Sostanze puzzolenti, persino strumenti comprati e non attivati

Mancando la normativa, l’Arpa non può sanzionare le aziende. Di tumori si muore ma per l’ASP non c’è pericolo. La voce dei comitati e la politica si muove

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

La questione delle sostanze odorigene non può mai essere risolta senza la collaborazione fattiva delle imprese che, spesso, sfruttano, la loro posizione di datori di lavoro per “ricattare” la popolazione e per portare avanti i propri interessi. Ma le imprese del petrolchimico non producono biscottini bensì hanno a che fare con sostanze chimiche e, quindi, le decisioni devono essere prese dalla collettività, nell’interesse di tutti.

Iter per normare le sostanze odorigene – Il problema delle sostanze odorigene è che non sono normate, cioè i limiti non sono riportati in nessuna legge, in quanto sono sostanze che riguardano principalmente le aree industriali e delle quali non si ha una storia, una casistica, e non sono chiare le correlazioni sanitarie, anche se già, tenendo conto dell’esperienza di zone come quelle di Siracusa, Milazzo ed altre ancora, potrebbe essere possibile definire una normativa. E’ compito dell’Assemblea Regionale fare una proposta di legge, tenendo conto delle indicazioni che possono provenire dai tecnici, dagli esperti che hanno monitorato questo tipo di inquinamento.

Tentativi di elaborare una norma sono stati fatti nel passato. L’ex Ufficio Speciale per le aree a elevato rischio di crisi ambientale della Regione, diretto da Antonino Cuspulici, aveva emesso un decreto che sanzionava la “molestia olfattiva”. Le aziende petrolchimiche si opposero al provvedimento e il decreto, forse per interessi trasversali, fu ritirato. La Commissione Ambiente dell’ARS, allora presieduta da Giampiero Trizzino, aveva avviato una attività di comprensione del fenomeno coinvolgendo anche la biologa Mara Nicotra. A che punto sono gli studi e gli approfondimenti fatti in questi anni? Cosa manca? Cosa si attende? Quando avremo un vero e proprio piano regionale della qualità dell’aria (non copiato, ovviamente da altre regioni)?

ARPA Siracusa – L’ARPA Siracusa ha sempre lamentato la mancanza di fondi, personale ed attrezzature idonee. Ha lamentato che manca la normativa e non può sanzionare. Proprio in questi giorni ha provveduto ad inviare il rapporto annuale sulla qualità dell’aria relativo al 2015 (con aggiunta i primi dati del 2016) al Ministero della Salute chiedendo un coinvolgimento maggiore da parte di questo ente. L’ARPA è preoccupata. Forse, negli anni, avrebbe dovuto prendere una posizione più netta, sia richiedendo a forza finanziamenti per migliorare la propria struttura sia per richiamare l’attenzione di tutti sulla pericolosità di queste sostanze, mostrando e divulgando diffusamente i dati raccolti. ARPA Sicilia ha comprato nel 2016 strumentazione per un costo di 1,5 milioni di euro per i tre SIN (Priolo, Milazzo e Gela) ma ancora questa strumentazione non è attivata e funzionante, perché a quanto pare manca dell’acquisto di una bombola. Da tre mesi sono fermi per questo.

ASP Siracusa – L’ASP è stata negli anni assente alla discussione. Sarebbe stato compito di questo ente, come richiesto nei diversi protocolli prefettizi, occuparsi dell’incidenza delle sostanze non normate sulla salute dei cittadini. Ma è stata pressoché latitante. Gli studi epidemiologici effettuati non hanno evidenziato, secondo l’ASP, nessuna anomalia mentre è noto che la percentuale di morte per cancro nella nostra provincia è tre volte maggiore rispetto al resto di Italia. L’ASP di Siracusa dovrebbe battere un colpo e il coinvolgimento diretto del Ministero della Salute da parte di ARPA Siracusa dimostra che l’ASP Siracusa non è più un interlocutore affidabile.

Cittadini di Siracusa – La popolazione siracusana e, in generale, del quadrilatero Melilli, Augusta, Priolo e Siracusa, è ovviamente allarmata. Sono diversi i comitati spontanei che sono nati in questi anni, che hanno protestato e sono giunti a presentare esposti alla procura. Basta ascoltare i cittadini o leggere sui social ed è chiaro quale sia l’umore su questi argomenti. Padre Palmiro Prisutto si batte da anni e con lui tanti altri. E’ vero, molti cittadini si limitano a lamentare nei social, sarebbe necessaria una maggiore partecipazione della cittadinanza, fare massa critica, far sentire che la città ha a cuore il problema ed esigere ulteriori sforzi, ulteriori strategie per il cambiamento. Ma non bisogna meravigliarsi. I siracusani sono, in generale, moderati per natura, guardano il proprio e si muovono nella direzione del più forte. I danni spesso ce li causiamo da soli.

Politica locale – L’amministrazione comunale, in questi anni, ha fatto sentire la propria voce sia richiedendo di partecipare ai tavoli AIA, sia presentando diversi esposti alla Procura della Repubblica, sia incaricando un esperto alla risoluzione del problema. Anche l’opposizione ha fatto la sua parte soprattutto nel denunciare il malfunzionamento delle centraline e, come nel caso di quella di via Bixio, la dismissione. Sarebbe opportuno comprendere che sulla salute dei siracusani non si scherza e non c’è niente su cui, politicamente, litigare. Ogni buona idea deve essere benvenuta da qualunque parte provenga.

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