Nardi (Fp Cgil): “Fino a novembre rimarrà così. Unico spiraglio un intervento straordinario”. “Il territorio e i lavoratori che operano nell’ente sono stati abbandonati al loro destino”
La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016
Sono ancora sospesi in una sorta di limbo i dipendenti della ex Provincia regionale di Siracusa e i lavoratori della società partecipata in house Siracusa Risorse senza, al momento, nessuna prospettiva di un’immediata soluzione. Una situazione già di per sé drammatica resa ancora più preoccupante, come denuncia Franco Nardi, segretario generale provinciale della FP Cgil di Siracusa, dall’assordante silenzio della politica su un problema creato dalla politica stessa. Nonostante i diversi incontri fra le organizzazioni sindacali e il commissario Giovanni Arnone intercorsi nell’ultimo mese per tentare di uscire da questa situazione di empasse, poco o nulla è cambiato nell’ente di via Malta.
“Il commissario Arnone – spiega Franco Nardi – ha avuto il mandato dal governatore Crocetta per cercare di salvaguardare l’ente dal dissesto finanziario e traghettarlo verso la nuova amministrazione politica che nascerà dopo le elezioni del libero consorzio, già previste a livello regionale, che dovrebbero aver luogo verso il 20 novembre prossimo. Il nuovo commissario avrebbe dovuto dare una spinta e un rilancio all’ente ma, ad oggi, la situazione sembra essere più grave di quella lasciata dal precedente commissario Lutri.”
L’emergenza è ovviamente quella finanziaria. I dipendenti della ex provincia non ricevono lo stipendio da giugno, mentre gli emolumenti dei dipendenti della società partecipata sono fermi ad aprile. Gli interventi organizzativi annunciati dal commissario per arginare il dissesto finanziario, quali la diminuzione delle posizioni dirigenziali per ridurre i costi del personale, la razionalizzazione degli affitti e dei canoni per quanto riguarda la gestione degli immobili e l’alienazione di alcuni beni, sono indubbiamente delle misure che potrebbero aiutare le casse dell’ente nel medio-lungo termine, ma non costituiscono la soluzione immediata per l’attuale situazione emergenziale.
“Il problema dei fondi – continua il segretario generale della FP Cgil – è dovuto essenzialmente al trasferimento di risorse. Da un punto di vista strutturale, il problema è da imputare al danno creato dal governo nazionale alle ex provincie regionali con il prelievo forzoso. Negli ultimi due anni si sono invertiti i rapporti di fiscalità: se prima era lo Stato a finanziare le province, sono oggi le province siciliane a finanziare lo Stato. Il governo nazionale ha volutamente tagliato 180 milioni di euro complessivamente alla Sicilia, di cui 20 milioni alla provincia di Siracusa, risorse che servono ai bilanci degli enti per garantire stipendi e servizi.”
Servizi non indifferenti, perché riguardano la sicurezza negli istituti di istruzione secondaria superiore, che versano in condizioni di degrado allarmante; i servizi sociali, per i quali la copertura finanziaria è solo di qualche mese; i servizi per i portatori di handicap, che per anni hanno beneficiato del sostegno delle province; i contributi dati alle cooperative che si occupano dell’assistenza agli alunni diversamente abili; la vigilanza del territorio e la manutenzione delle riserve, ormai abbandonate a se stesse non per inadempienza da parte dei lavoratori ma perché mancano addirittura i soldi per la benzina.
“Stiamo parlando di un sistema – prosegue Nardi – che è in profonda crisi e in completo stato di abbandono. Dato che il governo nazionale e la Regione hanno negato quelle risorse che erano finalizzate alla sopravvivenza delle ex province, per uscire da questa situazione emergenziale occorrerebbe un finanziamento straordinario. Questo comporterebbe un impegno particolare da parte della deputazione regionale e nazionale del nostro territorio per garantire quelle risorse indispensabili, anche attraverso un finanziamento nazionale, per arrivare almeno a chiusura d’anno. Impegno che ad oggi, al di là delle tante denunce, delle tante chiacchiere fatte, non sembra aver portato ad alcun risultato. Anzi, la situazione è preoccupante perché attorno a questo problema c’è il silenzio assoluto della nostra deputazione regionale e nazionale, non c’è nessuna posizione ufficiale. Questo fa pensare che il territorio e i lavoratori che operano nelle ex province siano stati abbandonati al loro destino in attesa del passaggio alla nuova realtà amministrativa.”
Sembra quindi che la politica sia in attesa di passare la patata bollente alla nuova realtà amministrativa che dovrebbe nascere fra un mese, senza però curarsi del dramma che centinaia di famiglie stanno vivendo da tempo. E la realtà di Siracusa, come quella di Enna, Caltanissetta ed Agrigento è ancora più grave perché, oltre alla situazione strutturale di riorganizzazione dovuta allo scioglimento di un ente senza avere ben chiaro e definito un progetto alternativo, è vessata da una situazione debitoria costruita negli anni. Un ulteriore fardello che pesa sulla normale attività amministrativa e gestionale dal momento che qualsiasi tipo di trasferimento viene bloccato nelle casse della banca che garantisce le risorse all’ente per pagare i mutui accesi dall’ex provincia.
“Al momento – conclude il segretario generale provinciale della FP Cgil – non ci sono spiragli di soluzione e fino a novembre rimarrà tutto così. Gli unici spiragli sono legati ad un intervento straordinario della regione siciliana ed un auspicio che la legge di stabilità regionale possa individuare delle somme per le ex province in difficoltà. Si è chiesto un contributo straordinario e so che si sta lavorando su questo, ma le promesse della politica ormai non ci fanno sperare più di tanto, almeno fino a quando non vedremo e toccheremo con mano gli interventi reali e non solo promessi. Quello che è certo è che a partire dai prossimi giorni saranno attivate una serie di azioni da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali perché la situazione è veramente intollerabile.”

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