni ad esse connessi. L’area sarà riqualificata anche con dei percorsi per passeggiare e correre. Essa, inoltre, sarà salvaguardata con muri a secco, eretti utilizzando materiali naturali.
E’ vero che sono state avanzate richieste per utilizzare questo spazio anche per produzione agricola biologica?
C’è stato un bando del ministero, accolto da più partners, per costituire dei laboratori temporanei (tre mesi) in diverse zone della provincia e tra queste c’è anche Floridia. Da qui l’idea di organizzare degli orti didattici nell’area del Giardinello, riservandone una parte non ad agricoltura biologica ma alla permacoltura, sempre a scopo didattico, come modello che potrebbe anche essere ampliato.
Per concludere, la chiesa e il suo parco sono un bene recuperato o ancora da recuperare?
E’ sicuramente un bene ritrovato, che necessita però di particolari cure e attenzioni, perché l’area è vasta e ha una potenzialità enorme, sia dal punto di vista archeologico che idrogeologico. E queste caratteristiche la rendono importante, ma aprono anche una sfida da affrontare. Per questo sono necessarie risorse di spessore per poter valorizzare al meglio il sito. L’aspetto molto positivo è costituito dal fatto che la chiesa è già “in vita” e quindi fa da traino a ciò che è in fieri.
Per conoscere meglio l’area abbiamo chiesto all’ingegner Di Guardo, che sta seguendo i lavori ed è un esperto conoscitore del sistema idrogeologico del siracusano, qual è la struttura idrogeologica del terreno su cui sorge la chiesa del Giardinello. “Nel versante sud del territorio di Floridia – ci spiega – c’è un corso d’acqua, il torrente Cifalino, che in particolari condizioni meteorologiche presenta notevoli volumi d’acqua. La stratificazione del territorio circostante è costituita da un primo strato permeabile calcarenitico, variabile dai 5 ai 10 metri di profondità, a cui segue un secondo strato argilloso impermeabile. Ciò comporta che l’acqua del torrente adiacente filtri nello strato permeabile e si blocchi al livello dello strato argilloso. E quindi diventa un consistente serbatoio di acqua fruibile per svariati usi (un tempo era addirittura potabile). In particolare per i progetti che sono in cantiere. In verità lo sfruttamento di questa ricchezza risale probabilmente già agli arabi che, costruendo una serie di cunicoli sotterranei in cui far scorrere le acque, avevano sfruttato le potenzialità del territorio in base ad elementari leggi della fisica”.

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