Idea originale. Ad Augusta ogni cestino pubblico una storia

Francesco Giordano: “Potremmo premiare il racconto più bello, è una iniziativa civica che invoglia alla scrittura e può diventare anche altro nel futuro”

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Ah, quante ne ho viste io! Se sapessero Lor Signori quanta profonda saggezza si nasconde in me… nobile cestino posto di fronte una banca”, inizia così un racconto scritto da Daniela Giordano, ed affidato al suo cestino preferito, una fiaba della buonanotte o, meglio, un racconto per il buon risveglio del senso civico un po’ assopito.

Non ci vuole molto in fondo a realizzare un’iniziativa interessante, bastano un cestino per le cartacce, una busta di plastica, un palo da cartello stradale mezzo arrugginito, un po’ di fil di ferro, poi serve anche tanta creatività e tanta sensibilità, due doti che non si trovano al mercato un tanto al chilo, anzi sono merce sempre più rara.

Nasce con questi ingredienti una brillante iniziativa immaginata e realizzata da Francesco Giordano, giovane ingegnere augustano che vive da anni a Torino, dove lavora come ricercatore presso il Politecnico, da sempre interessato alle problematiche di natura ambientale e culturale che affliggono da decenni la nostra città, e che si sintetizza nei due hashtag #regalaunastoriaauncestino e #diamounnomeauncestino a voler testimoniare l’origine social dell’idea.

È un modo nuovo ed insolito per affrontare con brio e delicatezza uno di quei problemi di natura ambientale che soffocano la città, ma anche un gesto dal rilevante valore simbolico, con cui le nuove generazioni vogliono dire la loro. “Regalare una storia a un cestino – spiega Francesco Giordano – vuol dire personalizzare i cestini di Augusta e fare in modo che ci si affezioni un po’ a loro, ponendo l’attenzione su questo strumento così utile per la cittadinanza e mettendo anche in evidenza la necessità che in giro ci siano più cestini. Tutto senza fare polemiche, ma con leggerezza su un problema che la città comunque avverte”.

Com’è nata questa idea?

“L’idea è venuta proprio perché mancava un cestino cui ero affezionato. Era collocato vicino casa mia e lo trovavo particolarmente utile. Mi ripetevo che un giorno lo avrei comprato e sostituito, da li è venuta fuori l’idea di dare un nome al cestino e raccontare una storia che lo riguardasse, poi con lo stimolo della “Libreria letteraria” di Augusta è nata l’idea di diffondere l’iniziativa e lanciare l’hastag”.

Come si partecipa?

“È tutto molto semplice, si scrive una storia, anche in maniera anonima, si inseriscono gli hashtag e la si stampa. Quindi si può plastificare lo scritto presso una tipografia di Augusta che sostiene l’iniziativa e si colloca la storia sopra un cestino esistente o dove questo manca. La fase successiva è quella di fotografare il cestino e postare le immagini sul facebook riportando gli hashtag. È una iniziativa civica, ma è anche un modo per invogliare alla scrittura e può diventare anche altro nel futuro”.

Quante storie per quanti cestini sono già state “pubblicate”?

“I cestini con una storia sono tre e già tante altre storie sono state scritte e devono ancora essere posizionate. Nelle prossime settimane, altri cestini avranno la loro storia. Questa iniziativa ne può stimolare tante altre, potremmo premiare l’autore della storia più bella o lanciare dei giochi, potremmo anche espanderci in altre città”.

In attesa di dedicare la vostra storia al vostro cestino preferito, potete gustare un simpatico tutorial postato sulla propria pagina personale di facebook, in cui il proponente racconta, con lo spirito che lo contraddistingue, come aderire all’iniziativa, accettandone gli spassosi e utili suggerimenti, perché sì… un po’ di tempo per la “munnizza” possiamo anche trovarlo.

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