Lo sciopero all’IAS, la Regione e i fenicotteri rosa

A 25 anni dall’ultimo sciopero, i lavoratori nell’impianto di depurazione dei reflui incrociano le braccia. Il mancato rinnovo della convenzione e le voci di privatizzazione dell’impianto fanno tenere la perdita del posto di lavoro

 

La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016

Grande lezione di vita e dignità. I lavoratori Ias, in agitazione da mesi,  sono giunti al gesto estremo dello sciopero, l’ultimo risale a 25 anni fa, a causa del perdurante gioco di potere tra la politica regionale e gli interessi industriali.

Perché l’agitazione? Non è solo paura di perdere il posto di lavoro, non è solo  per avere maggiori certezze sul futura;  è difendere l’esistenza stessa di un impianto, che da solo rappresenta l’unico futuro possibile di tutta l’area  petrolchimica del siracusano. Perché di questo si tratta. Ma la politica e la società civile sembrano più che sorde. Oggi più che mai infatti lo scollamento dalla realtà sociale e civile da parte della politica ha raggiunto il massimo.

Benchè abbiano fatto la loro passerella davanti alla IAS, alla fine a dire dei lavoratori, questi politici siracusani giocano un ruolo assolutamente insignificante rispetto ai giochi politico-economici dell’isola.  Ma la società civile è consapevole del ruolo di questo impianto? Come è stato possibile che prima della creazione dell’IAS,  i reflui industriali e civili venissero gettati tal quale nella baia di Augusta? Si sono avuti trent’anni di sventurata e cieca industrializzazione seguita dal peggiore disprezzo ambientale. Sotto gli occhi di tutti si consumò, così come a Porto Marghera, a Gela o a Taranto, forse uno dei peggiori disastri ambientali del XX° secolo. Poi nacque IAS, un impianto in grado di rendere nuovamente accettabili le condizioni ambientali dei nostri litorali.

Perché la regione non sta rinnovando la convenzione scaduta a maggio? Senza la convenzione le banche non possono erogare i finanziamenti indispensabili al rinnovamento del sistema. Ergo ? Per mancanza di capacità economica, dato che ne hanno posto in essere le condizioni, pare vi sia la ferma intenzione di cedere ai soci privati la gestione dell’impianto. In tal modo verrà meno il controllo severissimo che gli enti pubblici eseguono costantemente, ad esempio in mare. Il costante danno creato dall’industria, con le incontrollate emissioni odorifere in atmosfera, vorrebbero magari estenderlo al mare.

Intanto le segreterie provinciali dei Sindacati congiuntamente, hanno formulato la loro strategia rivendicativa. Il loro estremo senso di responsabilità ha finora evitato di giungere a forme di lotta estreme ma, in considerazione del silenzio della controparte, i lavoratori sono fortemente orientati a una chiusura dell’impianto con la conseguente sospensione di ogni attività industriale del territorio

La natura nel frattempo vive nostro malgrado. 130 pulcini di fenicotteri rosa, nati quest’estate, dimostrano l’enorme importanza di IAS per il territorio. Di questo a Palermo dovrebbero, eccome, tenerne conto.

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