In attesa del nuovo regolamento, l’ASP di Siracusa ferma la collaborazione con quattro associazioni “storiche”. Da settimane i malati terminali e le loro famiglie sono privi di tante iniziative di semplice familiarità che alleviano le sofferenze della fine vita
La Civetta di Minerva, 22 luglio 2016
A partire dal 30 giugno, l’Asp di Siracusa ha interrotto la collaborazione con quattro associazioni di volontariato del territorio per la sopraggiunta scadenza dei relativi protocolli d’intesa: si tratta delle onlus “C.I.A.O.”, “MareLuce”, “Oltre” e dell’Associazione “Amici dell’Hospice di Siracusa”. Un atto propedeutico alla predisposizione di un nuovo e aggiornato regolamento per disciplinare i rapporti tra l’azienda sanitaria e le realtà associative no profit del territorio, che tenga conto degli obiettivi comuni e delle esigenze della cittadinanza e, nello stesso tempo, valorizzi il volontariato e il suo ruolo sempre più attivo e integrato nelle attività sanitarie istituzionali.
Il no profit in Sicilia e l’impegno dei volontari nel settore medico-sanitario
Che il Terzo Settore, oggi, in Italia, sia la locomotiva del welfare nostrano, è ormai un fatto conclamato. Lo dimostrano i numeri: solo in Sicilia, per esempio, esistono 2.200 realtà sparse per l’isola, all’interno delle quali operano 131.837 soci, 23.054 soci volontari e quasi duemila giovani del servizio civile (i dati sono stati raccolti, tra il 2014 e il 2015, dai Centri di Servizi per il Volontariato). Molte sono attive nell’ambito medico–sanitario, impegnate ad alleviare solitudini e disagio, a dare conforto, a colmare vuoti assistenziali e carenze generali, a riportare nelle corsie ospedaliere un afflato umano spesso latitante. Numerose – va ricordato – si occupano dei pazienti affetti da malattie inguaribili e terminali, nell’ambito della Rete delle cure palliative (istituita e promossa dalla Legge 38 del 2010) e, quindi, all’interno degli Hospice dove i volontari, adeguatamente formati, coadiuvano i medici e gli operatori sanitari nel comune impegno di alleviare dolore, sofferenza fisica e malessere psicologico dei pazienti nel fine vita e dei loro familiari.
Volontariato e cure palliative: dal 2012 gli “Amici dell’Hospice” sono accanto ai pazienti dell’Hospice Kairós di Siracusa.
A Siracusa, è l’Associazione “Amici dell’Hospice” a coordinare i volontari attivi all’interno dell’Unità Operativa “Hospice e Cure palliative” dell’Ospedale Rizza. Ma, dopo la recente comunicazione dell’Asp e nel pieno rispetto delle disposizioni a essa conseguenti, i volontari devono necessariamente sospendere le proprie attività all’interno del reparto. Per la prima volta dal 2012, anno in cui l’Associazione è stata fondata ed è iniziato l’impegno all’interno dell’Hospice Kairós di Siracusa, i volontari si fermano.
Si ferma l’Anesis, la speciale merenda del martedì e del venerdì, preparata dai volontari e condivisa con i pazienti, i loro familiari e gli operatori del reparto; si fermano le parrucchiere e l’estetista del progetto Ninfee – che consentono alle pazienti di soddisfare il bisogno intimo di curare l’aspetto nonostante i segni della malattia; si interrompe Yakinthos, il laboratorio di pittura che ha visto nascere piccole e grandi opere d’arte e che, tingendo di tanti colori il tempo intimo della malattia, ha impresso indelebilmente nelle tele sensazioni e ricordi di quanti non ci sono più. Viene meno, soprattutto, la discreta, confortante e, ormai, quotidiana presenza dei volontari in Hospice, il loro “esserci” che diviene incontro, condivisione e ascolto della persona malata, mentre si racconta alla fine del proprio cammino di vita con la serenità e la consapevolezza di essere accolta dall’altro. Un patrimonio di vite vissute, di storie vecchie e nuove, di legami familiari che i volontari custodiscono come uno dei loro tesori più preziosi.
Gli Amici dell’Hospice chiedono tempi brevi per il nuovo regolamento dell’Asp
È chiaro che questa assenza non interferirà né inficerà la già elevata qualità dei livelli assistenziali e la professionalità del personale medico dell’Hospice. Ma, con il loro quotidiano sostegno relazionale e sociale alla persona malata e ai familiari, i loro sorrisi genuini e le loro piccole attenzioni quotidiane, il loro semplice prendersi cura dei bisogni dell’altro nel momento della sua fragilità, il supporto che sanno dare ai familiari anche semplicemente nell’organizzare la giornata, i volontari rappresentano quel tratto necessario a completare e armonizzare il disegno globale delle cure palliative. I volontari, pur integrati all’interno dello staff medico multidisciplinare, non adempiono a un ruolo professionale ed è proprio questo a renderne insostituibile la presenza: in virtù del loro essere persone comuni, la relazione che si instaura con il paziente o con il familiare si nutre della spontanea, sincera reciprocità di una chiacchierata, di una partita a carte, di un desiderio da confessare, di una foto da guardare insieme per condividere un ricordo.
L’auspicio dell’Associazione “Amici dell’Hospice di Siracusa” – che, comunque, continuerà a svolgere la propria attività di sensibilizzazione e divulgazione della cultura delle Cure palliative con altre e diverse iniziative – è che i vertici dell’Asp superino celermente questo momento d’impasse e restituiscano ai pazienti dell’Hospice quegli attimi preziosi di semplice familiarità condivisi con i volontari di cui, purtroppo, sono ora privati.

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