Sono stati i cittadini a bloccare il trasferimento del polverino Ilva

Decisivo anche l’intervento della Regione. Speriamo sia l’inizio di un rinnovato interventismo delle istituzioni sul problema ambientale 

 

La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016

Come è noto, il polverino dell’Ilva da diversi mesi veniva trasferito da Taranto alla discarica Cismadi Melilli prima con carichi sbarcati nel porto di Augusta, poi con operazioni notturne nel porto di Catania. Questa singolare circostanza aveva allarmato ulteriormente la popolazione augustana che, già preoccupata per il carico oggettivamente dannoso che aggravava l’inquinamento del territorio, si era insospettita per le nuove modalità di trasporto che non facevano presagire nulla di positivo sulla reale natura di tale carico, tanto che giorni fa un nutrito gruppo di cittadini augustani ed ambientalisti aveva istituito, in segno di protesta, un presidio nel porto di Catania ostacolando l’uscita dei camion e ponendo semplici e risolutive domande alle autorità competenti, avanzando dubbi sulla eccezionalità e sulla provvisorietà dell’operazione posto che, secondo gli ambientalisti, sarebbero state circa 32.000 le tonnellate di polverino smaltite nella discarica siciliana.

Precedentemente anche l’amministrazione e alcuni parlamentari avevano protestato presso il ministero dell’Ambiente per chiedere la fine dei trasferimenti e lo smaltimento del polverino presso la regione dove era prodotto. Ieri l’altro, finalmente, il Ministro Galletti ha emesso il seguente comunicato: “Il ‘polverino’ proveniente dall’Ilva non sarà più diretto alla discarica di Melilli” aggiungendo: “La decisione dei commissari dell’azienda è pienamente coerente con quanto detto da tempo, e cioè che il trasferimento al centro Cisma Ambiente, tra Melilli e Augusta, dei rifiuti industriali non pericolosi provenienti dallo stabilimento tarantino sarebbe stata solo una soluzione temporanea, comunque avvenuta in piena sicurezza e trasparenza”.

Anche la commissione legislativa Territorio e Ambiente della Regione siciliana sollecitata dai parlamentari siracusani, aveva approvato una risoluzione in cui si chiedevano informazioni e si indicava nella costituzione di un organismo formato da Arpa, Asp, Autorità Portuale, Ente locale l’organismo di vigilanza, coordinamento e di informazione necessario a garantire controlli e tempi dell’operazione. Appena una settimana fa, in Commissione fu richiesta l’immediata attuazione della risoluzione  e venne sollecitata l’Amministrazione Regionale .ad interloquire per il caso con il Ministero dell’Ambiente al fine di porvi termine.

La mobilitazione svolta mei giorni scorsi e l’intervento regionale hanno posto fine alla vicenda, il che fa ben sperare che la vigilanza delle popolazioni e degli enti locali sul tema dell’inquinamento, se ben coordinata, possa produrre risultati: dopo tante proteste, finalmente un risultato che viene incontro alle richieste dei cittadini. Speriamo sia l’inizio di un rinnovato interventismo delle istituzioni sul problema ambientale che inverta la pesante situazione della nostra e che dia riscontro alle proteste e alle preoccupazioni delle popolazioni dopo tanti anni di inerzia.

Vinta questa battaglia, restano le problematiche aperte sulla qualità dell’acqua, dell’aria e sulla bonifica del nostro porto.

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