La kermesse culturale si è conclusa con un corteo spontaneo al pregevole edificio perennemente in restauro. L’ideatore Paolo Coccheri: “La città ne ha un bisogno vitale, come di scuole e ospedali”
La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016
Settembre 2016 a Siracusa è stato attraversato dal vento allegro dell’Ortigia Sun Festival, una festa dedicata al teatro e alla magia di Ortigia, ideata da Paolo Coccheri. Il festival è stato dedicato e ispirato alla figura di uno dei maestri del teatro italiano, Orazio Costa, che nel suo testamento culturale dichiara che l’intento del teatro è innanzitutto quello di svelare il mistero umano: “Tesi alla rivelazione di ciò che l’uomo è: angelo della parola, acrobata dello spirito, danzatore della psiche, messaggero di Dio e nunzio a se stesso e all’universo d’un se stesso miglioreˮ. Costa è figura ispiratrice del cammino svolto in una vita da Paolo Coccheri, come pure l’incontro con Giorgio La Pira, allora sindaco della città natale di Paolo, Firenze.
La prima edizione della manifestazione si è svolta nei luoghi più suggestivi e poetici dell’isola di Ortigia dal 6 al 27 Settembre: i cortili della Graziella hanno accolto laboratori musicali pomeridiani curati da Michele La Paglia ed eventi musicali e teatrali serali con artisti di strada e non tra cui ricordiamo Claudio Morici, Dario Chillemi, Giulio Valentini, Gianna Parisi, la Giudecca con un info point dove si è svolta la festa conclusiva e da cui è partito il Flash Mob silenzioso verso il Teatro Comunale, la storica libreria La Casa del Libro di Rosario Mascali che ha ospitato le conversazioni sul teatro e dintorni sempre presenziate da Paolo Coccheri e tra queste ricordiamo “Alla sorgente del mito” con Giuseppina Norcia e Sebastiano Amato, Omaggio all’Opera dei Pupi di Siracusa con i fratelli Mauceri, “Il Mahabharata di Peter Brook” con Carola Benedetto e Luciana Cilento, l’Omaggio a Salvo Randone con Emanuele Giliberti e “Vittorini e il Teatro Greco di Siracusa” con Michele dell’Utri. Infine due laboratori teatrali sono stati ospitati presso l’ex Studio Di Giovanni in via Nizza 28, uno condotto da Francesco Gigliotti, maestro di teatro delle maschere e dedicato a Siracusa, uno condotto da Paolo Coccheri dedicato al testo di Elio Vittorini “Il Garofano Rosso”. I due laboratori si sono conclusi con delle performance aperte al pubblico.
Il festival si è chiuso con un corteo spontaneo di cittadini che si è portato davanti al Teatro comunale dove alcuni partecipanti hanno esortato i presenti a prendere una concreta posizione affinché il teatro di tutta la comunità urbana venga restituito a tutti, dopo questa surreale attesa durata oltre 50 anni, poiché come ha detto Paolo Coccheri “un teatro storico e vivo, con una costante e seria programmazione teatrale, musicale e di danze, rappresenta un’occasione preziosa per tutti i cittadini di crescita civile, sociale, culturale. Ed è un loro diritto alla stregua di una biblioteca comunale, una scuola comunale o un ospedale cittadino”.
Paolo ha infatti aperto il Festival con una Dichiarazione d’Amore a Ortigia, poiché infatti questo suo ritorno dopo 26 anni ad occuparsi di teatro è stato un atto d’amore verso Ortigia e i suoi abitanti. Attore del teatro di parola, allievo di Orazio Costa e ideatore di diversi festival e corsi di perfezionamento nazionali ed internazionali, nel 1978 incontra la storia di Giorgio La Pira e la sua messa di San Procolo. Li incontra delle “storie” che non avrebbe mai immaginato, abituato alle feroci lotte dei teatranti, per aggiudicarsi il primo camerino, il saluto all’ultimo, alla fine dello spettacolo o per la dimensione del nome su manifesto.
Alla messa di San Procolo, come voleva La Pira, c’era l’ascolto di tante dolorose situazioni che scossero Paolo e lo portarono, dopo 10 anni di frequentazione, ad iniziare il giorno del suo compleanno, il 3 Maggio del 1988, a distribuire e condividere la colazione con i senza tetto.
Inizia cosi per Paolo un lungo cammino che lo porta a lasciare la sua vita di uomo di teatro. Il 27 Ottobre del 1993 fonda la prima Ronda della carità e della Solidarietà a Firenze, come un’associazione di volontariato onlus, libera, laica, aconfessionale ed apartitica. Oggi Le Ronde sono presenti in 84 città, 76 in Italia dal Brennero a Ragusa e anche a Siracusa, 6 in Europa e 2 in Africa, composte da volontari che sostengono nelle necessità primarie i senzatetto, i clandestini e tutti i marginalizzati dalla società contemporanea. Paolo ha inoltre dato vita a numerose Imprese Umanitarie: gli angeli della città, i volontari di strada, le colazioni di solidarietà, i cacciatori di briciole e il pronto intervento speranza.

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