Novelli Indiana Jones, esplorando i sotterranei dei Cappuccini…

In “Lo scoglio dei due fratelli” di Nino Micalizio una vicenda di amore e morte dell’anno di grazia 1725

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

“… nelle balze che formano argine contro il mare, vi sono le grotte della Supressata, la grotta del Cannone e li due frati o siano fratelli, li quali sono due scogli alti qualche due trabucchi sopra il mare, distanti pochi passi l’uno dall’altro e qualche passi 40 dalla riviera…” (Castellalfero, 1714).

Spesso l’editoria cosiddetta locale o la soluzione dell’autopubblicazione offrono ai lettori sorprese davvero insolite: non sempre gli editori nostrani sono stampatori a pagamento e chi sceglie di proporsi personalmente al pubblico non sempre è un narcisista senza talento.

Mi sono imbattuta, grazie a un’amica, nel libro di Nino Micalizio “Lo scoglio dei due fratelli”, pubblicato nella collana “Leggende di Siracusa” e disponibile in rete su lulu.com e in edicole e librerie fiduciarie; non mi aspettavo una lettura piacevole, una scrittura accattivante e lo stimolo a saperne di più su un sito che tutti i siracusani sono convinti di conoscere e che a parte la sua bellezza paesaggistica potrebbe nascondere un mito una leggenda una storia simili a quella immaginata dall’autore: lo scoglio dei due fratelli o dei du’ frati.

Come nel romanzo di Andrea Camilleri “La mossa del cavallo”, la chiave del mistero è nascosta infatti nell’ambiguità linguistica del toponimo: zio e nipote, novelli Indiana Jones aretusei alle prese con l’esplorazione dei sotterranei del convento dei Cappuccini di Siracusa e delle grotte che si aprono sul lungomare oltre il complesso conventuale, dovranno decifrare le carte rinvenute in un baule, scoprirne mittenti e destinatari e ricostruire una vicenda di amore e morte dell’anno di grazia 1725.

Avremmo desiderato uno sviluppo maggiore della vicenda, comunque intrecciata in modo abbastanza coerente con le vicende storiche coeve, ma il libro si lascia leggere grazie ad una trama ben congegnata e ad un ritmo vivace.

Vi lasciamo con le parole dell’autore: “Oltre alla storia vera e propria, quella che abbiamo imparato sui libri di storia e costituisce l’ufficialità dei secoli remoti, esistono a Siracusa una buona dozzina di leggendari eventi tramandati a voce da una generazione all’altra, esasperati spesso dall’inventiva delle nonne che, si sa, hanno sempre avuto quell’irrefrenabile passione di ammaliare con i loro paurosi racconti frotte di bambini seduti in circolo nei cortili profumati dal gelsomino in fiore”.

 

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